
La Kia Seltos non sostituisce nessun modello della casa coreana, ma ne allarga l’offerta: è una suv leggermente più piccola della nota Sportage (443 cm di lunghezza, anziché 454) e ha un aspetto completamente diverso, più squadrato e ricercato, anziché sportiveggiante come per la “sorella” maggiore. Già in vendita, la Kia Seltos c’è col 1.6 turbo a benzina da 179 CV abbinato al cambio manuale a 6 marce (da 31.500 euro) o a doppia frizione con 7 rapporti (da 33.500 euro).
La trazione è anteriore o, per 2.000 euro in più, integrale: è un albero di trasmissione a muovere le ruote dietro. Se la versione a benzina è già disponibile nelle concessionarie, per quella full hybrid bisognerà attendere ottobre 2026.

Il motore della full hybrid è sempre un 1.6 a benzina ma accoppiato a un’unità elettrica per 154 CV combinati per il modello a due ruote motrici (da 35.000 euro) o 177 CV per quella 4x4, con un secondo motore elettrico collegato alle ruote dietro (da 40.000 euro).
Per entrambe, il cambio è a doppia frizione con 6 rapporti. Da notare che i modelli a quattro ruote motrici portano in dote il più raffinato retrotreno a bracci multipli, che guida con maggiore precisione i movimenti delle ruote e offre un miglior assorbimento delle buche rispetto al ponte torcente delle versioni a trazione anteriore.

Quattro gli allestimenti, con il meno caro Business che include nel prezzo tutto il necessario: dal cruise control adattativo (per le versioni “automatiche”), al monitoraggio dell’angolo cieco, alla retrocamera, fino all’impianto multimediale con la connessione Android Auto e Apple CarPlay. La più ricca GT Line del test aggiunge, fra l’altro, la carica senza filo per il telefono, il navigatore e i sedili riscaldabili. Per tutte la garanzia è delle più estese: 7 anni o 150.000 km.

L’abitacolo della Kia Seltos è molto spazioso: anche dietro si sta bene e c’è agio per allungare le gambe. Una finezza lo schienale del divano reclinabile all’indietro, per viaggiare più distesi. La plancia, poco ingombrante, presenta pratici tasti fisici di grandi dimensioni per i servizi di bordo. Intuitiva la semplice grafica del cruscotto (completa ma poco personalizzabile) e dell’impianto multimediale, che visualizza svariate funzioni contemporaneamente.
Meno pratici il tasto del freno a mano sulla sinistra della plancia (è nascosto e irraggiungibile dai passeggeri), e il display per il climatizzatore: inserito fra quelli della strumentazione e dei servizi di bordo, resta nascosto dalla corona del volante. Quest’ultimo tende a coprire anche il tasto di avviamento inserito nella leva del cambio, incernierata nel lato destro del piantone dello sterzo.

Ben organizzato il tunnel, con portalattine a scomparsa che, se non servono, permettono di sfruttare meglio la capienza dei portaoggetti. Non altrettanto comodo l’incavo per le dita nel pannello della porta anteriore per tirare la porta e chiuderla. Sarebbe preferibile una maniglia da afferrare con tutta la mano. C’è, comunque, la presa nel bracciolo ma, così arretrata, non è molto comoda da raggiungere.
Facilmente accessibile dall’estesa apertura del portellone, il baule è capiente (536 litri dichiarati con tutti e cinque i posti in uso), ha il doppio fondo e nelle pareti ganci mobili permettono di assicurare efficacemente il carico.

Il 4 cilindri turbo a benzina della Kia Seltos 1.6 TGDi GT Line DCT7 risponde con prontezza già ai bassi regimi ma non ha un grande allungo ed è un po’ “ruvido” nel funzionamento. Lo sprint, comunque, è più che sufficiente per muoversi con brio, supportati da un cambio a doppia frizione dolce nei passaggi di marcia e abbastanza svelto anche nelle scalate. C’è pure la modalità manuale con le palette al volante, che aggiunge divertimento soprattutto nei percorsi tortuosi affrontati ad andatura sostenuta.

La Kia Seltos rimane facile da gestire, è stabile, ma il rollio smorza l’agilità e lo sterzo (piuttosto consistente) non è un campione di prontezza. Bene i freni potenti e il comfort: le poche sconnessioni incontrate sulle strade in Germania non hanno provocato scossoni e l’insonorizzazione è più che soddisfacente. Quanto al consumo, nel nostro breve test extraurbano che abbiamo percorso con una guida non molto attenta al risparmio di carburante, il computer di bordo ha indicato una media intorno a 12 km/l.
| Motore a benzina | |
| Cilindrata cm3 | 1598 |
| No cilindri e disposizione | 4 in linea |
| Potenza massima kW (CV)/giri | 132 (179)/5500 giri |
| Coppia max Nm/giri | 270/4500 |
| No rapporti del cambio | 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia |
| Trazione | anteriore |
| Freni anteriori | dischi autoventilanti |
| Freni posteriori | dischi |
| Le prestazioni dichiarate | |
| Velocità massima (km/h) | 208 |
| Accelerazione 0-100 km/h (s) | 8,8 |
| Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) | 15,2 |
| Quanto è grande | |
| Lunghezza/larghezza/altezza cm | 443/183/162 |
| Passo cm | 269 |
| Peso in ordine di marcia kg | 1450 |
| Capacità bagagliaio litri | 536/1511 |
| Pneumatici (di serie) | 235/45 R 19 |
| Serbatoio litri | n.d. |















