In una nota congiunta Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl fanno notare che nei primi 203 giorni dell’anno, lo stabilimento Stellantis di Cassino ha lavorato soltanto per 45 e il nuovo fermo svuota di fatto il Fabbricato 2, così come voluto da Stellantis. Come riporta il sito Alessioporcu, la fabbrica laziale si appresta infatti a cambiare profondamente il suo modello produttivo, passando da una produzione industriale che consentiva di “sfornare” 400 pezzi a turno a una più artigianale e di lusso, con ritmi ridotti e vetture lavorate quasi a mano.
Nel nuovo assetto, la produzione delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio sarà trasferita dal Fabbricato 2 al Fabbricato 0, dove continueranno a essere assemblate fino alla fine del 2027, per poi essere sostituite, nel 2028 o successivamente, dalle loro eredi. Sulle linee lasciate libere nel Fabbricato 2 verranno invece costruite le nuove Maserati. La prossima settimana gli addetti delle linee dell’Alfa Romeo seguiranno corsi di aggiornamento per familiarizzare con le nuove modalità operative del Fabbricato 0: non più la cadenza imposta dalla catena di montaggio, ma un approccio centrato sulla lavorazione del singolo componente.
La trasformazione in corso ha una motivazione molto concreta: oggi lo stabilimento di Cassino produce solo una minima parte delle vetture che uscivano dalle linee nei periodi di massima attività. Secondo le rilevazioni sindacali, nel 2017 erano state assemblate 135.263 auto, mentre nel 2024 il totale è sceso a 26.800 unità, riducendosi ulteriormente nel 2025 a sole 19.364 vetture prodotte. Il confronto rende evidente la portata del cambiamento: rispetto al 2017 la flessione è dell’85,7% e il 2026, almeno finora, non mostra segnali di reale recupero. Nei primi sei mesi sono state costruite circa 6.700 auto, di cui 4.125 tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 2.575 Maserati Grecale.































