Guardando le ultime rilevazioni dell'Osservatorio del Mimit, il quadro per gli automobilisti è decisamente critico. Sulla rete stradale ordinaria, la benzina in modalità self-service ha raggiunto una media nazionale di 2,039 euro/litro (al livello più alto da luglio 2022), mentre il gasolio è salito a 2,147 euro/litro. Sulla rete autostradale i rincari spingono ancora di più sull'acceleratore: la verde viaggia a 2,124 euro/litro e il diesel sfonda quota 2,221 euro/litro. Come sottolineato dalle associazioni dei consumatori, senza lo sconto fiscale di 17 centesimi al litro (tra accise e IVA) applicato sul gasolio, il prezzo del diesel schizzerebbe già oltre i 2,30 euro su viabilità ordinaria e sfiorerebbe i 2,40 euro in autostrada.
Il taglio di 17 centesimi al litro sull'accisa del gasolio (mentre la benzina resta a prezzo pieno) è stato prorogato fino al 10 settembre 2026. Dopo una serie di mini-proroghe estive finanziate tramite anticipi fiscali sulle grandi imprese energetiche, l'Esecutivo sta valutando un ultimo prolungamento di pochi giorni per ammortizzare l'impatto sui rientri dalle ferie. Tuttavia, la stagione dei tagli lineari "per tutti" appare giunta al capolinea.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha chiarito un cambio di paradigma: la priorità del Governo non è più il ribasso indifferenziato per tutti gli automobilisti, bensì un sostegno concentrato sulle fasce più vulnerabili e su chi usa il mezzo per lavorare. Il pacchetto in fase di definizione prevede:
Bonus benzina su Social Card: l'ipotesi principale riguarda l'erogazione di contributi dedicati ai carburanti tramite la carta "Dedicata a te", destinati ai ceti meno abbienti e ai lavoratori pendolari.
Sostegno all'autotrasporto: la riconferma del credito d'imposta per la filiera dei trasporti merci, misura fondamentale per frenare la catena dei rincari sui beni di consumo e contenere l'inflazione.
Accisa mobile flessibile: l'attivazione di un meccanismo di compensazione che utilizza l'extra-gettito IVA, generato dai picchi del prezzo del greggio, per sterilizzare automaticamente le accise sui carburanti.
Per incidere in modo permanente sui prezzi al distributore, la misura più strutturale indicata da Urso è inserita nel Disegno di Legge Concorrenza e punta a rivoluzionare la rete distributiva italiana in 5 anni. L'obiettivo è chiudere gli impianti obsoleti o non a norma, contrastare i fenomeni di illegalità filiera-pompa e incentivare la riconversione dei punti vendita verso l'elettrico e i carburanti ecologici. Snellendo la rete e tagliando le inefficienze dei passaggi intermedi, si punta a ridurre in modo duraturo i prezzi finali pagati dagli automobilisti.































































