PRIMO CONTATTO

Jaguar F-Type Coupé: “Faccia” diversa, stessa cattiveria

Rivista nel frontale e nella strumentazione, la Jaguar F-Type si conferma entusiasmante nella guida, anche nella versione meno potente, da 300 CV. Migliorato lo sterzo; sempre scomodo il baule.
Pubblicato 10 febbraio 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 69.100
  • Consumo medio (dichiarato)

    10,6 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    184 grammi/km
  • Euro

    6d-Temp
Jaguar F-Type Coupé
Jaguar F-Type Coupé 2.0 I4 300 CV R-Dynamic Automatica
A quattro o a otto cilindri

A sei anni dal lancio, per la sportiva Jaguar F-Type (sia nella versione spider Convertibile sia Coupé) è il momento di un aggiornamento. Le linee slanciate, con il cofano molto lungo contrapposto alla parte posteriore corta, restano quelle di sempre: a cambiare è il frontale. Abbandonato l’aspetto retrò, con i fari a “goccia” ispirati a quelli della celebre E-Type degli anni 60, guadagna forme più moderne e aggressive, anche se meno personali. Ora ci sono fari full led sottili come lame e a sviluppo orizzontale, che fanno sembrare ancora più basso e penetrante il cofano, mentre la mascherina è leggermente ingrandita. Riviste, e più squadrate, sono anche le luci posteriori.

Novità anche per i motori: mandato in pensione il 3.0 V6 (da 340 e 381 CV), restano il 2.0 turbo a quattro cilindri forte di 300 CV (in questo caso la trazione è posteriore) e il 5.0 V8 sovralimentato con compressore volumetrico, proposto nella già nota variante da 575 CV abbinata alla trazione integrale e in quella, inedita, da 450 CV (per i modelli 4x4 e a ruote motrici posteriori). Per tutte le Jaguar F-Type, il cambio rimane l’automatico con convertitore di coppia a otto rapporti.

Da 66.330 euro

La rinnovata Jaguar F-Type è già in vendita, con prezzi compresi fra 66.300 euro e 129.280 euro per la Coupé, e 73.500 euro e 135.940 per la Convertibile. La dotazione di serie include aiuti alla guida come il mantenimento in corsia e la retrocamera (scarsa la visibilità posteriore), il navigatore e la capote in tela ad azionamento elettrico per la Convertibile. La R-Dynamic del test ha anche gli scarichi attivi (premendo un tasto, la “voce” del motore viene meno silenziata) e le ruote di 19” anziché di 18”. Le versioni V8 includono nel prezzo le sospensioni “intelligenti” e il differenziale posteriore autobloccante a controllo elettronico, purtroppo non previsti per i modelli a quattro cilindri. Stranamente optional, l’accesso senza chiave (599 euro), l’aletta parasole con specchietto (72 euro, di serie per la First Edition) e il climatizzatore bizona (401 euro, quello di serie è monozona). Invece, il cruise control adattativo non è nemmeno disponibile.

Virtuale

L’abitacolo essenziale della Jaguar F-Type, con la plancia arrotondata e il maniglione nella consolle a “dividere” lo spazio fra il passeggero e il guidatore, rimane sportivo, ma privo di quel “calore” tipico di molte auto britanniche di lusso. Nuovo è il cruscotto digitale, con schermo configurabile di 12,3”; permette di scegliere (con un processo un po’ macchinoso) fra cinque impostazioni grafiche per la ricca strumentazione (per esempio, ponendo in primo piano un ingrandimento del contagiri o della mappa del navigatore), a loro volta ulteriormente personalizzabili evidenziando alcune informazioni. Rivisto anche l’impianto multimediale, completo di Android Auto e Apple CarPlay (di serie) e con un diverso monitor tattile, mentre sono invariati gli altri comandi posti più in basso nella consolle, fra cui le tre pratiche manopole con display integrato per gestire il climatizzatore (con i diffusori a scomparsa sopra la plancia).

Nel tunnel, spiccano la levetta per selezionare le tre modalità di guida e il tasto per sollevare lo spoiler posteriore a scomparsa (comunque, quando si oltrepassano i 100 km/h, esce da solo dalla sua sede ricavata nello sportello del baule). Bassa e distesa, e con un sedile sottile e fasciante senza eccessi, la posizione di guida  della Jaguar F-Type fa sentire tutt’uno con l’auto. Le regolazioni elettriche delle poltrone sono di serie, il rivestimento completamente in pelle costa 2.560 euro. Il volante è quasi verticale, come si conviene a una sportiva, ma avremmo preferito delle palette per il cambio più lunghe. Davvero “minimal”, poi, le alette parasole: sono talmente sottili da coprire un’insignificante porzione del parabrezza. Quanto al baule, la soglia di carico alta (84 cm per la Convertibile, uno in più per la Coupé) è scomoda e, quanto a capienza, quella della Convertibile è ridotta (233 litri) mentre di quella della Coupé non ci si può lamentare: 299 litri.

La “base” ha già grinta

I 300 cavalli e i 400 Nm di coppia motrice già disponibili a 1500 giri della meno potente delle Jaguar F-Type sono più che sufficienti a imprimere alla Coupé prestazioni di rilievo: il divertimento è assicurato. Corposo nell’erogazione e pronto, il quattro cilindri turbo della Jaguar F-Type Coupé 2.0i4 spinge con decisione, specialmente nella modalità di guida più sportiva (le altre due sono per la guida più confortevole e per fondi scivolosi), accompagnati dal rombo intrigante proveniente dallo scarico (anche senza premere il tasto per amplificarlo). Con un avantreno più leggero delle versioni V8, la F-Type dà la sensazione di inserirsi ancora più rapida nelle curve, mantenendo un’elevata stabilità (d’aiuto i pneumatici 255/35 R 20 davanti e 295/30 R 20 dietro: 1.623 euro). Anche nei decisi cambi di traiettoria l’auto ha reazioni progressive, risultando ben bilanciata, e senza “torturare” la schiena con una taratura troppo rigida per le sospensioni.

Anzi: la taratura rivista tiene conto anche del comfort, a conferma dello spirito da veloce gran turismo di questa macchina, senz’altro sportiva, ma non “estrema”. Migliorato anche lo sterzo, ora più consistente (specie nella modalità di guida sportiva), preciso e non più affetto da quella tendenza a deviare la traiettoria in presenza di imperfezioni dell’asfalto. Il cambio automatico a otto marce della Jaguar F-Type si conferma dolce negli inserimenti e, specie in Sport, rapido. Quanto al consumo, dopo avere affrontato con una certa grinta delle tortuose strade collinari, abbiamo letto nel computer di bordo circa 7 km/l. Un valore elevato, ma guidando in modo più fluido e rilassato si dovrebbe poter avvicinare il valore ufficiale, di 10,6 km/l. In ogni caso, affidiamo una futura verifica agli strumenti del nostro centro prove.

Secondo noi

PREGI
> Comfort. È di buon livello per una sportiva.
> Guida. L’assetto ben bilanciato rende l’auto precisa e coinvolgente. 
> Sterzo. Ha perso l’eccessiva leggerezza e le reazioni causate dalle irregolarità dell’asfalto.

DIFETTI
> Alette parasole. Sono troppo piccole.
> Baule. Non è ben accessibile.
> Dotazione. Quella di serie non include accessori come il climatizzatore bizona, e altri, quali il cruise control adattativo, non sono nemmeno optional.

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 1997
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 221 (300)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 400/1500-4500
Emissione di CO2 grammi/km 184
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automarico) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,7
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 10,6
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 447/192/131
Passo cm 262
Peso in ordine di marcia kg 1520
Capacità bagagliaio litri 299
Pneumatici (di serie) 245/40 R19 ant. - 275/35 R19 post.

VIDEO

Jaguar F-Type Coupé
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
207
50
30
27
29
VOTO MEDIO
4,1
4.104955
343
Aggiungi un commento
Ritratto di Blablabla
10 febbraio 2020 - 07:41
Dopo 6 anni???? Se aspettavano ancora 12/24 mesi potevano fare direttamente il modello nuovo.
Ritratto di remor
10 febbraio 2020 - 09:02
Secondo me le auto che hanno un determinato e spiccato fascino (come questa Jaguar piuttosto che la Granturismo o la Continental GT) possono tranquillamente restare immutate per tempi ben più lunghi di gran parte del resto del panorama automobilistico. Sono sempre un bel vedere; tecnicamente eccellenti anche a distanza di anni (in quanto essenzialmente in chiàve gran turismo piuttosto che sportive non devono nemmeno andare alla ricerca della prestazione assoluta e da upgradare con una certa frequenza); la tecnologia interna (infotainment ecc.) piuttosto che gli adas si fa sempre in tempo ad aggiornarli (volendo) per quanto all'utente di tale tipologia poi possa interessare la cosa (lo vedo più un tipo da auto classica che magari è anche orgoglioso se a un certo punto ha l'auto """ancora""" un tot di comandi fisici piuttosto che tutto concentrato nei touchscreen)
Ritratto di remor
10 febbraio 2020 - 09:30
P.S. In verità, per la mia visione, anche per auto molto più ordinarie un ricambio particolarmente serrato non mi sembra così necessario (e infatti in tali casi di utilitarie o circa che dopo 8-10 sono ancora a listino faccio proprio l'esempio che succede anche ad auto ben più costose). Sono poi frequenti, fra l'altro, le situazioni in cui la nuova versione è ad esempio sulla piattaforma della precedente con praticamente gli stessi motori della precedente o lo stessa schema sospensivo della precedente ecc.
Ritratto di Andrea Ford
10 febbraio 2020 - 10:26
Le generazioni non devono più cambiare per almeno 10 anni, intervallate da un paio di restyling al massimo (il primo lieve, il secondo più incisivo). La tendenza è quella, qualche esempio: VW Golf (2012-ristilizzata ora e chiamata 8 ma è una 7.5 al massimo), Toyota Yaris (2011-2020), Toyota GT86 (2012-in produzione), Lexus LS (2007-2017), Lexus CT (2010-2021), Lexus GS (2011-in produzione), Lexus IS (2013-in produzione probabilmente fino al 2024 con restyling profondo previsto il prossimo anno) Tesla Model S (2012-in produzione), Mercedes SL (2011-in produzione), Fiat Panda (2012-in produzione), Fiat 500 (2007-in produzione). Ho anche qualche esempio negativo con il record della Nissan Pulsar rimasta in listino per soli 4 anni (2014-2018). Se qualcuno ha altri esempi può aggiungerli alla mia lista. Un saluto. Il Gwent.
Ritratto di Andrea Ford
10 febbraio 2020 - 10:34
Aggiungo volentieri, in commento a parte per non generare confusione con auto più recenti, modelli del passato rimasti in listino molto a lungo: Ford Mustang (Foxy) (1979-1994), Mercedes SL R107 (1970-1989), BMW E24 (1976-1989), Opel Corsa A (1982-1993), Opel Manta B (1975-1988), Fiat Uno (1983-1993), Fiat Panda (1980-2003).
Ritratto di Sprint105
10 febbraio 2020 - 09:17
È sempre splendida
Ritratto di ziobell0
10 febbraio 2020 - 09:34
Frontale molto migliorato, più cattivo e in armonia con il posteriore.
Ritratto di studio75
10 febbraio 2020 - 09:54
5
Non capisco la scelta di non offrire, nemmeno come optional, le sospensioni attive e, sopratutto, l'autobloccante posteriore. Sembra vogliano risparmiare anche sulla sicurezza pur di fare margini di guadagno.
Ritratto di neuropoli
10 febbraio 2020 - 12:22
anche se non le trovo indispensabili, le sospensioni attive (come scrivi tu) dovevano offrirle almeno come optional, mentre l'autobloccante doveva essere di serie.
Ritratto di erresseste
10 febbraio 2020 - 10:44
4 cilindri, anche qui il mito comincia a vacillare
Pagine