
La nuova Skoda Peaq è una grande suv elettrica a 7 posti, spaziosa e assai comoda. Può essere considerata la “sorella” a batteria della Skoda Kodiaq (qui la nostra prova completa), anche se le due auto non hanno nulla in comune.
La 90x in versione Selection del test (da 59.950 euro) è una bimotore 4x4 con 299 CV e con una batteria da 86 kWh (utilizzabili) che, secondo la casa, percorre in media 601 km. Volendo però a 49.950 euro c’è la 60 Selection con la trazione posteriore, 204 CV e con un’autonomia media dichiarata di 452 km.
Aggiungendo 5.050 euro, sia la 90x sia la 60, si possono avere nella più “ricca” versione Sportline, che si distingue per dettagli un po’ più grintosi come i cerchi in lega di 20” (invece che di 19”), le calotte degli specchietti neri, la pedaliera in alluminio e il volante sportivo a tre razze.

La Peaq 90x Selection del test dispone di serie della guida semiautonoma, del volante e delle poltrone riscaldabili (regolabili però manualmente), del clima trizona e dei cerchi in lega di 19”.
La più “ricca” Sportline aggiunge i fari led a matrice, l’utile telecamera a 360° e i sedili con regolazione elettrica, ma la funzione massaggio (e la ventilazione) sono nel Ralax Pack da 2.680 euro.
Per entrambe però la pompa di calore (riscalda l’aria più efficientemente e riduce i consumi di corrente nella stagione fredda) si paga a parte (660 euro), mentre il parabrezza con resistenza per sbrinarlo e il divano riscaldabile sono nel pacchetto Winter da 530 euro.

La Skoda Peaq ha un aspetto possente, ma allo stesso tempo abbastanza slanciato. Nel fontale si distinguono le luci diurne a led a forma di “T”, che sono unite da una mascherina nera (nella cui parte superiore ci sono piccoli listelli verticali illuminati) che ingloba i fari full led.
Le toniche fiancate sono impreziosite da maniglie che scompaiono all’interno della carrozzeria e da una striscia sottile in plastica nella parte bassa. Un po’ piccoli invece, in rapporto alle dimensioni dell’auto, i finestrini.
Il posteriore della Peaq è praticamente verticale: il lunotto è ampio ed è sormontato da uno spoiler piuttosto pronunciato, mentre i fanali hanno una forma che richiama quella dei fari.

Gli interni della Skoda Peaq sono curati e ben fatti. Tanta l’ecopelle che riveste i sedili contenitivi (e riscaldabili), i pannelli porta (con tasche portaoggetti foderate in tessuto) e il lembo centrale della plancia (nella parte superiore c’è della plastica soffice): € 1.850, a scelta grigia chiara o scura. Generoso lo spazio nell’ampio tunnel centrale “a ponte” per riporre chiavi, portafoglio e quant’altro.
Utilissime le due piastre magnetiche per la ricarica a induzione dello smartphone (nel Conveniece Pack da 1.470 euro): oltre a mantenere il dispositivo ben saldo, ne rigenerano la batteria rapidamente e senza riscaldarlo troppo.
Pratiche poi le levette per regolare temperatura e portata d’aria del “clima” automatico (trizona di serie per tutte le versioni): sono facili da trovare mentre si guida e si accompagnano a un “rullo rotante” per gestire il volume dell’impianto audio (l’auto del test monta il valido sistema Sonos con 16 altoparlanti che è nel pacchetto Relax da 2.330 euro).

Il grande schermo dell’infotainment è di 13,6” ed è disposto verticalmente: dall’ottima risoluzione, risponde velocemente ai comandi ma ha tanti sottomenù fra i quali destreggarsi (serve un po’ pratica per capirne appieno le logiche di funzionamento). Da qui si gestiscono gran parte delle funzioni dell’auto (climatizzazione inclusa).
Il sistema multimediale (che dispone di Apple CarPlay e Android Auto wireless) è abbinato a un chiaro cruscotto digitale di 10,25”: riporta i principali dati di marcia ma non è molto personalizzabile. Il quadro strumenti è ben integrato però l’head up display con realtà aumentata che è di serie su tutte le versioni.

Lo spazio in prima e seconda fila abbonda: cinque adulti di corporatura robusta si accomodano senza grossi problemi e sul divano, chi siede al centro, può muovere liberamente i piedi visto che il pavimento è completamente piatto. Accedere alla terza fila non è troppo complicato (nemmeno per chi supera i 180 cm in altezza): si fa scorrere il divano in avanti, si reclina lo schienale e il gioco è fatto.
Peccato però che non sia previsto un sistema motorizzato: in questo modo accomodarsi sarebbe stato ancor più semplice (anche se non necessariamente più veloce...). Gli ultimi due posti sono indicati per due bambini: un adulto ha a disposizione infatti pochi centimetri per le ginocchia. Inoltre, in terza fila, mancano le bocchette dell’aria e i finestrini sono piccoli: non fanno filtrare molta luce.

Il baule (con portellone motorizzato di serie) ha un’imboccatura ampia e una soglia che, per il tipo di auto, non è troppo alta: abbiamo misurato circa 75 cm. Nel complesso, il vano è ben sfruttabile: se si viaggia in cinque si hanno a disposizione 890 litri, che diventano 2075 se si reclina lo schienale del divano e si carica fino al soffitto.
Con la terza fila in uso i litri a disposizione sono 299: significa che ci stanno giusto un trolley da cabina e qualche borsa (ma le rivali non fanno meglio, anzi...). Infine sotto al cofano c’è un vano aggiuntivo di 37 litri che ospita senza problemi i cavi di ricarica.

La Skoda Peaq 90x è mossa da due motori elettrici (uno per ogni asse) che sviluppano, in totale, 299 CV. Li alimenta una batteria al litio da 86 kWh che si ricarica alle colonnine “veloci” in corrente continua a una potenza massima di 199 kW: così facendo, per la casa si passa dal 10% all’80% di carica in 28 minuti.
Più lenti i “rifornimenti” in corrente alternata a 11 kW: stimiamo circa 8 ore e mezza per un “pieno”. Durante il nostro test che si è svolto fra autostrada e strade provinciali abbiamo stimato una percorrenza media “reale” di 485 km: un dato preliminare che verificheremo in un secondo momento con il nostro centro prove.

Nel complesso questa Peaq 90x è reattiva e abbastanza scattante. Nonostante la scheda tecnica riporti uno 0-100 km/h coperto in appena 6,8 secondi, la spinta che si percepisce premendo a fondo sul pedale dell’acceleratore (con la modalità Sport inserita) non è travolgente e l’erogazione è molto progressiva e fluida.
Sebbene si tratti di un’auto lunga 487 cm, non è per nulla “impaciata” nelle manovre (aiuta la retrocamera, dia buona risoluzione) e lo sterzo è leggero quanto basta per muoversi con destrezza nel traffico. Qui torna utile anche la guida monopedale (l’auto rallenta in autonomia fino al completo arresto rilasciando il pedale dell’acceleratore, senza dover intervenire sul freno) che intensifica al massimo la frenata rigenerativa (regolabile su tre livelli).
Il grande pregio della Peaq è il comfort: l’insonorizzazione è ottima (in autostrada i fruscii aerodinamici generati dai grandi specchietti sono ridotti) e il “molleggio” curato: l’auto incassa molto bene le sconnessioni del fondo. Nonostante ciò, l’assetto non è per nulla cedevole: grazie anche alle valide sospensioni posteriori multilink a cinque leve, la suv si dimostra molto stabile e non si corica neppure eccessivamente nelle curve prese con velocità elevata.
| Motori | 1 ant. e 1 post. sincroni a magneti perm. |
| Potenza massima kW (CV) | 220 (299) |
| Coppia max Nm | 545 |
| Batteria | ioni di litio NMC |
| Capacità kWh | 86 |
| Tensione volt | 400 |
| Tempo di ricarica | n.d. |
| Potenza max di ricarica | 11 kW in corr. alternata |
| 199 kW in corr. continua | |
| Trazione | integrale |
| Freni anteriori | dischi autoventilanti |
| Freni posteriori | tamburi |
| Le prestazioni dichiarate | |
| Velocità massima (km/h) | 180 (autolimitata) |
| Accelerazione 0-100 km/h (s) | 6,8 |
| Autonomia (km, ciclo WLTP) | 601 |
| Quanto è grande | |
| Lunghezza/larghezza/altezza cm | 487/187/167 |
| Passo cm | 297 |
| Posti | 7 |
| Peso in ordine di marcia kg | 2332 |
| Capacità bagagliaio litri | Ant. 37 - post. 299/890/2075 |
| Pneumatici (di serie) | 235/55 R 19 ant. 255/50 R 19 post. |







































