Arriverà nelle concessionarie italiane entro la fine dell’anno, la nuova Range Rover elettrica, che verrà prodotta nella storica fabbrica di Solihull. Abbiamo visto l’auto in anteprima e ne abbiamo guidato un esemplare di pre-produzione sulla pista di collaudo della Land Rover, a Gaydon, in Inghilterra.

Fuori, le differenze con le versioni mild hybrid e plug-in dell’elegante suv di gran lusso su cui è basata (l’auto poggia su una piattaforma cosiddetta “multienergia”, ossia compatibile con motori sia endotermici sia a corrente: per saperne di più, leggi qui la nostra intervista al capo progetto Lynfel Owen) si contano sulle dita di una mano e sono difficili da cogliere a un primo sguardo. Nella Range Rover elettrica cambiano la mascherina, che ha delle feritoie un po’ più sottili, e il disegno dei cerchi in lega, che hanno delle razze più strette. Entrambe queste soluzioni hanno contribuito ad abbassare il coefficiente aerodinamico Cx da 0,30 (valore già notevole, per una 4x4 così imponente) a 0,29.

L’abitacolo della Range Rover elettrica mantiene lo stile quasi spoglio ma assai raffinato di quello delle “sorelle” che vanno (anche) a benzina e a gasolio, con pelli e legni di gran pregio, finiture curate fin nei minimi dettagli e pressoché infinite possibilità di personalizzazione. Per tacere dei comfort e dei lussi riservati a chi si accomoda sul divano: le sedute laterali si regolano elettricamente fino a trasformarsi in comode chaise-longue per distendere quasi completamente le gambe e alle funzioni di riscaldamento e ventilazione si aggiungono diversi tipi di massaggio.

Nella Range Rover elettrica la trazione integrale è ottenuta con un motore a corrente all’avantreno e uno al retrotreno che forniscono una potenza combinata di 550 CV e sono alimentati da una batteria da 118,5 kWh netti. L’autonomia dichiarata è di 531 km e la potenza massima di ricarica in corrente continua è di 350 kW: in condizioni ideali, secondo la casa alle colonnine veloci per il 10-80% servono sui 22 minuti (mentre ne basterebbero 10 per ottenere 220 km di autonomia).

La Range Rover elettrica promette uno sprint non lontano da quello della sorella ibrida con il V8 a benzina da 615 CV: dovrebbero bastare poco più di 4 secondi per “bruciare” lo “0-100”. Tuttavia, non abbiamo avuto modo di accelerare a fondo su un lungo rettilineo, in quanto il nostro breve test-drive si è svolto per lo più in fuori strada. L’angolo di attacco è di 33,2º, quello di uscita di 28,1º e la profondità di guado di ben 90 cm: valori del tutto paragonabili a quelli che caratterizzano le “sorelle” ibride, delle quali questa elettrica bimotore ha confermato in pieno le doti sui percorsi accidentati e sui fondi viscidi. Con un vantaggio non indifferente: la raffinata gestione elettronica dei due motori a corrente si traduce in una distribuzione più rapida della potenza tra le singole ruote e, quindi, in una guida più facile in condizioni di scarsa aderenza.

Le 344 celle al Nichel-Manganese-Cobalto, impacchettate su due livelli sotto il pavimento e protette da un guscio di alluminio che ha contribuito ad aumentare la rigidezza della scocca del 56%, hanno comportato un abbassamento del baricentro di quasi 9 cm, ma la luce al suolo resta un riferimento nella categoria. Merito delle molle ad aria, che oltre a migliorare il comfort sull’asfalto consentono di alzare l’auto fino a 26,2 cm da terra: toccare il fondo è difficile. Per questioni di… fisica (la lunghezza è di 505 cm e il peso a vuoto stimato è vicino ai 3.000 kg) l’agilità è ridotta, ma le ruote posteriori sterzanti (fino a 7,3º) semplificano la vita in manovra.











































