Mentre qualche anno fa ha fatto discutere il passaggio delle BMW Serie 1 dalla trazione posteriore a quella anteriore, un altro modello del gruppo bavarese potrebbe fare il percorso inverso. Sembra infatti che la prossima generazione della Mini 3 porte (qui sopra un nostro disegno ipotetico), che fin dalla sua nascita negli anni ‘60 è stata associata alla trazione anteriore, potrebbe passare a quella posteriore.
L’indiscrezione riportata da Autocar conferma che in futuro la Mini 3 porte elettrica, in programma non prima del 2030, dovrebbe adottare la piattaforma Neue Klasse della BMW, mentre oggi nasce su una meccanica della Great Wall. La Neue Klasse è nativamente a trazione posteriore, con l’aggiunta di motori anteriori solo per le versioni 4x4. La BMW ha confermato di non avere in programma lo sviluppo di un modulo anteriore dedicato, scelta che potrebbe spingere la Mini a rivedere l’architettura dei prossimi modelli.
Indipendentemente dal tipo di trazione, la prossima Mini vorrà comunque mantenere il suo stile inconfondibile e le sue proporzioni. Lo ha detto ad Autocar proprio il responsabile del design del marchio Holger Hampf.

L’aspetto della nuova Mini partirà da alcuni elementi distintivi, come le proporzioni molto compatte, le ruote agli angoli della carrozzeria e gli sbalzi ridotti. Ma soprattutto, ha assicurato Hampf, dalla combinazione tra i fari rotondi e la griglia anteriore, che dà un “viso” alla vettura.
L’ispirazione principale arriverà dalla serie R50, la prima Mini prodotta dal 2001 dopo l’acquisizione del marchio inglese da parte della BMW: “Molte persone non hanno un ricordo della Mini classica, ma si ricordano quelle che abbiamo realizzato negli ultimi 25 anni. Mi assicurerò di mantenere un legame con questo passato”, ha detto il designer.
Inoltre, mentre le attuali Mini 3 porte elettrica e termica sono uguali, il passaggio della EV alla nuova piattaforma a trazione posteriore potrebbe portare a una maggiore differenziazione tra le due in termini di design.
Le versioni a benzina dovrebbero continuare anche oltre 2030, evolvendosi con una nuova generazione basata sulla meccanica attuale opportunamente aggiornata, passando a motori ibridi per rispettare le normative sulle emissioni.

















