Non c’è pace per i motori 1.2 PureTech di Stellantis, nemmeno dopo la profonda riprogettazione che ha sostituito la discussa cinghia a bagno d’olio (fonte di rotture improvvise e danni da migliaia di euro) con una più robusta catena. Dopo il richiamo della scorsa estate dovuto a possibili perdite di carburante (qui la notizia), sulle varianti ibride 1.2 Gen 3 è stato riscontrato un difetto tra il condotto del filtro antiparticolato e la calotta di protezione del motorino di avviamento-alternatore a 48 volt: l’attrito tra le due parti potrebbe causare un surriscaldamento che, in casi estremi, potrebbe provocare un incendio.
Il richiamo riguarda modelli di diversi marchi del gruppo Stellantis, tra cui Peugeot, Citroën, DS Automobiles, Opel, Alfa Romeo, Fiat, Jeep e Lancia. Si tratta delle auto equipaggiate con l’ultima generazione del tre cilindri 1.2 nelle versioni ibride leggere da 110 e 145 CV, prodotte tra il 2023 e il 2026. In Francia si sarebbero già verificati 36 incidenti legati al problema e in 12 casi il vano motore si è incendiato, fortunatamente senza registrare feriti.
Il problema si risolve facilmente con un intervento gratuito in officina: i meccanici sostituiscono il tappo di protezione con una versione meglio isolata, controllando anche la distanza tra i componenti interessati e regolandola se necessario. L’intervento dura circa 30 minuti. Stellantis sta informando i proprietari dei veicoli interessati, invitandoli a fissare un appuntamento nella rete di assistenza.
L’adesione alla campagna di richiamo è volontaria, ma ricordiamo che in Italia da febbraio è attivo il database delle auto richiamate e non riparate, in cui vengono segnalati i veicoli che dopo due anni non sono ancora stati riparati: per chi finisce nella “lista nera” sono previste sanzioni pesanti (qui per saperne di più).
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