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Mini Countryman: più brillante che sicura

Appena rinnovata, la Mini Countryman mantiene una personalità che la distingue da tutte le altre crossover. Notevole lo sprint di questa versione ibrida plug-in, ma carente la dotazione di aiuti alla guida.
Pubblicato 22 settembre 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 44.600
  • Consumo medio (dichiarato)

    58,8 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    40 grammi/km
  • Euro

    6d
Mini Countryman
Mini Countryman Cooper SE Business ALL4 Steptronic
Nuovi dettagli

La crossover Mini Countryman è la più grande (430 cm la lunghezza) e spaziosa delle Mini. A quattro anni dal lancio si aggiorna nell’aspetto e nella meccanica, ma non nella dotazione di sicurezza: continuano a mancare importanti dispositivi come il mantenimento in corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori. Le linee dalla forte personalità cambiano ben poco: a distinguere il nuovo modello sono i paraurti anteriori più massicci, con sottili aperture verticali nei lati e la zona centrale ridisegnata, oltre alla diversa griglia per la mascherina. Rivisti pure i fanali, che riproducono la Union Jack della bandiera britannica. Sono anche proposte inedite combinazioni di colore esterne, fra cui il pacchetto Piano Black Exterior (310 euro) con tutti i particolari (dalle griglie, ai retrovisori fino alle cornici) in tinta nero lucido anziché con effetto cromato.

Inquina di meno

I motori della Mini Countryman sono stati tutti rinnovati. Le versioni a benzina e diesel disponibili per ora hanno potenze fra 116 e 190 CV; per rispondere alla più recente normativa antinquinamento Euro 6d, le prime sono dotate di filtro antiparticolato e quelle a gasolio di catalizzatore SCR con iniezione di liquido AdBlue. C’è poi l’ibrida plug-in del test, con 220 CV combinati (quattro in meno di prima) e 385 Nm di coppia motrice. Il 1.5 tricilindrico turbo a benzina che muove le ruote anteriori vede calare la sua potenza da 136 a 125 CV, mentre l’unità elettrica, che trasmette il moto alle ruote posteriori, cresce da 88 a 95 CV. Resta invariata la batteria agli ioni di litio del sistema ibrido (montata sotto il divano), la cui capacità era già stata aumentata alla fine del 2019, passando da 7,6 kWh a 10 kWh. Modifica che, secondo la casa, ha innalzato l’autonomia viaggiando solo a corrente da 42 km a 61. Collegando l’attacco esterno nella fiancata di sinistra (dietro lo sportellino raffigurante la presa elettrica stilizzata) a una wall box da 3,6 kW, la batteria si ricarica in due ore e mezza. Utilizzando una normale presa domestica, servono circa tre ore e un quarto.

In concessionaria

La rinnovata Mini Countryman è già in vendita, con prezzi non bassi in rapporto alla dotazione che, comunque, è stata arricchita. Sono ora di serie anche i fari full led e lo schermo di 8,8” per l’aggiornato impianto multimediale. Si va da 29.500 euro per la Cooper a benzina con 136 CV ai 44.600 euro per l’ibrida plug-in Cooper SE ALL4 Business automatica del test. Quest’ultima è l’unica con la frenata automatica d’emergenza di serie: per le altre costa 620 euro (nel pacchetto Driving Assistant). Senza questo dispositivo e senza il cruise control, e con il climatizzatore manuale anziché automatico, la meno cara delle ibride costa 40.600 euro (ha, comunque, il navigatore di serie).

Cruscotto virtuale

Ricercato nello stile e nei materiali, e con molte possibilità di personalizzazione, l’abitacolo della Mini Countryman rimane sostanzialmente invariato. La novità più evidente è il piccolo cruscotto digitale di 5” (a richiesta, in pacchetti da 500 euro; di serie resta quello analogico). Abbastanza chiaro, nel caso della versione ibrida del test fornisce anche informazioni sulla gestione della parte elettrica. Rivisto l’impianto multimediale, con monitor di 8,8” inserito nello strumento circolare al centro della plancia. Integra una scheda sim per dialogare col web e Apple CarPlay, ma è privo di Android Auto. 

Per una crossover la posizione di guida della Mini Countryman non è molto alta. Anzi, con il sedile fasciante, la seduta allungabile e il volante piuttosto verticale si può definire quasi sportiva, oltre che confortevole. Chi sta dietro trova un divano dalla comoda seduta piatta, molta aria sopra la testa e, per le persone di media statura, spazio a sufficienza per le gambe. Il baule è ben accessibile dall’ampio portellone ad apertura elettrica e con la soglia non distante dal suolo. Il vano è realizzato con cura, ma non molto sviluppato in altezza: il motore elettrico sotto il fondo ha rubato un po’ di cubatura. Rispetto alle altre Mini Countryman, la capacità a divano in uso dell’ibrida cala da 450-566 litri a 405 (non ha il divano scorrevole). Un valore, comunque, abbastanza soddisfacente.

Sempre divertente

Anche se il sistema ibrido appesantisce la Mini Countryman del test di 200 kg rispetto alla variante solo a benzina, l’auto resta agile e reattiva. Merito anche dell’assetto rigido, che in compenso richiede qualche concessione a un efficace assorbimento delle buche. Lo sterzo conserva la prontezza tipica delle Mini, ed è diretto come piace agli sportivi. Ma è così  sensibile da richiedere qualche correzione sui rettilinei. La spinta combinata dei due motori è decisa a qualsiasi regime e con quattro ruote motrici la trazione è notevole. Bene anche il cambio automatico, fluido e lesto nell’inserire i sei rapporti. 

Tre modalità in più

Nel corso del test della Mini Countryman SE iniziato con la batteria al 100% dell’efficienza (il computer di bordo indicava un’autonomia solo a corrente di 54 km) abbiamo sperimentato con la levetta nella consolle le tre modalità di guida specifiche per questa versione: Auto eDrive (si possono toccare gli 80 km/h prima che il motore termico si avvii), Max eDrive (135 km/h la punta raggiungibile senza consumare benzina) e Save Battery (la carica della batteria non viene intaccata per poterla sfruttare in un secondo momento, magari in una Ztl). Nei primi 70 km del test, per la metà svolto in città, alternando il funzionamento solo in elettrico a quello anche col 1.5 (l’entrata in funzione dei motori e la loro disattivazione è quasi impercettibile), il computer di bordo ha indicato un consumo intorno ai 24 km/l. Esaurita la batteria, guidando su strade extraurbane praticamente col solo motore termico, il consumo è cresciuto a circa 17 km/l.

Secondo noi

Pregi
> Guida. Pur appesantita dalla parte elettrica, anche questa versione ibrida è agile e brillante.
> Originalità. L’auto ha una spiccata personalità.
> Sistema ibrido. Con 220 CV garantisce buone prestazioni, e la marcia è sempre fluida.

Difetti
> Android Auto. Manca questa diffusa funzionalità per connettere i telefonini all’impianto multimediale dell’auto.
> Praticità. Il sistema ibrido fa rinunciare al divano scorrevole e rimpicciolisce il baule.
> Sicurezza. La frenata automatica d’emergenza è soltanto optional per quasi tutte le versioni. E dispositivi come il mantenimento in corsia non sono nemmeno previsti.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1499
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 92 (125)/5000-5500 giri
Coppia max Nm/giri 220/1500-3800
Emissione di CO2 grammi/km 40
Distribuzione 4 valvole per cilindro
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 70 (95)/3900
Coppia max Nm/giri 165/100-3000
   
Potenza max complessiva kW (CV)/giri 162 (220)/n.d.
   
No rapporti del cambio 6 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 196
Accelerazione 0-100 km/h (s) 6,8
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 58,8
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 430/182/156
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1790
Capacità bagagliaio litri 405/1275
Pneumatici (di serie) 225/45 R17

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Ritratto di Horizon2020
22 settembre 2020 - 06:01
Dai 45000 per una macchinetta, di sto passo per una familiare sopra i 4.7m si spenderanno 70000 euro????
Ritratto di neuropoli
22 settembre 2020 - 06:10
avrei preferito una clubman plug-in.
Ritratto di 82BOB
22 settembre 2020 - 06:39
Vergognoso... Costa uno sproposito e certe dotazioni di sicurezza non sono nemmeno optional...
Ritratto di otttoz
22 settembre 2020 - 08:04
il sistema ibrido appesantisce la Mini Countryman del test di 200 kg...allora meglio tutto elettrico o tutto a benzina/gas....
Ritratto di ste74
22 settembre 2020 - 08:32
Ma che razza di titolo è? Non sarebbe sicura perché non ha tutte le diavolerie elettroniche per i guidatori imbranati? La sicurezza parte prima di tutto, appunto, da chi guida, non da un beep beep beep! E poi ditemi perché, su certe auto, ad esempio Toyota, la potenza totale non è la somma di benzina ed elettrico, mentre su una Mini sì, forse perché è tedesca e con un numero più alto fa bella figura? Ma poi scherziamo, chiamare Mini una lavatrice da 1800kg? E farla pagare 45000 euro?
Ritratto di Andre_a
22 settembre 2020 - 09:51
8
Il fatto è che, siccome l’auto è ritenuta necessaria, la patente non si nega a nessuno. Questo significa che, magari non serviranno mai a me o a te, ma di guidatori imbranati (e distratti) in giro ce ne sono anche troppi. Sono invece d’accordo sulla potenza, non capisco perché non la prendano alla ruota: metti la macchina sui rulli, fai una tirata e metti il valore sul libretto.
Ritratto di NITRO75
22 settembre 2020 - 10:26
Stavo pensando la stessa cosa, ma vi rendete conto che negli anni 70,80,90 e primi 2000 andavamo in giro con i carichi legati sul tetto con i nylon, i bambini che saltavano avanti e indietro nei veicoli in marcia (quello ad onor del vero accade anche oggi con il bene placido di qualche genitore che piuttosto che sentire lamentele preferisce rischiare la vita dei propri figli) e adesso ci scandalizziamo se non c'è come minimo la guida autonoma di 3 livello? Stiamo perdendo di vista quello che davvero serve. Invece di investire in sicurezza della viabilità e di formazione nelle scuole guide, ci limitiamo ad infarcire di ammennicoli elettronici i veicoli per supplire ai deficit di cui sopra. E così lievitano i costi di tutti i veicoli e per comprare una utilitaria ci vanno 20000 euro di media. Ogni giorno mi trovo davanti a viabilità che paiono progettate da chi non ha mai visto un autoveicolo, e poi ci sediamo in automobile e pretendiamo di leggerci il giornale mentre la vettura va........su siamo coerenti per cortesia.
Ritratto di 82BOB
22 settembre 2020 - 10:39
Lo scandalo non è che le nuove auto siano infarcite di elettronica per aumentarne la sicurezza e che vengano percepite come sicure se hanno queste dotazioni... Che sia attiva, passiva, strutturale, elettronica, ecc. non è importante, è sempre bene accetta! Poi, ricordiamo che "la passata da c0gl10n3" può capitare a tutti, anche al guidatore provetto, e che in strada ci sono anche gli altri... La questione di migliorare la viabilità e le norme che la regolano è sacrosanta, ma deve andare di pari passo e non essere alternativa al migluoramento della sicurezza dei veicoli!
Ritratto di NITRO75
22 settembre 2020 - 11:18
Pienamente concorde con il tuo pensiero. Il problema è che il mercato digerisce meglio i veicoli con gli ultimi sistemi tecnologici piuttosto che quelli privi. A parità di allestimento, comprereste un veicolo con o senza i recenti ADAS? Il mercato dell'usato ne risente di questi contraccolpi.
Ritratto di 82BOB
22 settembre 2020 - 12:12
Ovvio che i prezzi risentano di questi aiuti... A parità di allestimento è indubbio che, potendoseli permettere, meglio avere tutti gli ADAS possibili! L'usato risente di questi e di altri contraccolpi, va sempre fatto un bilancio costi/benefici, l'usato recente ha sistemi al pari del nuovo ma prezzi meno allettanti, viceversa il più datato! È ovvio che se si devono fare compromessi, meglio non lesinare sulla sicurezza!
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