STRATEGIE D’ORIENTE - Il gruppo Psa Peugeot Citroën ha conferito a due istituti bancari l’incarico di studiare delle ipotesi di collaborazione finanziaria con la casa automobilistica cinese Dongfeng. L’incarico è stato affidato con l’indicazione che le ipotesi dovranno soddisfare due “missioni”: cercare una soluzione ai perduranti problemi finanziari del gruppo, e intensificare e velocizzare l’estensione della presenza del gruppo Psa sugli scenari internazionali, comprendenti la Cina ma anche le promettenti realtà come l’Indonesia, la Thailandia, l’India, eccetera.
QUESTIONE GM - Il compito delle banche non è facile perché l’input della Psa precisa che le ipotesi in fase di elaborazione dovranno salvaguardare l’alleanza esistente con la General Motors. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico francese Les Echos, una fonte interna al gruppo Psa ha riferito che la collaborazione con la GM è la scelta migliore per risolvere la situazione europea, ma per le altre realtà internazionali - non soltanto in Asia ma anche in America Latina - il partner Dongfeng è il più “credibile”.
EQUILIBRISMI TRA CLAUSOLE - Le due banche sono già al lavoro un po’ su tutti i fronti e a fare particolarmente notizia è la precisazione che tra le ipotesi in elaborazione c’è anche quella di un corposo ingresso della Dongfeng nel capitale dei Psa, insomma la vendita di una quota del gruppo francese ai cinesi. Su questa eventualità sono emerse delle perplessità legate all’alleata General Motors. L’intesa con il gruppo americano comprende infatti una clausola che se un altro partner industriale entra nel capitale di Psa con una quota superiore al 10%, la General Motors ha diritto di rescindere l’accordo e sciogliere i suoi impegni. Dunque l’elaborazione delle proposte da avanzare è un gioco d’equilibrio piuttosto delicato.
IL TEMPO STRINGE - D’altra parte le difficoltà finanziarie per la Psa continuano a essere pressanti ed è sempre più necessaria una iniziativa forte che faccia cambiare la rotta. Ciò mentre sull’alleanza con General Motors si dice che segni il passo e che comunque non ha prospettive sul piano internazionale al di fuori dell’Europa (e sostanzialmente fuori dalle vicende Opel-Psa).
FATTORI IN BALLO - In realtà la questione risente di diversi condizionamenti. Uno è l’imminente turn-over al vertice della General Motors, per cui l’attuale presidente Dan Akerson sarebbe restio a spingersi oltre nella collaborazione con Psa per non vincolare troppo il suo successore; un altro è il fatto che la stessa General Motors in Cina ha un altro partner, la Saic, che non si limita a seguire le vicende cinesi. Quando la GM sottoscrisse l’accordo con Psa, la Saic fece presente agli americani che non era d’accordo su alcune ipotesi di intese (sull’alto di gamma), cosa che portò al congelamento del progetto specifico.