La prossima generazione della Toyota Corolla, che dovrebbe arrivare nel 2028, cambierà radicalmente una delle auto più vendute a livello mondiale. Come anticipato dalla concept mostrata lo scorso anno al Japan Mobily Show (la vedi qui), la tredicesima serie avrà un aspetto decisamente più filante, ma senza perdere di vista la sua concretezza, uno dei suoi principali punti di forza che le hanno permesso di conquistare oltre 57 milioni di clienti in tutto il mondo dal 1966.
La futura Toyota Corolla sarà disponibile sia con il classico sistema ibrido, sia con motore elettrico (ma anche puramente termico su certi mercati). La base tecnica sarà una nuova piattaforma modulare, progettata per accogliere sistemi di propulsione differenti: una soluzione che permetterebbe di adattare l’offerta ai vari mercati, senza puntare tutto su un’unica tecnologia.

Sebbene per il momento non ci siano conferme ufficiali da parte della casa giapponese, la Toyota Corolla elettrica dovrebbe comprendere versioni a uno o due motori, con un’autonomia anche superiore ai 400 km.
Più concrete, almeno per il momento, sono le indicazioni sulla variante ibrida, che dovrebbe adottare un nuovo motore a benzina a quattro cilindri di 1,5 litri abbinato all'ormai classico Power Split Device (PSD), il rotismo epicicloidale (un sistema di ingranaggi con un ingranaggio solare centrale, dei satelliti e una corona esterna) che collega meccanicamente il motore a benzina e i motori elettrici, gestendo la trasmissione del moto senza frizioni o convertitori di coppia. La potenza complessiva stimata in circa 135 CV. Secondo le informazioni circolate finora, i consumi potrebbero diminuire del 10-20% rispetto all’attuale generazione.
Il nuovo motore 1.5 sarà proposto con vari livelli di potenza e andrà quindi a sostituire ben tre motori attuali: il 3 cilindri 1.5 e i 4 cilindri 1.8 e 2.5. In quest'ultimo caso sarà dotato di turbo.

Anche la produzione rappresenterà in qualche modo una rivoluzione, perché dovrebbe postarsi in Cina, negli stabilimenti della FAW Toyota, la joint venture nata dalla collaborazione tra il costruttore giapponese e il gruppo cinese. La Toyota punta quindi a sfruttare le competenze e la capacità produttiva locali per restare competitiva anche sul fronte dei costi e dei tempi di sviluppo.










