PRIMO CONTATTO

Jeep Compass: va (quasi) ovunque, e in silenzio

Tra le nuove versioni ibride plug-in della Jeep Compass, la Trailhawk è la più disinvolta nell’off-road. Su strada è comoda e vivace, ma non costa certo poco.
28 luglio 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 47.900
  • Consumo medio (dichiarato)

    45,5 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    48 grammi/km
  • Euro

    6d
Jeep Compass
Jeep Compass 1.3 Turbo PHEV Trailhawk 4xe
Basta il nome…

Da anni, ormai, il nome Trailhawk contraddistingue le versioni più fuoristradistiche di alcuni modelli della Jeep. Per la Compass, adesso, questo allestimento “estremo” è riservato alle nuove ibride plug-in, che del resto sono le uniche 4x4; le altre, a benzina o diesel, hanno la sola trazione anteriore. Le contraddistingue la sigla 4xe, che rappresenta la sintesi di queste vetture: grazie al supporto del motore elettrico posteriore si ottiene la trazione integrale, e al contempo ci si può muovere anche solo a corrente e, più in generale, abbassare consumi ed emissioni. Un’unità elettrica anteriore funge poi da motorino d’avviamento e contribuisce alla ricarica della batteria al litio da 11,4 kWh nominali (9,1 kWh effettivamente sfruttabili). Come avevamo anticipato qui, per la Jeep Compass 4xe sono previsti due livelli potenza. Le versioni da 190 CV complessivi abbinano al 1.3 turbo a benzina da 130 CV il motore elettrico posteriore da 60 CV. Si chiamano Business, Business Plus e Limited, e hanno prezzi compresi fra 42.650 e 43.910 euro. Ci sono poi le Compass 4xe da 239 CV, in cui è il quattro cilindri a crescere di prestazioni; si tratta della Trailhawk e della S (che sono proposte allo stesso prezzo, non proprio basso). 

Pulsanti fuori mano

Le migliori doti in off-road della Jeep Compass 4xe Trailhawk sono frutto dei paraurti specifici, che migliorano gli angoli di attacco e di uscita sui dossi, e della modalità di guida specifica per fondi rocciosi. Questa si aggiunge alle funzioni per terreni fangosi, sabbiosi o innevati, e alle funzioni Sport e “auto” presenti anche nelle altre versioni. Va detto che i comandi per selezionarle sono un po’ troppo in basso, davanti alla leva del cambio automatico. Ancora più difficili da raggiungere senza distogliere lo sguardo dalla guida i tre pulsanti (spostati più a destra) per gestire il sistema ibrido: attivano le funzioni Hybrid (in cui è l’elettronica a valutare di volta in volta il contributo dei motori alla spinta), Electric (fa muovere fino a 130 km/h esclusivamente a corrente) ed e-Save, che permette di mantenere o incrementare il livello di carica della batteria. 

Sempre connessa

L’altro tasto specifico delle Jeep Compass 4xe si trova a sinistra del bilanciere del freno a mano elettronico, e serve per aumentare il livello di energia recuperata nei rallentamenti per ricaricare gli accumulatori: premendolo, aumenta il freno motore elettrico quando si rilascia l’acceleratore, ma mai in modo eccessivo. Il funzionamento del sistema ibrido viene visualizzato nello schermo del valido sistema multimediale. Da remoto, invece, tramite l’app My Uconnect si può controllare lo stato di carica della batteria, programmare l’accensione del “clima” e pianificare le ricariche in base alla disponibilità di colonnine nei dintorni. A proposito di app per i cellulari, ancora prima di recarsi in concessionaria si può scaricare (gratuitamente dagli store per telefonini con sistema operativo Android o Apple) Go 4xe: permette di fare delle simulazioni sull’utilizzo della vettura, calcolando il range di autonomia da una posizione geografica a scelta, la spesa per i rifornimenti e il risparmio sulle emissioni di anidride carbonica garantito dal sistema ibrido. Le stesse funzioni sono disponibili anche per la Jeep Renegade 4xe (con la quale la Compass condivide la meccanica e lo stabilimento produttivo di Melfi), e lo saranno anche per gli altri modelli elettrificati Jeep in arrivo, a partire dalla Wrangler 4xe, prevista per la prossima primavera.

Bagagliaio così così

La disposizione dei componenti del sistema ibrido plug-in (per saperne di più leggi qui) è stata scelta per impattare il meno possibile su abitabilità (che è buona) e capacità di carico. La batteria al litio della Jeep Compass 4xe è divisa in due blocchi: uno sotto al tunnel centrale, al posto di un eventuale albero di trasmissione, e l’altro sotto al divano, riducendo però la capacità del serbatoio di benzina, che passa da 55 a 36,5 litri. Nel baule trova posto il convertitore per la ricarica: è sulla destra e “ruba” circa 20 litri, facendo scendere la capacità di carico da 438 a 420 litri, un valore non eccezionale per un’auto lunga 440 cm. Inoltre, nel caso della Trailhawk va anche considerato che il ruotino (di serie) non permette di utilizzare lo spazio disponibile sotto il fondo, che quindi non è regolabile su due livelli. 

Scattante e silenziosa

Alla guida, in modalità Hybrid si percorrono i primi metri in silenzio, grazie alla spinta del solo motore elettrico posteriore. Solo prendendo velocità o accelerando a fondo viene avviato il 1.3 a benzina, anch’esso piuttosto silenzioso. Abbiamo già anticipato come, in particolare in questa versione Trailhawk, la nuova Jeep Compass 4xe non tema i percorsi off-road impegnativi, inclusi i guadi. Su strada, invece, se ne apprezzano le doti dinamiche, a dispetto dei quasi 1800 kg di peso a vuoto. Affondando il piede sull’acceleratore si viene spinti contro il sedile, mentre nell’impiego normale è l’efficacia delle sospensioni sui fondi irregolari a farla da padrona: si viaggia rilassati. Abbiamo provato a utilizzare la modalità elettrica persino in autostrada, leggendo nel cruscotto una punta di 139 km/h: più che altro, una curiosità, visto che non è certo questa la situazione in cui apprezzare i vantaggi di una ibrida plug-in. Nella modalità e-Save, destinata alla rigenerazione della batteria in movimento, ci saremmo aspettati di veder salire il livello di carica più rapidamente. Ma i tecnici ci hanno spiegato che è una scelta ben precisa, per non penalizzare troppo i consumi di benzina in queste condizioni. Se, invece, si sfrutta il modo più ecologico ed efficiente per la ricarica, ovvero collegandosi alla rete elettrica, la Jeep parla di circa 5 ore per un “pieno” di elettricità da una presa domestica, mentre da una colonnina pubblica a 7,4 kW ne bastano un paio (una sola se ci si accontenta di arrivare all’80%).

Secondo noi

Pregi
> Brio. Il 1.3 turbo a benzina e il motore elettrico danno una spinta immediata e vigorosa.
> Comfort. Le sospensioni sono efficaci sullo sconnesso. E, soprattutto in modalità elettrica, ci si muove con poco rumore. 
> Versatilità. Questa vettura passa con disinvoltura dall’autostrada a impegnativi percorsi off-road.

Difetti
> Baule. Per un’auto di queste dimensioni non è granché. E, a differenza di altre versioni, il piano non si regola in altezza.
> Comandi. I pulsanti per gestire il sistema 4x4 e le modalità di guida sono troppo in basso.
> Prezzo elevato. Questa versione non costa poco. Meglio puntare su quelle da 190 CV, sempre ibride plug-in.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1332
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 132 (179)/5750 giri
Coppia max Nm/giri 270/1850
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 44 (60)/n.d.
Coppia max Nm/giri 250/n.d.
   
Potenza massima complessiva kW (CV) 176 (239)/n.d.
Coppia max complessiva Nm/giri n.d.
   
Emissione di CO2 grammi/km 48*
No rapporti del cambio 6 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 200
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,3
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 45,5*
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 440/182/166
Passo cm 264
Peso in ordine di marcia kg 1785
Capacità bagagliaio litri 420/1230
Pneumatici (di serie) 235/60 R17

 

*Nel ciclo WLTP, partendo con batterie cariche

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Ritratto di BioHazard
28 luglio 2020 - 15:51
Gran macchina, gli haters di FCA diranno che è meglio una VW CrossUp! ma solo perché possono permettersi solo quella. La versione 190CV con incentivi e sconti viene suo 35000€ che non è affatto molto, il prezzo di una Tiguan diesel.
Ritratto di allatast
28 luglio 2020 - 16:07
non costa poco ma è molto veloce , va bene in autostrada e contemporaneamente adatta al fuoristrada , è ibrida plugin e a quanto pare anche comoda leggendo nei pregi ,infine con una linea che piace . una macchina globale che per chi puo' permettersi certe cifre e permettersi di pensare tutti i giorni di fermarsi a caricare elettricamente diventera' un riferimento , probabile
Ritratto di Flynn
28 luglio 2020 - 18:37
Mah ... la CrossUp no, ma la XC40 e’ decisamente meglio. Esteticamente purtroppo si nota che la carrozzeria e’ sovradimensionata rispetto al telaio. Jeep marchio storico sta perdendo anche di prestigio e affidabilità. Purtroppo FCA , anche in questo caso finirà per distruggere un altro marchio
Ritratto di anthomino
28 luglio 2020 - 20:17
Esatto. Tanto pantalone paga. C'è da sperare in Psa. Ps Credo costi più della corrispondente volvo xc40
Ritratto di Vincenzo1973
28 luglio 2020 - 20:27
Jeep era fallita e vendeva pochissimo anche in usa. Mi spiace smentire i soliti che vedono nero. L'ha ricreata fiat da zero, fornendo anche molti motori. Il prestigio non si perde perché voi comprate altro...tanto è vero che , per-covid, stava per arrivare a 2 milioni di auto l'anno...il marchio che vende di più nel gruppo. Prima di fiat erano meno di 600.000
Ritratto di anthomino
28 luglio 2020 - 22:17
Per una cosa andata bene, forse, abbiamo certezze di cosa è andato a male: Abarth seat innocenti autobianchi lancia alfaromeo. senza il genio finanziario (non industriale) di Marchionne fiat sarebbe ancora esistente?
Ritratto di Vincenzo1973
28 luglio 2020 - 22:22
Anthomino Abarth è ok, Seat venduta...metà di quelli citati non esistono, come sono scomparsi tantissimi marchi in usa, Francia, Inghilterra e Germania..Non ho capito il discorso, anche perché indicare marchionne solo come finanziere non mi sembra corretto . Due gruppi come fiat e Chrysler non li riporti ad avere conti in nero, è quasi 5 milioni di auto. Che poi ci siano marchi che debbano essere rilanciati ci sta...
Ritratto di anthomino
28 luglio 2020 - 22:28
Finanziere nel senso di genio della ingegneria finanziaria. A livello di competitività industriale fiat è rimasta molto indietro, forse sopravvivendo solo per gli aiuti pubblici. https://www.federcontribuenti.it/220-miliardi-di-contributi-pubblici-alla-fiat-pretenderemo-un-risarcimento/
Ritratto di lidel
29 luglio 2020 - 14:23
2
tira via il forse. fiat sarebbe fallita da decenni. tutti son bravi ad avere un'attività privata che riceve continuamente soldi pubblici. ma sbaglio o a noi han raccontato la favoletta del libero mercato, che chi ha le capacità va avanti e chi non le ha è destinato a fallire, in quanto incapace di contrastare la concorrenza?
Ritratto di Vincenzo1973
29 luglio 2020 - 15:18
@lidel Fiat e' una vita che non ne riceve, ha la cassa integrazione, ma quella riguarda tutti. per quanto riguarda le sovvenzioni nel passato, vero, ma e' anche vero che Fiat ha aperto fabbriche dove non aveva senso aprirle. e' stato uno scambio e la cosa era normale anche negli altri stati. questa frase "n'attività privata che riceve continuamente soldi pubblici" fa capire che di auto sai veramente nulla
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