QUESTIONI DI AFFITTI - Il mese prossimo, nella riunione del comitato centrale di impresa della PSA Peugeot Citroën l’ordine del giorno comprenderà l’ipotesi di trasferimento della propria sede (foto sopra) dalla prestigiosa avenue de la Grande Armée, a due passi dell'Arco di Trionfo, a fuori Parigi. Scopo della operazione sarebbe la volontà di contenere i costi sostenuti per i locali parigini, occupati in base a un contratto di affitto.
LOCATION SIMBOLICA - La sede di avenue de la Grande Armée, oltre che essere in un contesto di grande eleganza ha un che di storico per la casa, dato che vi ha sede dal 1976, e l’eventuale abbandono avrebbe un indubbio impatto simbolico. D’altra parte la situazione è quella che è e i vertici della PSA hanno messo in cantiere un piano di risparmi che tocca un po’ tutti gli aspetti della vita dell’azienda, infrastrutture e sedi comprese. Secondo le indiscrezioni, martedì scorso il consiglio di sorveglianza della PSA ha preso in considerazione l’idea di procedere a un piano di razionalizzazione delle sedi del gruppo nella zona parigina, con l’obiettivo di arrivare alla riunione di gennaio del comitato centrale di impresa per stabilire un programma di lavoro.
FUORI PARIGI - A quanto pare non ci sono ancora ipotesi circa la destinazione della sede centrale della società, salvo che una indiscrezione raccolta dall’agenzia France Presse secondo cui un top manager dell’azienda avrebbe dichiarato “sicuramente la sede non resterà a Parigi”. Si parla anche del trasferimento di alcune attività presso le due sedi di Velizy e Poissy. Attualmente presso la sede in avenue de la Grande Armée lavorano circa due mila persone, che appunto non dovrebbe trovare ricollocazione nella stesse location, ma verrebbe distribuita in più sedi.
CONFERMA IL 16 GENNAIO - La PSA aveva venduto l’edificio in avenue de la Grande Arméé nel 2012, sottoscrivendo un contratto di locazione dello stesso. Per quella vendita la PSA aveva incassato 245 milioni di euro. Gli sviluppo della vicenda dovranno venire nel prossimo gennaio con la riunione del comitato centrale di impresa, fissato per il 16 gennaio, peraltro senza ancora un ordine del giorno ufficiale.