NEWS

Toyota, un piano per la mobilità sostenibile

16 dicembre 2015

La Toyota annuncia come intende raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalla Conferenza sul clima di Parigi.

Toyota, un piano per la mobilità sostenibile
UN PIANO LUNGO 35 ANNI - La Conferenza della Nazioni Unite sul clima da poco conclusa a Parigi, la COP21, ha approvato un documento con ambiziosi obiettivi, come il contenimento dell'aumento della temperatura globale entro gli 1,5 gradi centigradi. Un limite che impone necessariamente il drastico contenimento delle emissioni di CO2 in atmosfera in tutti i settori, compreso quello automobilistico. Un sfida impegnativa che richiede una lunga pianificazione come quella prevista da Toyota per i prossimi 35 anni orientata a ridurre entro il 2050 il rilascio di gas serra della propria gamma del 90% rispetto ai valori del 2010. 
 
HYBRID E FUEL CELL - Il piano di Toyota per raggiungere il taglio del 90% della CO2 al tubo di scarico punta con decisione alle tecnologie Hybrid e fuel cell. La prima consente, come dimostrato dalla quarta generazione Prius accreditata di un consumo di 3,0 l/100 km e di emissioni di CO2 di 70 grammi/km, di ridurre l'uso dei derivati del petrolio e, di conseguenza, dei gas serra rilasciati dalla combustione. La seconda di fare a meno del greggio grazie all'impiego dell'idrogeno, possibilmente prodotto da elettrolisi con impiego di elettricità proveniente da fonti rinnovabili per rendere l'intero ciclo effettivamente a zero emissioni. Una strada, quest'ultima, già avviata con la Mirai in vendita, per il mercato europeo, in Germania, Gran Bretagna, Danimarca e Belgio, e con l'impegno di promuovere la diffusione della rete H2 anche in altri Paesi, Italia inclusa. A favore della diffusione delle auto a idrogeno è pure la decisione di rendere disponibili i brevetti Toyota (qui per saperne di più) sulle tecnologie fuel cell e sullo sviluppo di stazioni di rifornimento di H2. 
 
STABILIMENTI “PULITI” - Il percorso immaginato dai responsabili Toyota per una mobilità sostenibile prevede obiettivi intermedi, il primo del quale è datato 2020. Entro tale data la dirigenza giapponese si prefigge di avere vendite annuali di modelli Hybrid di 1,5 milioni e di raggiungere il traguardo delle 15 milioni di unità consegnate, nonché di abbassare di oltre 22 punti percentuali la media delle emissioni dei nuovi modelli. Per le vetture fuel cell il piano prevede di raggiungere vendite annuali di almeno 30.000 auto a livello mondiale a partire dal 2020. A rafforzare la strategia del marchio delle tre ellissi verso la mobilità sostenibile è pure il desiderio di “azzerare qualsiasi emissione di CO2 dal ciclo di vita della vettura comprese quelle derivanti dalla produzione di materiali e componenti, e raggiungere impianti di produzione a zero emissioni entro il 2050”.


Aggiungi un commento
Ritratto di Porsche
16 dicembre 2015 - 13:39
Perchè non si fà nulla lato produzione (in realtà è trasformazione essendo l'idrogeno un vettore energetico...) dello stesso carburante ? E' quello il nodo da sciogliere !!!
Ritratto di tommaso tampucci
17 dicembre 2015 - 10:20
Infatti, l'idrogeno avrà senso solo quando la produzione di energia sarà al 100% da fonti rinnovabili / nucleare, allora si potrà chiudere un occhio sulle enormi inefficienze del suo processo di produzione (privilegiando il fatto di disporre di un vettore energetico che a quel punto sarebbe davvero "pulito"). Oggi come oggi invece il processo è totalmente anti-ecologico.
Ritratto di Sid Car
16 dicembre 2015 - 17:17
Perchè ci sono diversi interessi (...economici : chi comprerebbe più il petrolio? O la falsa idea che per essere conveniente l'idrogeno può essere prodotto solo con energia nucleare e militari : ... con questo combustibile i veicoli nn sarebbero più rilevabili con sensori di calore e chi ha la tecnologia per farli non vuole che la utilizzano altri ) ... l'idrogeno si può ricavare senza energia nucleare in più modi per esempio mai sentito parlare di metaidrogeno che si ricava del riciclo rifiuti? oppure dalla reazione dell'acqua di mare con un particolare catalizzatore (metodo utilizzato sulle navi della marina americana) o con il metodo Climeworks di Audi che usa solo energia green ed il CO2 presente nell'aria ...La tecnica usata sulle navi americane per chi fosse interessato è è stata messa a punto da due ricercatori americani della Penn State University, Younggy Kim e Bruce Logan, che la descrivono sulla rivista dell'Accademia delle Scienze Americane (Pnas)
Ritratto di AlexTurbo90
17 dicembre 2015 - 00:04
"A rafforzare la strategia del marchio delle tre ellissi verso la mobilità sostenibile è pure il desiderio di “azzerare qualsiasi emissione di CO2 dal ciclo di vita della vettura comprese quelle derivanti dalla produzione di materiali e componenti, e raggiungere impianti di produzione a zero emissioni entro il 2050”... e poi c' era la marmotta che incartava la cioccolata! Ma andiamo! Parla un costruttore di un Paese che con tutte quelle centrali nucleari sparse sul territorio potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico di MEZZA EUROPA per 50 anni! E il nucleare non inquina poco, anzi! Se ci mettiamo che alcune di esse sono ancora coadiuvate dalle centrali a carbone, beh... siamo proprio all' apoteosi dell' IPOCRSIA.
Ritratto di MAXTONE
17 dicembre 2015 - 12:27
Come se la scelta di optare per il nucleare in Giappone l'avesse fatta Toyota. E magari le avesse anche costruite lei le centrali...mah senza parole.
Ritratto di Porsche
17 dicembre 2015 - 13:26
è vero quello che dici, che non l'ha voluta Toyota. C'è da dire però che in fatto di rinnovabili l'europa siamo i più avanzati del mondo. Il giappone ha dovuto "subire" la catastrofe del 2010 per cambiare idea ed iniziare in ritardo quello che in europa si fa da decenni.
Ritratto di MAXTONE
17 dicembre 2015 - 14:14
Su questo non ci sono dubbi ed io stesso sono sempre stato un accanito antinuclearista.
Ritratto di AlexTurbo90
18 dicembre 2015 - 23:16
Ora mi dici DOVO ho scritto questa cosa. Mi hai messo parole in bocca che non ho detto affatto. E' normale che non sia stata la Toyota a voler le centrali nucleari, né tanto meno a costruirle. Sei tu che sei un fan accanito di Toyota e se ti fossi sforzato di leggere meglio quanto avevo scritto sopra, avresti capito meglio il succo del mio discorso: ciò che io volevo intendere era che l' idea di Toyota (fondamentalmente giusta) era del tutto incoerente con il fatto che essa sia una Casa giapponese. E il Giappone (ripeto, il Giappone, non Toyota) è strapieno di centrali nucleari. E tutto ciò non mi sembra tanto in linea con gli ideali "green" della stessa Toyota. Capito ora?
Ritratto di AlexTurbo90
18 dicembre 2015 - 23:16
DOVE**
Ritratto di monodrone
17 dicembre 2015 - 10:53
Al solito il Giappone è avanti anni luce. Bravi ragazzi!!! :)
Ritratto di Porsche
17 dicembre 2015 - 11:05
non vorrei rovinare i tuoi sogni, ma le prime strade ed autostrade ad idrogeno nascono nella cara vecchia europa. Non a caso gli stessi nipponici hanno scelto alleati made in UE.
Ritratto di monodrone
17 dicembre 2015 - 11:14
Certo , per abbattere i costi. Se produco solo io e non si crea concorrenza i produttori dei pezzi mi costeranno una cifra. Giusto che i giapponesi aprano al mercato globale partendo dalla vecchia e troglodita Europa.
Ritratto di Porsche
17 dicembre 2015 - 12:09
trogloditi saranno i nipponici
Ritratto di monodrone
17 dicembre 2015 - 12:27
Si si. Ok.
Ritratto di MAXTONE
17 dicembre 2015 - 12:40
Non lo sono ne' gli uni ne' gli altri.
Ritratto di Porsche
17 dicembre 2015 - 13:51
ho capito, ma sanno solo offendere l'europa.
Ritratto di Lucio88
17 dicembre 2015 - 13:36
Bè A dir la verita se noi fossimo al loro livello di efficienza e avanguardia ci potremmo baciare i gomiti ....

VIDEO IN EVIDENZA