Il confronto tra la Commissione Europea e i rappresentanti dell’industria automobilistica ha dato slancio - almeno sulla carta - all’idea dell’e-car europea. Ne aveva parlato la presidentessa dell’Unione Ursula von der Leyen in un suo recente discorso al parlamento Europeo (qui la notizia), trovando subito l’appoggio convinto di Stellantis e del gruppo Renault, che già in passato avevano concordato sull’opportunità di portare in Europa un segmento simile a quello delle kei car giapponesi (qui per saperne di più). Nel "dialogo strategico" sul futuro dell’industria automobilistica europea, Bruxelles ha aperto la possibilità per creare nuove categorie normative per auto di piccole dimensioni, elettrificate e con prezzi accessibili.
L’obiettivo della Commissione è di garantire la leadership europea nei veicoli elettrici, accelerare l’innovazione per auto autonome e connesse e rafforzare la produzione locale di batterie, per la quale è stato confermato l’investimento di 1,8 miliardi di euro. Secondo i vertici europei, i prossimi due anni sono decisivi per conquistare la leadership tecnologica nei veicoli collegati e autonomi. “Una maggiore cooperazione e coordinamento delle priorità di investimento sono fondamentali per lo sviluppo di software, hardware, modelli di intelligenza artificiale e ecosistemi di guida autonoma di costruzione europea. L’Alleanza europea per i veicoli connessi e autonomi (ECAVA), lanciata durante il Dialogo strategico, fungerà da forum per definire un’agenda industriale condivisa”, scrive una nota di Bruxelles.
Durante l'incontro si è discusso anche del controverso stop ai motori termici fissato per il 2035. La Commissione ha ribadito nuovamente l’intenzione di anticipare la revisione del regolamento che bloccherebbe di fatto la vendita di nuove auto con motori termici. Stando a quanto è filtrato, non sono arrivate particolari aperture da parte della politica europea sulla richiesta dell’industria di considerare anche tecnologie ibride, plug-in e range extender in un’ottica di neutralità tecnologica. Lo conferma anche il presidente dell’Acea Ola Källenius, che ha dichiarato: “Potremmo non aver ancora chiarito tutte le divergenze, né abbiamo le risposte a tutte le sfide. Ma siamo fiduciosi che lo spazio per le soluzioni si stia ampliando e abbiamo fiducia che il lavoro dei prossimi mesi darà risultati”.






































































































































