La XPeng P7 è una grande e filante berlina elettrica a cinque porte, giunta alla seconda generazione (in vendita in Cina da pochi mesi). Simile nello stile alla P7+ da poco venduta in Italia (qui il primo contatto), la P7 è però un’auto completamente diversa e per ora riservata al mercato locale; non è escluso che in futuro possa sbarcare anche da noi. In attesa di capire i piani della casa cinese, l’abbiamo guidata a Pechino.

Lunga 502 cm, larga 197 e alta 143, ha linee tese e spigolose, tanto che per un eventuale arrivo in Europa andrebbero riviste per rispettare le norme di omologazione perla sicurezza.
Il frontale è dominato da un cofano basso e da un led orizzontale che unisce i due elementi verticali ai lati; un tema ripreso anche nella coda discendente, dove spicca uno spoiler motorizzato. Per chi vuole farsi notare, esiste anche una variante con porte anteriori ad apertura verticale, in stile Lamborghini.

La XPeng P7 è disponibile a trazione posteriore con un motore da 367 CV o integrale con due motori e 594 CV complessivi. Il sistema funziona a 800 V e sono disponibili due tipi di batteria: 74,9 o 92,2 kWh.
Noi abbiamo guidato la 4x4, offerta esclusivamente con la batteria più grande. Nel traffico di Pechino non abbiamo certo potuto metterla alla frusta, complici i limiti di velocità di 70 km/h, ma lo “0-100” dichiarato in 3,9 secondi ci è parso credibile, vista la spinta nelle accelerate in modalità Sport.
Le sospensioni con molle pneumatiche di serie risultano un po’ rigide dietro sulle sconnessioni, mentre lo sterzo potrebbe essere più comunicativo. Molto convincenti i freni, della Brembo: potenti e ben modulabili.

La batteria da 92,2 kWh accetta fino a ben 486 kW in corrente continua: secondo la casa, da una colonnina in corrente continua abbastanza potente, bastano poco più di 11 minuti per passare dal 10 all’80%.
L’autonomia dichiarata nel ciclo cinese CLTC (meno severo del nostro WLTP) è di 750 km. Nel nostro breve test, basandoci sui dati del computer di bordo, stimiamo oltre 450 km reali con una guida normale.

Dentro è ben fatta, con plastiche morbide e assemblaggi curati. La plancia ospita un piccolo cruscotto LCD di 8,8” che mostra solo le informazioni essenziali e un grande schermo “touch” di 15,6”, inclinabile di 15° verso guidatore o passeggero e di 10° in verticale.
I pulsanti si trovano solo sul volante e servono anche a regolare il volante stesso e gli specchietti; prima, però, occorre selezionare la funzione desiderata sul display centrale. Scomodo.
Originali le alette parasole, con gli specchietti coperti da una cover magnetica ripiegabile ispirata ai tablet. Il voluminoso tunnel centrale ospita due piastre per la ricarica wireless degli smartphone, due portabicchieri e, sotto, un vano aperto con prese Usb-A e Usb-C.

Si sta seduti molto in basso e i sedili anteriori piuttosto rigidi sono più sportivi che votati al comfort. Dietro c’è tanto spazio per le gambe e una discreta riserva anche per la testa, nonostante il tetto spiovente. In due sul divano si viaggia larghi.
L’ampio bagagliaio, accessibile da un comodo portellone, ha una capienza di 575 litri, che diventano ben 1.929 quando si reclinano i sedili posteriori. C’è anche un vano anteriore di 56 litri, utile per riporre i cavi.

Il prezzo in Cina della XPeng P7 4WD è di poco più di 30.000 euro. Da noi, se mai arrivasse, potrebbe attestarsi intorno ai 65.000 euro. Una cifra decisamente competitiva, considerando che le principali rivali come l’Audi e-tron GT e la Lotus Emeya superano abbondantemente quota 100.000 euro.






























































