Se negli Stati Uniti Stellantis collabora con JLR per sviluppare nuove suv (qui per saperne di più), in Europa il gruppo guarda alla Cina, annunciando la volontà di costituire una joint venture con la Dongfeng. Il memorandum d’intesa non vincolante tra i due gruppi prevede di creare una società che si occuperà della produzione di modelli Donfeng nella fabbrica di Rennes, in Francia, da destinare al mercato europeo.
La nuova realtà, guidata da Stellantis al 51%, gestirebbe anche la vendita della Voyah, auto premium della galassia Dongfeng, attraverso le concessionarie di Stellantis, come già avviene oggi con le Leapmotor.

Il marchio Voyah è già ufficialmente in Italia con una coppia di modelli. La Free (nella foto qui sopra) è un’imponente suv elettrica (da 489 CV) o con range extender (da 272 CV) lunga 490 cm. La batteria di 106 kWh promette un’autonomia di 500 km nel ciclo WLTP e si ricarica dal 10 all’80% in circa 45 minuti da una colonnina rapida a 100 kW.
Più compatta è la Courage (nella foto qui sotto), che è lunga 473 cm, sfrutta una configurazione con due motori elettrici per erogare una potenza di 435 CV: la “pila” di 80 kWh promette un’autonomia di circa 440 km. Nel corso dell’anno dovrebbero arrivare anche la lussuosa monovolume Dream e la berlina Passion, entrambe elettriche.

Antonio Filosa, ceo del gruppo Stellantis, ha sottolineato come l’accordo elevi l’asse con la Dongfeng a una dimensione globale, pensata per aggredire i mercati internazionali con una gamma di modelli elettrici ed elettrificati a prezzi decisamente competitivi. Dal canto suo, il presidente della casa cinese Qing Yang ha evidenziato come questa sinergia sposi i piani di sviluppo cinesi per l’export e l’occupazione.
Gli obiettivi per le due case automobilistiche sono chiari: per il colosso asiatico significa accelerare l’espansione fuori dai confini nazionali sfruttando la rete globale del gruppo Stellantis, che a sua volta vede nell’accordo di una mossa chiave per utilizzare pienamente le fabbriche europee e blindare la propria presenza in Cina, attingendo direttamente all’avanzato ecosistema locale dei veicoli a nuova energia, dopo il recente accordo per la produzione di quattro nuovi modelli in Cina (qui la notizia).















