DIMISSIONATO O DIMISSIONARIO? - Dimissioni immediate per Michael Macht, responsabile per la produzione
Volkswagen: da un punto di vista formale si tratta, appunto, di dimissioni, ma è impossibile non collegare questo evento alle recenti critiche del ceo del Gruppo, Martin Winterkorn, relative proprio alla
produzione e, in genere, ai costi che impongono un immediato piano di risparmio per rivitalizzare i margini di profitto. Il ruolo di Macht viene assunto ad interim da Thomas Ulbrich: così nello stringato comunicato di Volkswagen, che si conclude con i ringraziamenti di rito a Macht (il cui contratto sarebbe scaduto nel 2015) per l'operato svolto.
IL NODO È LA MQB - Secondo quanto riporta il magazine specializzato Automotive News (ma a ben vedere, altre spiegazioni sono meno plausibili), Macht sconta le difficoltà della nuova piattaforma modulare MQB (nelle foto), di cui è stato convinto sostenitore, e che è nata per supportare l'espansione globale di Volkswagen. Nata per aumentare l'uso di parti comuni (e quindi per ridurre i costi) e per realizzare un numero cospicuo di modelli, la piattaforma si è rivelata più problematica nell'implementazione del previsto, specie nello stabilimento principale di Wolfsburg, comportando ritardi nella produzione della nuova Golf e costi supplementari inizialmente non previsti.
40 MODELLI - Quanto sia cruciale questa piattaforma lo si può capire da un dato: vi nasceranno più di 40 modelli del Gruppo (quindi, non solo Volkswagen): Winterkorn ha definito la MQB “un grande vantaggio competitivo per il gruppo” ma sottolineato anche come implementarla rappresenti “uno sforzo tremendo”. Il gruppo Volkswagen ha avuto una crescita inarrestabile o quasi, e verosimilmente nel 2014 riuscirà a conseguire l'obiettivo di 10 milioni di veicoli venduti su scala globale, quattro anni prima del previsto. Evidentemente, un'espansione così rapida ha comportato una costosa proliferazione dei modelli, specie quelli marchiati Volkswagen. Non è il primo abbandono illustre: la scorsa settimana ha dato le dimissioni il responsabile del marketing Simon Thomas, a nemmeno un anno dalla nomina.