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Venti cinesi sul gruppo Psa

18 settembre 2013

I vertici del gruppo francese hanno incaricato due banche di elaborare una serie di ipotesi di collaborazione finanziaria con i cinesi della Dongfeng.

Venti cinesi sul gruppo Psa
STRATEGIE D’ORIENTE - Il gruppo Psa Peugeot Citroën ha conferito a due istituti bancari l’incarico di studiare delle ipotesi di collaborazione finanziaria con la casa automobilistica cinese Dongfeng. L’incarico è stato affidato con l’indicazione che le ipotesi dovranno soddisfare due “missioni”: cercare una soluzione ai perduranti problemi finanziari del gruppo, e intensificare e velocizzare l’estensione della presenza del gruppo Psa sugli scenari internazionali, comprendenti la Cina ma anche le promettenti realtà come l’Indonesia, la Thailandia, l’India, eccetera. 
 
QUESTIONE GM - Il compito delle banche non è facile perché l’input della Psa precisa che le ipotesi in fase di elaborazione dovranno salvaguardare l’alleanza esistente con la General Motors. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico francese Les Echos, una fonte interna al gruppo Psa ha riferito che la collaborazione con la GM è la scelta migliore per risolvere la situazione europea, ma per le altre realtà internazionali - non soltanto in Asia ma anche in America Latina - il partner Dongfeng è il più “credibile”. 
 
EQUILIBRISMI TRA CLAUSOLE -  Le due banche sono già al lavoro un po’ su tutti i fronti e a fare particolarmente notizia è la precisazione che tra le ipotesi in elaborazione c’è anche quella di un corposo ingresso della Dongfeng nel capitale dei Psa, insomma la vendita di una quota del gruppo francese ai cinesi. Su questa eventualità sono emerse delle perplessità legate all’alleata General Motors. L’intesa con il gruppo americano comprende infatti una clausola che se un altro partner industriale entra nel capitale di Psa con una quota superiore al 10%, la General Motors ha diritto di rescindere l’accordo e sciogliere i suoi impegni. Dunque l’elaborazione delle proposte da avanzare è un gioco d’equilibrio piuttosto delicato. 
 
IL TEMPO STRINGE - D’altra parte le difficoltà finanziarie per la Psa continuano a essere pressanti ed è sempre più necessaria una iniziativa forte che faccia cambiare la rotta. Ciò mentre sull’alleanza con General Motors si dice che segni il passo e che comunque non ha prospettive sul piano internazionale al di fuori dell’Europa (e sostanzialmente fuori dalle vicende Opel-Psa). 
 
FATTORI IN BALLO - In realtà la questione risente di diversi condizionamenti. Uno è l’imminente turn-over al vertice della General Motors, per cui l’attuale presidente Dan Akerson sarebbe restio a spingersi oltre nella collaborazione con Psa per non vincolare troppo il suo successore; un altro è il fatto che la stessa General Motors in Cina ha un altro partner, la Saic, che non si limita a seguire le vicende cinesi. Quando la GM sottoscrisse l’accordo con Psa, la Saic fece presente agli americani che non era d’accordo su alcune ipotesi di intese (sull’alto di gamma), cosa che portò al congelamento del progetto specifico.


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Ritratto di miscone
18 settembre 2013 - 17:16
1
i cinesi si stanno comprando tutto. Credo che manderanno avanti la trattativa ancora per alcuni mesi ... in modo da spuntare un accordo piu vantagioso ... piu tempo passa e piu i francesi sprofondano, hanno bisogno di liquidi disperatamente.
Ritratto di Vincent Vega
18 settembre 2013 - 17:40
Se i Cinesi comprano Psa è tutta l'Europa che ci perde...Il vecchio continente sta perdendo parecchio smalto da tempo...Preoccupante!!!!
Ritratto di clips12
18 settembre 2013 - 20:48
GM per PSA è un partner di intesa più che un socio, se realmente i cinesi sono disposti ad aprire il portafoglio in maniera così consistente ben vengano.
Ritratto di el_cumenda_ suissaro
19 settembre 2013 - 13:22
mancava il commento dell'ufficio stampa del gruppo svizzero-francese adesso siamo tutti più contenti..
Ritratto di Merigo
18 settembre 2013 - 20:54
1
Se ho capito bene, ma da come è spiegato credo di averlo fatto, è stato chiesto a due banche di: a) trovare del grano da produttori cinesi; b) aprire il mercato del Far East; c) tenere in ballo gli accordi con GM. Ma sono matti? Ripeto, se è come scritto, non si chiede di fare auto insieme come sta cercando di fare FIAT con censurabili successi da un decennio, ma di fare entrare una Compagnia cinese nell'azionariato PSA, accollarsene pro quota i debiti, partire con la valigetta a vendere nelle risaie e, infine, digerirsi l'odiatissimo (dai cinesi) Yankee. Sti CaZ2i!
Ritratto di Jinzo
19 settembre 2013 - 10:32
se vuole il gruppo psa se lo compra in 5 min... la maggior parte delle dongfeng in cina hanno l'appeal peugeot...ma su questi affari ci entra anche il governo cinese perchè vigila su ogni cosa.... ormai hanno il dominio del mondo, anche con i grandi supermercati... conoscete AUMAI o HAO MAI in italia?? chi di voi e del nord sicuramente
Ritratto di miscone
19 settembre 2013 - 11:22
1
fino a un secolo fa l'Europa colonizzava il mondo intero .... ora quel mondo e quelle nazioni si riprendono la rivincita e colonizzano e conquistano l'Europa.
Ritratto di el_cumenda_ suissaro
19 settembre 2013 - 13:19
tra comunisti si intenderanno alla perfezione
Ritratto di Paolo_1973
20 settembre 2013 - 20:53
"D’altra parte le difficoltà finanziarie per la Psa continuano a essere pressanti ed è sempre più necessaria una iniziativa forte che faccia cambiare la rotta." Questa è la citazione dell'articolo di Alvolante. In sintesi: sono in un mare di m_érda nonostante 7 miliardi (14.000 miliardi delle vecchie lire) garantiti dallo stato francese, a interessi fuori mercato. Questo hanno i francesi, e comunque lo sostengono. Noi abbiamo Marchionne, che pian piano sta avvicinandosi ai 10 miliardi di investimento su tutti gli stabilimenti italiani, e gli rompiamo il càzzo. E la spiegazione è una sola: agli italiani piace essere colonizzati, non c'è nulla da fare. L'italiano ha l'anima del cameriere, del lustrascarpe, è più forte di lui. Di fronte a un francese o a un americano, Landini venderebbe anche la madre. Ma di fronte alla Fiat no, rompe solo i còglioni, perché é italiana. E diretta da un figlio di un carabiniere emigrato in Canada, uno che non deve ringraziare nessuno per la carriera che ha fatto, uno che con la Casta non ha nulla a che fare. Insomma, il peggio del peggio.

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