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Volkswagen: lo stop al gas russo mette a rischio le fabbriche tedesche

Pubblicato 22 giugno 2022

L’allarme arriva direttamente dal ceo del gruppo Herbert Diess, che prevede l’utilizzo del carbone per evitare lo stop alla produzione.

Volkswagen: lo stop al gas russo mette a rischio le fabbriche tedesche

SI RICORRE AL CARBONE - In Germania dopo il caos politico sul bando ai motori termici (qui per saperne di più), ora arriva anche l’allarme del Gruppo Volkswagen a incrinare le relazioni del governo. Herbert Diess, il ceo del colosso automobilistico (nella foto), ha infatti annunciato il rischio di stop della produzione tedesca. Secondo il capo del gruppo di Wolfsburg, l’embargo alla fornitura di gas russo causerà il blocco della filiera e delle centrali elettriche, che potranno essere mantenute attive solo con l’utilizzo della fonte energetica più inquinante: il carbone. Una soluzione che sembrerebbe temporanea, ma in linea con quanto affermato nei giorni scorsi dallo stesso governo di Berlino.

CI VORRÀ DEL TEMPO - Il processo che porterà all’indipendenza dal gas russo richiederà del tempo. Infatti, lo stesso Herbert Diess ha dichiarato che la realizzazione di una rete di approvvigionamenti di fonte energetiche alternative sta procedendo lentamente, e ha inoltre sottolineato i ritardi nella creazione di infrastrutture di conversione del gas naturale liquefatto proveniente dagli Stati Uniti. Tuttavia, sempre l’amministratore delegato ha inserito anche una nota positiva, preannunciando l’effettiva indipendenza di gas russo nel futuro.

OBIETTIVI 2022 CONFERMATI - Nonostante una produzione a rischio, l’inflazione e l'aumento dei tassi di interesse che minano i portafogli degli investitori, il ceo del Gruppo Volkswagen rimane ottimista e conferma gli obiettivi finanziari dell’anno. Infatti, gli ordini della Volkswagen sono rimasti stabili, con la domanda delle elettriche invariata e con tempi di consegna a un anno (che confermano quindi la propensione all’acquisto di questi veicoli). Però Herbert Diess ha anche aperto la possibilità a dei mutamenti di mercato, sottolineando anche alcune problematiche legate alle unità software: dispositivi che sta ritardando il lancio di nuovi modelli. Nell’occasione è stato dato anche un aggiornamento sulla revisione strutturale del gruppo, che secondo Diess richiederà un po’ di pazienza prima del suo avvio.



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Ritratto di Volpe bianca
22 giugno 2022 - 20:13
Inquietante, per coloro che acquisteranno un'elettrica prodotta grazie al carbone. Ma basta non pensarci, è comunque un'auto a zero emissioni giusto?.... o no?
Ritratto di alvola2023
22 giugno 2022 - 21:39
I paradossi del bel pensare. Noi qui sui commenti di AV abbiamo anche più volte provato a spiegarlo, a tempo debito...
Ritratto di Trattoretto
23 giugno 2022 - 14:51
Perché invece le termiche con quale energia le produrranno? Visto che escono dagli stessi stabilimenti. Mi sembra un commento da ominide populista (con tutto il rispetto per ominidi)
Ritratto di Volpe bianca
23 giugno 2022 - 15:15
C'è una bella differenza tra il produrre un'auto inquinante, inquinando, e il produrre un'auto che dovrebbe risolvere il problema dell'inquinamento dell'aria, bruciando carbone. Se l'obiettivo delle auto elettriche è quello di non emettere gas nocivi, cosa fai, li emetti nel produrle e poi le incentivi perché a zero emissioni? E poi @Trattoretto permettimi di farti notare che il mio commento non era offensivo né tantomeno populista (termine dall'utilizzo ormai stra-abusato), non c'era bisogno di definirlo così...
Ritratto di Trattoretto
23 giugno 2022 - 15:30
Ma scusa, non arrivi a capire che la decisione di adottare il carbone è solo dovuta a una situazione contingente (peraltro dovuta a cause esogene diciamo), dato che era l'unica soluzione immediatamente adottabile. Nel medio lungo periodo rimangono validi i progetti già finanziati da UE assieme ai privati, che ovviamente vanno nella direzione del potenziamento delle fonti rinnovabili. Oltre al GNL che comunque non è green diciamo
Ritratto di Volpe bianca
23 giugno 2022 - 16:12
Ma certo, l'ho letto l'articolo, è una misura temporanea. Ma si sono date per scontate troppe cose, nemmeno la Germania si è premunita di avere un'alternativa diversa dall'utilizzo del carbone in caso di emergenza? Ce ne sono di alternative non inquinanti? Queste sono le domande che mi pongo, perché a parole ci sono scadenze, pacchetti di riforme e impegni vari a livello europeo, poi nei fatti buona parte delle risorse utilizzate attualmente sono inquinanti. Si sta giocando tutto su un flebile equilibrio, con una coperta stiracchiata un po' da un lato e un po' dall'altro per non farla sembrare mai troppo corta. Ma quando succede qualcosa, un imprevisto, si torna ai rimedi temporanei anni '80. Diciamo che anche solo aver proposto il carbone, sarebbe stata già una brutta figura. Io sono dell'idea che prima sia giusto pianificare un progetto, poi trovare le risorse adatte per attuarlo e poi si parte. Non sto criticando il "progetto elettrico" ma il metodo con il quale si sta attuando. Ed è per questo motivo che parlo spesso di programmazione e non di improvvisazione. In questo progetto nessuno ha mai pensato ad esempio, nonostante i venti di guerra da quelle parti soffiassero ormai da molto tempo, alla Russia come ad un punto "debole"? Più si pensa agli imprevisti e ai loro rimedi e più si hanno le spalle coperte, probabilmente qui in Europa si è sempre, troppo, ottimisti. Il potenziamento delle fonti rinnovabili andava fatto prima. È come partire per la scalata all'Everest solo con un panino alla mortadella nello zaino, perché tanto poi ci sono gli altri che hanno gli zaini pieni. Poi se gli altri ti girano le spalle, ti ritrovi a mangiare muschio per sopravvivere.... La programmazione capillare, la ricerca di eventuali punti deboli e le loro soluzioni, sono a mio parere fondamentali per l'attuazione di qualsiasi progetto, che sia piccolo o di proporzioni monumentali. Chiedo scusa per l'eccessiva lunghezza del commento, ma essere contro l'elettrico a prescindere è una cosa, criticare la metodologia con la quale a tratti viene maldestramente proposto, è un'altra.
Ritratto di Miti
24 giugno 2022 - 10:34
1
Ragazzi... Tlanquilli, tlanquilli ... adesso che hanno inserito la Cina tra i paesi da ... monitorare... ci venderanno il loro carbone a prezzo di saldo. O l'india che "doveva assolutamente rispettare le sanzioni per il russo, anche se non in Europa". Meno male che Trump è uscito dall'intesa sul clima. C'è ancora l'intesa per il clima ? Ma che presa per il cubo. Ma c'è una nota positiva...sul cielo del Europa ci saranno gli F35 per difenderci ... tanti, tanti, tantissimi....adesso sono assolutamente più tranquillo. Che l'Onnipotente benedica l'America !!! Les enfants de la patri... a scusate, questo è di Macron...E quando inizierà ancora di nuovo lo smog a "volare" sopra l'Europa io ho una soluzione!!! Blocco totale delle auto termiche. Previo pagamento delle tasse in anticipo...bollo , assicurazione, revisione e via così. La macchina nel cortile.
Ritratto di jackwalesan
22 giugno 2022 - 21:05
Incredibile. Morire di fumo di carbone per costruire un' auto elettrica. Non ho parole.
Ritratto di Freedom7
23 giugno 2022 - 00:17
Parla proprio Diess. Sì, il fumo che esce dalla centrale elettrica a carbone di Wolfsburg della fabbrica di Vw da tanti decenni, nessuno lo ha respirato?
Ritratto di Road Runner Superbird
22 giugno 2022 - 21:25
Voglio vedere poi come faranno a costruire le auto elettriche, con tutte le materie in mano a cinesi e russi. Lungimiranza strategica pari a zero. Vogliamo fare le rivoluzioni energetiche senza avere niente in mano. Un po' meno fessi gli americani. Il loro capitalismo li tiene piu' con i piedi per terra.
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