Circolare a Napoli con una targa polacca non è più solo un modo per risparmiare, ma sta diventando sempre più un caso diplomatico e legale. Il fenomeno, nato per abbattere i costi assicurativi che nel capoluogo campano possono superare i 2.000 euro per un semplice scooter, consiste nel cancellare il veicolo dal PRA italiano per reimmatricolarlo in Polonia tramite agenzie intermediarie.
L’auto non appartiene più formalmente al conducente, ma viene “noleggiata” al vecchio proprietario, permettendogli di circolare con una polizza polacca da poche centinaia di euro. Tuttavia, il fenomeno non è passato inosservato a Varsavia (qui la notizia), anche perché questo sistema, spesso basato su pratiche irregolari in cui i veicoli non lasciano mai l’Italia, sta prosciugando le casse del fondo di garanzia locale PBUK.
Solo nel 2025, i risarcimenti per incidenti causati in Italia da veicoli polacchi non assicurati sono balzati a quasi 5 milioni di euro. Davanti a questa emorragia finanziaria, la Polonia ha deciso di passare al contrattacco: ora rivuole indietro i suoi soldi.
Il meccanismo per recuperare i capitali versati è già in pieno svolgimento. Quando un veicolo con targa polacca privo di reale copertura assicurativa causa un incidente, l’Ufficio Centrale Italiano (UCI) anticipa il risarcimento e poi chiede il rimborso al PBUK polacco. L’ente di Varsavia ha però iniziato a rifiutarsi di pagare passivamente e, stando a quanto riporta Il Post, ha già avviato un centinaio di azioni legali per recuperare le somme versate negli ultimi anni.
Queste cause non colpiscono solo le agenzie intermediarie - spesso società dal capitale ridotto che possono sparire dall’oggi al domani - ma puntano direttamente ai conducenti e ai locatari dei mezzi. A seconda delle clausole del contratto di noleggio a lungo termine, la responsabilità dei danni può infatti ricadere interamente sull’utilizzatore finale. In pratica, chi pensava di aver risparmiato sull’assicurazione rischia ora di dover rimborsare personalmente i danni provocati.
Mentre la battaglia prosegue a colpi di carte bollate, a Napoli e provincia le forze dell’ordine hanno intensificato i posti di blocco mirati sui veicoli con targa straniera. La Polizia locale sta effettuando verifiche assidue sulla regolarità dei “finti noleggi”, concentrandosi sull’obbligo di iscrizione al REVE (Registro Veicoli Esteri) necessario per chi utilizza il mezzo per oltre 30 giorni.
I rischi per chi viene fermato sono pesantissimi: i recenti blitz hanno già portato a numerosi sequestri amministrativi, fermi del veicolo e sospensioni dalla circolazione. Oltre alle multe, il pericolo maggiore è la perdita definitiva della proprietà del mezzo, formalmente intestato a società estere che possono fallire o diventare irreperibili, lasciando il guidatore a piedi e con pesanti pendenze amministrative.






























































