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Alfa Romeo Giulia: ancora brillante, ma più “autonoma”

Un nuovo impianto multimediale e sistemi di sicurezza inediti distinguono la versione aggiornata dell’Alfa Romeo Giulia, che nella guida è sempre molto divertente. Ma mancano ancora i fari full led, e non solo.
Pubblicato 20 novembre 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 52.000*
  • Consumo medio (dichiarato)

    21,7 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    126 grammi/km
  • Euro

    6d-Temp
Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbo 190 CV Ti AT8
Cambia dove serve

I nuovi colori verde scuro (nelle foto) oppure quelli ripresi dalle Alfa del passato, come l’ocra e un rosso più intenso, danno un’ulteriore possibilità di personalizzazione alle forme eleganti e sportive dell’Alfa Romeo Giulia, che a tre anni dal lancio si aggiorna, soprattutto a livello tecnologico. Le novità più importanti riguardano l’impianto d’infotainment più evoluto e il potenziamento dei sistemi di aiuto alla guida. A partire dal dispositivo dal cruise control adattativo “intelligente”: oltre a regolare la velocità in funzione della distanza di sicurezza impostata, la adatta ai limiti di velocità indicati dai cartelli stradali (letti dalla telecamera frontale e nel cruscotto). Ma c’è di più, ovvero la guida semiautonoma di secondo livello in autostrada e il Traffic Jam Assist, grazie all’interazione con il sistema di mantenimento in corsia: agendo anche sullo sterzo, in certe condizioni permettono all’auto di muoversi quasi in autonomia (il guidatore deve comunque tenere le mani sul volante), seguendo il flusso del traffico se si è in coda, oppure le linee sulla carreggiata nell’utilizzo in velocità. Sul volante interviene anche la versione rivista del monitoraggio per l’angolo cieco dei retrovisori quando, deviando dalla traiettoria, si rischia una collisione con i veicoli che sopraggiungono. Tuttavia, nella dotazione continuano a mancare i fari full led (offerti dalle concorrenti): sono confermati soltanto quelli bixeno. 

Col nuovo anno

Quanto ai motori, per la rinnovata Alfa Romeo Giulia, che sarà in vendita da gennaio, restano quelli precedenti (con potenze comprese fra 160 e 280 CV), con l’aggiunta di una variante meno potente per il 2.2 diesel: ha 136 CV. Nel corso del 2020 il 2.0 a benzina da 280 CV verrà proposto anche in abbinamento alla trazione posteriore, mentre quello da 200 CV sarà disponibile pure per i modelli 4x4. In ogni caso, il cambio è automatico a otto marce. Invece, la versione aggiornata della poderosa Quadrifoglio, sempre con 510 CV, arriva a marzo 2020. Ridefiniti anche gli allestimenti, molti dei quali continuano a riprendere nomi cari alla tradizione del Biscione, come il debuttante Sprint: include ruote di 18” e inserti d’allumino nell’abitacolo. La Ti del test è quello più elegante e nella dotazione di serie comprende sedili in pelle, finiture in legno per l’abitacolo e tutti i nuovi sistemi di aiuto alla guida. Confermati i nomi degli allestimenti Business, Super, Veloce e Veloce Ti (questutlimo con inserti con effetto carbonio e cerchi da 19”), che si affiancano alla “base”.

Piccoli ma importanti ritocchi

Migliorie anche per l’accogliente e ben fatto abitacolo dell’Alfa Romeo Giulia. Il cruscotto, che resta analogico, presenta un rinnovato schermo di 7” fra tachimetro e contagiri: fornisce più informazioni e in modo chiaro. Cambia anche la zona del tunnel fra i sedili: ha portaoggetti più ampi e alla base del bracciolo è ricavata la piastra per la ricarica senza fili dei telefoni predisposti, che ha fatto spostare il tasto del freno a mano accanto alla leva del cambio. Quest’ultima ha una forma diversa, è rivestita in pelle, e la più spessa cornice anodizzata  alla sua base ingloba il Tricolore. Accanto è ricavato l’alloggiamento per la chiave dell’auto. Il motore si avvia sempre dal tasto nel volante, che si differenzia per l’andamento più concavo della razza inferiore. 

È diventato “touch”

La modifica più importante nell’abitacolo riguarda, però, l’impianto multimediale rivisto da cima a fondo. Anche se posizionato sempre nella palpebra al centro della plancia, lo schermo (di 8,8” per tutte le Alfa Romeo Giulia) ha una grafica più raffinata ed è del tipo a sfioramento: la gestione del sistema è più diretta che con la manopola nel tunnel (sempre presente). Le “schermate” sono composte da icone che si possono spostare a piacimento per porre in evidenza le funzioni preferite, come si fa con gli smartphone. Inoltre, il sistema è arricchito dell’hot spot Wi-Fi, che può supportare fino a otto telefoni, e della gestione a distanza di alcune funzionalità tramite il telefonino. Per esempio, l’apertura e la chiusura delle porte, l’invio al navigatore dell’itinerario del prossimo viaggio e il collegamento con assistenti vocali di casa come Alexa e Google home. E non manca il My Theft Assistance, che avvisa il proprietario in caso di tentato furto dell’auto. Queste modifiche riguardano anche la suv Alfa Romeo Stelvio, come trovate evidenziato qui questa gallery, oltre che nel primo contatto (lo trovi qui).

Divertimento assicurato

La guida dell’Alfa Romeo Giulia si conferma molto coinvolgente. Lo sterzo pronto, preciso e mai troppo pesante, oltre al cambio automatico rapido e con le lunghe leve in alluminio dietro il volante per la modalità manuale, appagano gli sportivi. Agile e rapida nei cambi di direzione, quest’Alfa è a suo agio anche nei percorsi tortuosi, dove si apprezza il notevole grip dei pneumatici 225/40 R 19 all’avantreno e 255/35 R 19 al retrotreno (di serie sono di 18”). I 190 cavalli del 2.2 diesel del nostro test rispondono con prontezza e vigore, spingendo sempre in modo omogeneo e con maggiore sollecitudine selezionando la modalità Dynamic con la manopola fra i sedili. Le altre due sono Normal e All weather per i fondi viscidi, ma non ne guasterebbe anche una quarta per adattare meglio alle proprie esigenze i settaggi di sterzo, risposta di motore, cambio, sospensioni e controlli elettronici. Bene anche i freni, potenti, facilmente modulabili, e il comfort: l’abitacolo è insonorizzato quasi sempre efficacemente e, nonostante i pneumatici ribassati, con le sospensioni a controllo elettronico (optional) l’assorbimento delle sconnessioni dell’asfalto è valido. Restano, però, migliorabili l’isolamento acustico del motore (specie in accelerazione) e il funzionamento dello Stop&Start: è un po’ brusco nei riavvii. Quanto al consumo, nel test in prevalenza su strade extraurbane il computer di bordo ha calcolato circa 14 km/l.

Secondo noi

Pregi
> Guida. Questa berlina è sempre molto appagante. 
> Sicurezza. Il corredo di aiuti alla giuda è arricchito e completo.
> Sistema multimediale. Si tratta di un passo avanti rispetto a quello precedente.

Difetti
> Fari. Strano che un’auto di questa categoria non disponga di quelli full led.
> Modalità di guida. Non ne guasterebbe una personalizzabile. 
> Rumorosità. La “voce” del motore è avvertibile.

*Prezzo indicativo.

SCHEDA TECNICA

Carburante gasolio
Cilindrata cm3 2143
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 140 (190)/3500 giri
Coppia max Nm/giri 450/1750
Emissione di CO2 grammi/km 126
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 230
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,1
Consumo medio (km/l) 21,7
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 464/186/144
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1465
Capacità bagagliaio litri 480/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/60 R18

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Ritratto di sarco92
20 novembre 2019 - 10:34
1
Non capisco questa mania del full led. Fanno una luce blu che è quasi fastidiosa da avere davanti al muso della macchina e il più delle volte non sono neanche efficienti come un impianto allo xeno. Boh, non mi sembrano una gran soluzione in generale
Ritratto di Gwent
20 novembre 2019 - 11:12
2
Fastidiosissimi e a volte addirittura pericolosi in certi frangenti: Incrociare un suv coi full led in una strada buia e avere la sfortuna di non disporre di un impianto altrettanto potente significa restare accecati e al buio per parecchi secondi finché l'altra auto non è passata. A ciò si aggiungono le miriadi di vecchie auto che, ormai è una moda dilagante, montano impianti allo xeno (o presunti tali) che accecano ancor più di quelli di un auto nuova, l'altra sera ho incrociato una vecchia Panda 750 anni 80 con delle luci che sparavano almeno 5000 lumen, non ho visto più nulla. Non ho idea dove vadano a procurarsi questi fari né come facciano a montarli ma, soprattutto sulle auto anni 90 stanno dilagando, ieri sera una vecchia Brava del 95 addirittura, roba da matti. Un saluto. Il Gwent.
Ritratto di remor
20 novembre 2019 - 11:33
Il fatto è che per quanto lo vuoi amplificare, un anabbagliante resta sempre vincolato al fatto che deve proiettare non oltre una certa altezza. Quindi ok per gli abbaglianti puoi pure, con le nuove tecnologie, illuminare a km e km di distanza (per quanto poi tale cosa dovesse risultare utile nel momento in cui non vai a oltre i 130 orari), ma per gli anabbaglianti pur con tutte le fantasie che ci si vogliono far venìre si resterà suppergiù sempre là in quanto a visibilità altrimenti non è che all'epoca delle alogene il mondo dal tramonto in poi cadesse in una sorta di semioscurità.
Ritratto di sarco92
20 novembre 2019 - 15:06
1
Confermo, le peggiori in assoluto le bmw che ti accecano completamente per molti secondi!
Ritratto di lucios
20 novembre 2019 - 11:24
4
Purtroppo il mercato questo cerca. Ho un'auto coi fari normali e quando l'ho postata sul gruppo del mio club molti mi hanno deriso perché aveva i fari gialli. Se il mondo va a p......... non si può fare niente.
Ritratto di BRIXIO85
20 novembre 2019 - 15:07
I fari a led devono sicuramente essere ottimizzati, perché allo stato attuale risultano oggettivamente fastidiosi. Come si può regolare il "calore" e l'orientamento di comunissime luci a led ad uso domestico, non vedo perché non lo si possa fare, in fabbrica e sulla base di normative ad hoc, anche nel mondo automotive. We're humans after all, e le prestazioni assolute dei fari poco importano se poi creano disagio agli altri automobilisti. Per non parlare delle persone in età avanzata, oggi fortunatamente sempre di più (INPS e Troikari vari se ne facessero una ragione), molto aiutate dagli ADAS ma penalizzate purtroppo da questo particolare aspetto. Per loro muoversi autonomamente è d'importanza letteralmente esistenziale. Io stesso, cinquantenne e che porto gli occhiali, i led li malsopporto, specialmente se alti. Basterebbe ridurne la temperatura d'esercizio/aumentarne il calore luminoso (rendendolo semplicemente naturale), aumentarne l'angolazione negativa rispetto all'orizzontale e, in aggiunta, rendere i fari a matrice di led obbligatori. Se il mondo va a p... è perché qualcuno non ci mette la testa e non ha voglia di fare niente, semmai. Tutto questo non giustifica la mancanza di tale tecnologia sulla Giulia, anche se è chiaro che la implementeranno col restyling del '21, che tuti a questo punto attendiamo con ansia... e non solo per i led, o le connessioni Wi-Fi, ovviamente.
Ritratto di troy bayliss
20 novembre 2019 - 11:35
1
veramente che io sappia, l'effetto blu non è dovuto ai fari a led ma ai fari allo xenon con certi gradi kelvin (mi pare sui 6000). I fari bianchi sono a led non hanno derivazioni blu..secondo me state sbagliando
Ritratto di LamboV12
20 novembre 2019 - 12:29
I led fanno luce blu: te lo confermo perché ho una Mazda 6 e una moto con i led e la luce che fanno ha quel colore.
Ritratto di troy bayliss
20 novembre 2019 - 12:58
1
anche mia moglie ha una clio coi led e non vedo alcun fascio blu...mah
Ritratto di Leonal1980
21 novembre 2019 - 08:58
4
la Clio non ha i Led, non confondete le luci diurne con gli anabaglianti.
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