L'UNIONE FA LA FORZA - Oggi, in occasione dell'assemblea dei soci che ha dato il via allo “spin-off” del settore auto da quello dei veicoli commerciali ed industriali (qui per saperne di più), Sergio Marchionne ha preso la parola per ricordare alcune punti della sua strategia per il rilancio del gruppo torinese. Innanzi tutto ha annunciato che entro la fine del prossimo anno la Fiat potrebbe incrementare dall'attuale 20% al 35% la quota azionaria della Chrysler in suo possesso e che, sempre entro fine 2011, la Chrysler potrebbe essere ricollocata in borsa. Inoltre, ha posto l'attenzione sui traguardi che si prefigge la neonata Fiat Group Automobiles: raggiungere entro il 2014 i sei milioni di auto prodotte, insieme al gruppo Chrysler. Un risultato che, secondo l'amministratore delegato, si potrà raggiungere grazie alla stretta sinergia dei due gruppi (condivisione di pianali, motori e impianti produttivi) da una parte permetterà di tagliare i costi e dall'altra di sfruttare il rispettivo “know-how”: Fiat per le citycar e le utilitarie e le Chrysler per le auto di fascia medio-alta del mercato e le suv.

La Fiat 500 per il mercato americano, una delle tappe più importanti del ritorno dell'azienda italiana sul mercato Usa.
IMPEGNO IN MERCATI EMERGENTI - Per incrementare i volumi di vendita, oltre ad acquisire maggiori quote di mercato negli Usa e in Europa, Marchionne ha precisato che ci sarà “un'accelerazione dello sviluppo internazionale, con particolare attenzione verso Cina, Russia e India”. Inoltre, ha sottolineato come Lancia sia il marchio più rappresentativo dell'alleanza tra Fiat e Chrysler dato che le gamme di modelli verranno completamente integrate: in base ai mercati, saranno vendute come Lancia o come Chrysler.

La nostra ricostruzione grafica dell'erede della Thesis, che userà come ossatura quella della prossima generazione della Chrysler 300C.
ALFA ROMEO COME BANDIERA - Placando una volta di più le tante indiscrezioni circa un interessamento del gruppo Volkswagen per l'Alfa Romeo (leggi qui la news), Sergio Marchionne ha ribadito che tra gli obiettivi della Fiat Group Automobiles “c'è un forte impegno a sviluppare l'Alfa Romeo e a farla diventare il marchio "premium" del gruppo, allargando l'offerta di prodotto anche nel campo delle suv (qui per saperne di più). In questo progetto rientra il ritorno dell'Alfa Romeo negli Stati Uniti, in Canada e in Messico”.

La Giulietta è il modello più importante per il rilancio dell'Alfa Romeo.
CONFLITTO DI OPINIONI - Dichiarazioni, queste sull'Alfa, che ribadiscono quelle dello stesso Sergio Marchionne durante la presentazione del piano industriale della Fiat (lo scorso aprile), ma che recentemente Harald Wester, amministratore delegato dell'Alfa Romeo, ha in parte contraddetto quando, parlando del “posizionamento” dell'Alfa ha sottolineato che il concorrente è la Volkswagen e non i marchi di “lusso” come Audi e BMW. Parole che avevano scatenato la reazione di tanti “alfisti” che da anni aspettano una rinascita dell'Alfa Romeo.
ELETTRICA NEL 2012 - Durante la conferenza stampa a termine dell'assemblea dei soci, Sergio Marchionne ha anche annunciato l'arrivo di un modello elettrico, sviluppato dalla Chrysler: “era già stata sviluppata dagli americani prima che arrivassimo noi”. Un modello che potrebbe sfruttare parte dei 15 miliardi di dollari messi a disposizione dal governo Usa per la ricerca in questo campo e per i quali “la Chrysler ha già fatto domanda, insieme alla Ford e alla General Motors”. Marchionne, però, ha ribadito una sua convinzione sulle auto elettriche: “non condivido l'entusiasmo rispetto alla possibilità che queste tecnologie conquistino grandi fette di mercato. Questo non può succedere fino a quando i problemi associati all'autonomia delle vetture e alla conservazione efficiente dell'energia nelle batterie, non vengono risolti”. Per i prossimi dieci anni i motori a benzina e diesel continueranno ad essere il pezzo forte”.








































