Mentre il governo ha prorogato almeno fino al primo maggio il taglio delle accise (qui la notizia), la corsa verso l’alto del prezzo dei carburanti non accenna a interrompersi. Sulla base dei dati comunicati dai gestori al Mimit, il prezzo medio alle pompe self service è di 1,782 euro al litro per la benzina e di 2,143 euro per il diesel, in aumento rispettivamente di 19 e 46 millesimi di euro rispetto a venerdì.
L’aumento è particolarmente gravoso sul diesel, sul quale non si avvertono più i vantaggi del taglio delle tasse sul carburante: se lo scorso 17 marzo, il giorno precedente all’annuncio dello sconto di 25 centesimi su benzina e diesel, un litro di gasolio veniva venduto mediamente a 2,10 euro, oggi quel limite si è già superato. E se a maggio il governo dovesse decidere di ristabilire la tariffa piena, ci si aspetta prezzi superiori a 2,4 euro al litro.

Un mini-sconto introdotto dalle società concessionarie ha limitato i rincari in autostrada, fissando i listini a una media di 1,816 euro al litro per la benzina e di 2,158 euro al litro per il diesel. Tuttavia, analizzando l’andamento dei prezzi nelle varie zone d’Italia, il Codacons denuncia che ci sono tre regioni in cui il gasolio supera i prezzi praticati in autostrada: sono la Calabria (con 2,172 euro al litro), la provincia autonoma di Bolzano (2,163 euro/litro) e la Lombardia (2,160 euro/litro).
La benzina invece ha superato quota 1,8 euro al litro a Bolzano, Basilicata, Calabria e Sicilia. “Numeri che, purtroppo, confermano le previsioni del Codacons circa la stangata sui rifornimenti che si è abbattuta sugli spostamenti di Pasqua degli italiani, e che è costata alle famiglie circa 1,3 miliardi di euro in più rispetto alle festività dello scorso anno”, sottolinea l’associazione dei consumatori.

Secondo un’analisi del Corriere della Sera, il gasolio diventa un prodotto critico per l’Italia: i consumi annuali raggiungono 24 milioni di tonnellate, a fronte di scorte inferiori a due. Con l’attuale prezzo e la forte dipendenza dalle forniture che transitano dallo Stretto di Hormuz - da cui arriva il 57% dell’import - espone il Paese a rischi immediati.
Come spiega Gianni Murano (Unione Energia per la Mobilità), l’impennata dei prezzi è legata alla pressione sulle raffinerie del Golfo Persico, mentre l’ex manager di Eni Salvatore Carollo fa notare che il vero nodo è la concorrenza degli Stati Uniti sui prodotti raffinati. Pur essendo esportatore netto, l’Italia deve infatti fare i conti con vincoli commerciali delle raffinerie controllate da trader globali e con una capacità di raffinazione in calo per le conversioni alle bioraffinerie.

In un periodo in cui contenere le spese è diventato essenziale per contrastare il rincaro dei prezzi, una soluzione pratica è offerta da Pieno+, l’applicazione gratuita sviluppata da alVolante e disponibile per dispositivi Android e iOS (foto qui sopra).
Questo strumento consente di monitorare costantemente le tariffe dei carburanti, aiutando gli automobilisti a individuare rapidamente il distributore più vantaggioso nelle proprie vicinanze.
L’affidabilità del servizio è garantita da un aggiornamento continuo dei dati, basato sulle comunicazioni ufficiali fornite dai gestori delle stazioni di servizio. Una volta individuato il punto vendita con il prezzo migliore, l’utente può attivare direttamente dall’app il sistema di navigazione per farsi guidare verso la meta.













































































