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La Toyota “regala” la sua tecnologia fuel cell

08 gennaio 2015

La casa giapponese vuole che le auto a idrogeno si diffondano, quindi ha messo a disposizione gratuita tutti i suoi brevetti in materia.

La Toyota “regala” la sua tecnologia fuel cell
INIZIATIVA STRATEGICA - Perché una nuova tecnologia si affermi bisogna che diventi familiare. Nel caso dell’automobile raggiungere tale obiettivo da parte di un solo costruttore è molto impegnativo, richiedendo molto tempo e denaro. Meglio che siano in tanti a proporre le nuove soluzioni. È il ragionamento che hanno fatto l’anno scorso alla Tesla, la quale ha reso disponibile gratuitamente ciò che ha messo a punto in materia di auto elettrica. Analogo ragionamento devono aver fatto i vertici della Toyota nel decidere quanto comunicato al CES 2015 di Las Vegas: la casa giapponese rinuncia a ogni diritto di royalties su tutti i suoi brevetti in funzione dell’auto a pile a combustibile (fuel cell). In poche parole, le altre aziende potranno produrre e impiegare quei ritrovati senza pagare alcun diritto di licenza.
 
GRANDE KNOW HOW - Quanto messo a disposizione degli altri costruttori e delle aziende di componentistica è una massa di elementi del know-how necessario per impostare la produzione dell’auto alimentata a idrogeno. Basta dare una scorsa ai numeri. 1.970 dei brevetti “liberalizzati” sono relativi alle stesse pile a combustibile; 290 riguardano i sistemi a pressione per lo stoccaggio nel serbatoio dell’idrogeno necessario per far funzionare le pile; 3.350 sono inerente ai programmi e le applicazioni informatiche sviluppati per la gestione dell’intero sistema; infine, 70 brevetti sono relativi alle tecniche di produzione e distribuzione dell’idrogeno.
 
 
FINO AL 2020 - La Toyota precisa che l’iniziativa varrà sino al 2020 a eccezione che per la parte relativa ai brevetti sui dispositivi necessari per la produzione e la distribuzione dell’idrogeno per i quali la liberalizzazione è per sempre. Va anche detto che la misura riguarda solo i brevetti che appartengono al 100% alla Toyota, il che significa che qualcosa è stato messo a punto con altre aziende. Si vedrà nel prosieguo dello sviluppo dell’auto fuel cell se la cosa rappresenterà un ostacolo. 
 
SPERANDO NELLA RECIPROCITÀ - La Toyota ha anche precisato che si aspetta che le aziende che utilizzeranno liberamente i componenti con brevetto Toyota applichino il principio di reciprocità per eventuali loro dispositivi brevettati, aggiungendo però che la cosa non costituirà un vincolo per poter accedere alle tecnologie Toyota. Da notare che tra quanto messo a disposizione ci sono anche le soluzioni adottate sulla Toyota Mirai (nelle foto), il modello a fuel cell già in vendita in Giappone che arriverà in Europa nel corso del 2015.
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Ritratto di cicciononno
8 gennaio 2015 - 20:13
In realtà la macchina di per sé é bella però le macchine a idrogeno hanno lo stesso problema di quelle totalmente elettriche costano un casino in più e fanno pochissimi km
Ritratto di onlyroma
8 gennaio 2015 - 21:31
Costano un "casino" perché sono di nicchia,come lo è una fuoriserie. Quando un giorno,l'umanità capirà o si ritroverà senza una goccia di petrolio,vedrai che costeranno come le auto attuali. Sui pochissimi km non so,sinceramente non mi sono informato,ma credo che dipenda sempre dalle bombole che occupano spazio. Se la tecnologia verrà sviluppata ulteriormente non ho nessun dubbio che la capacità aumenterà sensibilmente. Io intanto mi chiedo perché l'idrogeno non si utilizzi x riscaldare i palazzi,una bella caldaia che brucia idrogeno e 0 emissioni.
Ritratto di manfioletti
9 gennaio 2015 - 11:51
Purtroppo l'idrogeno non esiste libero in natura e va quindi prodotto. L'energia necessaria per produrlo è superiore a quella che si ottiene bruciandolo. Quindi se si vuole utilizzarlo per riscaldare un condominio alla fine si radddoppia il consumo energetico. Conviene naturalmente utilizzare direttamente l'energia che sarebbe necessaria per produrre l'idrogeno. Al giorno d'oggi quindi, visto che in Italia si utilizza il gas naturale per produrre energia, conviene utilizzarlo direttamente per produrre il calore per riscaldare le case; ed è quello che facciamo.
Ritratto di Gino2010
9 gennaio 2015 - 15:30
con l'elettrolisi che ha il problema che tu lamenti ma dagli scarti della raffinazione petrolifera come a porto marghera dove c'è uno stabilimento all'avanguardia per la produzione di idrogeno ed energia elettrica con idrogeno per autosostenere la raffineria e sfruttando le biomasse,ossia craccando non l'acqua ma il metano ottenuto dalla fermentazione delle stesse.Non tutti i giacimenti petroliferi sono adatti per avere la benzina ed il gasolio,anzi la maggior parte hanno riserve di petrolio sporco buono per farci il bitume ma che si può utilizzare per avere idrogeno.Il problema della produzione a prezzi accettabili è stato risolto.Rimane però il problema della distribuzione e dello stoccaggio perchè per quanto possano essere bravi gli ingegneri l'idrogeno necessiterà sempre di forti pressioni e bassissime temperature che renderebbero gli impianti di stoccaggio e distribuzione costosissimi.Ecco perchè credo poco nell'idrogeno anche quello nelle fuel cells,è un'ottima idea per alimentare i veicoli spaziali ma sulle auto......
Ritratto di manfioletti
9 gennaio 2015 - 15:43
Grazie della precisazione; io però a questa produzione dell'idrogeno credo abbastanza poco. In ogni caso concordo completamente sul discorso della distribuzione: forse i tanti illusi si dimenticano cosa significa distribuire un combustibile a bassi costi, ovunque e senza rischi. Ho personalmente lavorato su questi temi e ho tratto le mie conclusioni da tempo: vorrei poterci essere fra una ventina d'anni per prendere visione dello stato dell'arte. Saluti
Ritratto di alfista92
9 gennaio 2015 - 00:43
4
ma ci vogliono 3 minuti per fare rifornimento, e non mi sembra molto scomodo...
Ritratto di matteo466
9 gennaio 2015 - 10:23
in verità l'autonomia è prossima ai 500km dichiarati, facciamo almeno 400km reali, quindi più che decente. l'unico problema semmai è la diffusione dei distributori.
Ritratto di erminio82
8 gennaio 2015 - 21:23
In questo modo sarà possibile agevolare sempre di più degli standard costruttivi condivisi a livello basico di tecnologia, proprio come è avvenuto con la benza e i motori endotermici. In questo modo si eviterà di costruire infrastrutture inutili su tutto il territorio europeo. P.S. I paesi che vogliono l'EV a litio e le colonnine fatte con tecnologia proprietaria, dovranno farsene una ragione. (ogni riferimento a renault e ai suoi amici di merende è puramente casuale.. :) )
Ritratto di Emanuele.80
8 gennaio 2015 - 22:46
In una situazione in cui nell'industria i brevetti sono sempre un freno all'innovazione tecnologica, una iniziativa del genere è assolutamente encomiabile! Complimenti Toyota!
Ritratto di juvefc87
8 gennaio 2015 - 22:59
non credo altri avrebbero fatto lo stesso.. vag in primi col braccino corto..
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