Come avevamo anticipato, il nome ufficiale dell’erede della ID.4 è Volkswagen ID.Tiguan. Solo elettrica e con prezzi da circa € 40.000, non condivide un solo componente con la Tiguan termica. La base meccanica, l’arco del tetto e i vetri sono quelli della ID.4 ma motori, chimica delle batterie, interni e carrozzeria sono tutti nuovi. Il suo aspetto definitivo sarà svelato il 9 ottobre ma abbiamo potuto guidare per un breve tratto un esemplare di preserie, ancora camuffato (specie all’interno, dove praticamente tutto tranne il volante e il display centrale era coperto).

Poche le informazioni tecniche disponibili, che parlano di due tagli di batteria (58 e 77 kWh) e di tre potenze: con l’accumulatore più piccolo si hanno 190 CV e 450 km di autonomia media (ancora da omologare), mentre con l’altro ben 286 CV o (nel caso della bimotore 4x4) ben 299 CV e rispettivamente 600 e 560 km ufficiali.

Nel nostro piccolo giro, lo sterzo che impugniamo è quello che abbiamo già visto sulle ID.3 Neo (qui i dettagli) e ID. Polo (qui o il primo contatto): largo e schiacciato, integra comodi comandi fisici sulle razze. Leggero e abbastanza preciso, lo sterzo nelle risposte non differisce da quello delle ID.4 che abbiamo provato in precedenza. Brucianti gli scatti: d’altra parte, siamo alla guida della più potente versione bimotore 4x4.

I tecnici che ci accompagnano ci informano che la taratura degli ammortizzatori e quella dei freni sono state modificate. Sul primo punto non abbiamo però occasione di giudicare la bontà del lavoro svolto, dato che il test si è svolto su asfalto liscio e a bassa velocità. Il pedale del freno, invece, rimane ancora un po’ “spugnoso” e con una corsa lunga: ben lontano dal comando preciso e ben modulabile della ID.Polo. Ci è stato infatti spiegato che le due auto usano componenti meccaniche diverse e che quelle della ID.Polo sono più evolute.





































