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Volkswagen Golf GTI Clubsport: per la strada e la pista

Pubblicato 14 ottobre 2020

Derivata dalla GTI, la Clubsport ha 55 CV in più (300 in totale) e modifiche all’assetto, studiate per la guida al limite.

Volkswagen Golf GTI Clubsport: per la strada e la pista

TANTA SCELTA - Anche l’ottava generazione della Volkswagen Golf, come le precedenti, è offerta in numerose versioni sportive: dopo l’inossidabile Golf GTI, che abbiamo già messo alla prova su strada (qui il primo contatto), e l’ibrida ricaricabile GTE, oggi viene annunciata la più pepata Volkswagen GTI Clubsport (il cui arrivo in Italia non è ancora confermato), con svariate migliorie per ottimizzarne la resa nella guida sportiva e in pista, dove darà filo da torcere alle rivali Honda Civic Type R e Renault Megane RS Trophy. Successivamente arriverà anche la Golf R, con più di 300 CV e il 4x4. 

SCARICHI AD HOC - Come suggerisce il nome, la Volkswagen Golf GTI Clubsport deriva dalla GTI standard, ma se ne differenzia fin dal look, ancora più dinamico: all’anteriore, si notano i fregi in tinta con la carrozzeria nella parte bassa del fascione, i listelli nero opaco ai lati dello stesso e il rinnovato spoiler, concepito per migliorare la resa aerodinamica del frontale; dietro, sono presenti lo specifico alettone, con aperture ai lati del supporto centrale, e gli scarichi ovali (la Golf GTI li ha tondi), incastonati nell’estrattore dell’aria. Inoltre, la Clubsport ha di serie le ruote di 18” e, a pagamento, può avere quelle di 19”; per la Golf GTI, sono standard i cerchi di 17”. Più dinamico anche l’interno, perché i sedili sportivi sono in pelle traforata (nella GTI sono in tessuto) e ha palette del cambio al volante di maggiori dimensioni, dunque il guidatore non rischia di non trovarle quando cambia rapporto manualmente nella guida al limite.

55 CV IN PIÙ - Le novità stilistiche e all’interno fanno da preludio a quelle tecniche. La Volkswagen Golf GTI Clubsport ha la trazione anteriore e il medesimo motore della GTI standard, ovvero il turbo 2.0 TSI (noto internamente con il nome EA288 Evo4), ma con nuovi iniettori della benzina, turbo e intercooler, oltre ad una centralina modificata ad hoc e a migliorie sul fronte dell’efficienza. Grazie a questi interventi, la potenza passa dai 245 CV della GTI ai 300 CV della Clubsport, mentre la coppia aumenta da 370 a 400 Nm. L’unico cambio disponibile è il robotizzato DSG a 7 marce. 

ASSETTO SPORTIVO - La Volkswagen Golf GTI Clubsport ha l’assetto ribassato di 1,5 cm rispetto alla GTI e modifiche alle sospensioni: grazie al rinnovato angolo di camber per l’avantreno, ovvero l’inclinazione delle ruote rispetto al loro asse trasversale, la Clubsport promette maggiore reattività nei cambi di direzione e maggiore neutralità nelle accelerazioni decise. Al retrotreno, ci sono nuovi cuscinetti, molle e mozzi delle ruote. I freni, forati per disperdere il calore e migliorare la resa nella guida al limite, sono più leggeri complessivamente di 2,5 kg.

PER LA PISTA - A differenza della GTI, dotata del differenziale autobloccante a controllo elettronico XDS, la Volkswagen Golf GTI Clubsport ha quello elettro-meccanico VAQ: più efficace, gestisce con maggior precisione la distribuzione della coppia fra le ruote anteriori e migliora la motricità nelle curve difficili. La Clubsport è dotata del sistema per la selezione delle modalità di guida: oltre ai programmi Eco e Comfort per la guida di tutti i giorni, Sport per quella al limite e Individual, personalizzabile dal guidatore, c’è lo Special, studiato per la pista e con tarature specifiche per il Vehicle Dynamics Manager, la centralina che controlla gli ammortizzatori a controllo elettronico DCC (se presenti) e il differenziale.

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Ritratto di Antonio D.
14 ottobre 2020 - 12:39
1
La mia opinione? Questa versione sportiva e' semplicemente riuscita e migliore della Golf 7 sia per estetica che per interni (che rappresentano un salto notevole rispetto alla serie precedente). Punto.
Ritratto di Cancello92
14 ottobre 2020 - 16:19
Gli interni sono poco sportivi secondo me, a differenza dell'auto che è piena di spoiler minigonne e appendici varie oltre al vistoso scarico. Quella linea rossa non basta
Ritratto di ELAN
14 ottobre 2020 - 16:37
1
Però se le fa Honda sono tamarre ed inutili. Qua le fa Wolksvagen e quindi vanno bene, sono fini.
Ritratto di Cancello92
14 ottobre 2020 - 16:48
Be la linea rossa c'è anche sulla bmw 316d sport...non è che è tamarra è che non lo è abbastanza secondo me a differenza del fuori dove su quell'alettone manca solo una freccia con scritto "sono qui e sono un figo"
Ritratto di neuropoli
14 ottobre 2020 - 21:21
tamarre le Honda? forse chi le guida.
Ritratto di Andre_a
14 ottobre 2020 - 23:23
5
@neuropoli: in che altro modo definiresti l’estetica della Civic Type-R?
Ritratto di ELAN
15 ottobre 2020 - 09:30
1
Spaziale.
Ritratto di Andre_a
15 ottobre 2020 - 09:49
5
@ELAN: nel senso che dovremmo spedirla in orbita insieme alla Roadster di Musk? Scherzi a parte, mi sembra che anche chi apprezza la Type-R non ha problemi a definirla tamarra in senso buono. Di sicuro non è un’auto sobria che passa inosservata.
Ritratto di emergency
15 ottobre 2020 - 10:26
La Type R è l'unica a trazione anteriore un 2.0 con 320cv da paura, ci credo che ha un alettone spaziale regolabile UNICA.
Ritratto di Andre_a
15 ottobre 2020 - 10:39
5
Per me la categoria “sportive a trazione anteriore” non ha senso di esistere, quindi il fatto che la Type-R sia la migliore non mi dice niente. Non capisco perché, con l’eccellente lavoro che hanno fatto con la componentistica, non abbiano fatto lo sforzo di mettere la trazione sulle ruote giuste.
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