PRIMO CONTATTO

Volvo S60: veloce in souplesse

Anche in questo allestimento sportivo, la Volvo S60 è soprattutto sicura e comoda. Il 2.0 a benzina da 310 CV è molto energico, ma il cambio dovrebbe essere più reattivo. 

23 ottobre 2018

Listino prezzi Volvo S60 non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 55.000*
  • Consumo medio

    13,2 km/l
  • Emissioni di CO2

    174 grammi/km
  • Euro

    6
Volvo S60
Volvo S60 T6 R-Design Geartronic AWD
*Prezzo indicativo
 
Diesel bye-bye

Tutta nuova, la Volvo S60 arriverà in Italia solo fra un anno. Questa berlina è la prima auto della casa svedese costruita negli Stati Uniti, nonché la prima senza motori a gasolio da qualche decennio a questa parte. La scelta è quindi fra i quattro cilindri sovralimentati a benzina e le loro versioni ibride. Queste ultime sono anche alla base delle versioni più sportive, denominate Polestar Engineered: il primo contatto della T8 da 405 CV lo troverete su alVolante in edicola dal 10 novembre. Basata sulla piattaforma delle S90, XC90 e XC60, la S60 ne riprende le soluzioni tecniche: motore trasversale, trazione anteriore o (come nel caso dell’auto guidata) integrale, sospensioni a quadrilateri deformabili davanti e multilink dietro, con una balestra in materiale composito che prende il posto delle classiche molle al retrotreno (occupa meno spazio in altezza). A differenza della versione wagon V60 (qui le impressioni di guida) sulla S60 non sono offerti gli  ammortizzatori a controllo elettronico: in media li sceglie meno del 5% dei clienti, e avrebbero comportato un rimpicciolimento del baule per tutte le Volvo S60.

Facile ma... cupa

Come per le altre Volvo recenti, l’abitacolo della Volvo S60 è un bel posto dove stare, benché nell’allestimento R-Design (dall’aspetto più sportivo e con taratura delle sospensioni più orientata alla precisione di guida che al comfort) si possano avere solo i rivestimenti neri: fanno perdere molta luminosità rispetto a quelli chiari disponibili per le altre versioni. Nessuna novità neppure per strumenti e comandi, che rimangono quasi sempre semplici da usare. Il cruscotto interamente digitale porta automaticamente in primo piano le informazioni più rilevanti del momento (come la mappa del navigatore in prossimità delle svolte), ma non è configurabile e varia solo nella grafica e in poco altro passando da una modalità di guida all’altra. Il volante ha pochi e grandi tasti, uno dei quali attiva il sistema di guida semi-autonoma in autostrada, denominato Pilot Assist. 

E il wireless?

Luci e ombre per il sistema multimediale: lo schermo di 9’’ è a sviluppo verticale (consente così di avere più funzioni sovrapposte contemporaneamente, come Android Auto o Apple CarPlay e la radio o il navigatore) e si “sfoglia” come un tablet, ma manca di quella immediatezza di risposta che abbiamo riscontrato sulle sue più recenti concorrenti, ed è lento a caricare le funzioni all’avvio dell’auto. Anche per questo, oltre che per velocizzare lo sviluppo delle app di bordo, nel 2020 l’attuale sistema basato su Windows verrà abbandonato in favore di una nuova piattaforma con un “cuore” Android, sviluppata dalla stessa casa. Non è però chiaro se troverà posto sulla Volvo S60 prima del suo restyling atteso nel 2023; nella stessa occasione dovrebbe arrivare anche la ricarica senza fili per i cellulari compatibili, assente sulla S60.

Occhio alla testa

Il profilo del tetto regala alla Volvo S60 una linea quasi da coupé, ma è anche causa di una scarsa accessibilità al divano: entrando e uscendo, occorre abbassare molto la testa. Non male, invece, lo spazio in altezza: solo chi è più alto di 190 cm tocca il soffitto con il capo. Se lo spazio per le ginocchia abbonda, come su molte rivali il posto centrale è sacrificato: la seduta è rialzata e il tunnel sul pavimento è voluminoso. Ampia e regolare la bocca di carico, che dà accesso a un vano squadrato e con pratici ganci a scomparsa sotto la cappelliera, per trattenere buste e sacchetti. Non manca neppure l’apertura tramite sensore sotto il paraurti del baule: basta passarci davanti il piede e il coperchio scatta in alto, grazie a delle molle.

Sicura, senza dubbio

Anche se le rivali hanno accorciato la distanza con le ultime Volvo, questa S60 vanta ottime doti di sicurezza: di serie ha la frenata automatica d’emergenza che riconosce anche pedoni, ciclisti e grandi animali, nonché il traffico che viene in direzione opposta (anche a bassa velocità negli incroci e in retromarcia). Tutte le S60 hanno poi e il controllo della stanchezza del guidatore, l’assistenza all’evitamento degli ostacoli (l’elettronica interviene sui freni di un lato della vettura per farla sterzare). Optional, invece, il controllo dell’angolo cieco degli specchietti e il Pilot Assist: in autostrada, cruise control adattativo e mantenimento di corsia lavorano assieme per far seguire all’auto il flusso del traffico (si devono comunque mantenere le mani sul volante, e la responsabilità rimane del guidatore). Il sistema, pur se non esente da difetti di “lettura” della strada, è stato affinato nel software: nel nostro test, l’auto non “rimbalzava” fra le linee disegnate sull'asfalto, come invece succedeva con le Volvo di pochi anni fa.

Molto veloce e molto silenziosa

Se l’allestimento R-Design dell’auto guidata è pensato per chi cerca anche un certo piacere di guida, non si pensi che la Volvo S60 “tradisca” la sua natura di auto comoda: l’insonorizzazione è molto curata e, persino con le ruote opzionali 235/40 R 19, l’assorbimento delle asperità del fondo non è mai brusco. Forte del suo compressore volumetrico che lavora dal regime minimo fino a 3000 giri, per poi scollegarsi e lasciar spazio al turbo, il 2 litri ha una spinta sempre pronta e decisa: più di quanto la sua assenza di “voce” faccia pensare. In modalità Dynamic, poi, il giunto centrale Haldex della trazione integrale viene precaricato, in modo da trasmettere più rapidamente potenza anche alle ruote posteriori, mentre il cambio automatico a convertitore di coppia privilegia le marce basse. Anche così, però, rimane poco reattivo in scalata (serve premere molto il pedale destro, e poi attendere un po’) e la situazione migliora di poco usando le palette al volante (una esclusiva della R-Design): da una versione sportiveggiante, vorremmo di più. Convincente il comportamento in curva: l’auto si inclina poco e segue fedele la traiettoria impostata, anche a dispetto del volante che non brilla per precisione quando si guida col “coltello fra i denti”. Più che emozioni forti, quindi, la Volvo S60 assicura la possibilità di tenere medie elevate in sicurezza e con pochissimi sforzi.

Secondo noi

PREGI
> Facilità di guida. Non è un’auto che richiede di passare ore a leggerne il manuale d’uso, e ha risposte sempre prevedibili.
> Motore. L’abbinamento fra compressore volumetrico e turbo convince: il 2 litri spinge forte a tutti i regimi.
> Sicurezza. Già di serie c’è molto; migliorato il comportamento del Pilot Assist.

DIFETTI
> Accessibilità posteriore. Dentro lo spazio è adeguato, ma entrare e uscire richiede cautela per non urtare la carrozzeria con la testa.
> Reattività del cambio. Neppure in modalità Dynamic è lesto a scalare marcia da solo, e i comandi con le palette vengono a volte recepiti in ritardo.
> Ricarica senza fili. Ormai è di serie persino su certe utilitarie: sulla S60 non si può avere...

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 1969
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 228 (310)/5700 giri
Coppia max Nm/giri 400/2200-5100
Emissione di CO2 grammi/km 174
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,6
Consumo medio (km/l) 13,2
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 476/185/143
Passo cm 287
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 442/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/45 R18
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2
VOTO MEDIO
4,2
4.18033
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Ritratto di gjgg
23 ottobre 2018 - 20:26
1
Nella prima foto (il frontale) comunque fa molto Audi: tolto il logo sarebbe veramente scambiabile con la tedesca. Fortuna che poi il posteriore è del tutto differenziato
Ritratto di Roomy79
23 ottobre 2018 - 20:37
1
Sui fari ti posso dare ragione, la mascherina non c’entra nulla con audi
Ritratto di gjgg
23 ottobre 2018 - 21:14
1
Non guardala senza targa, una volta che quella zona viene impegnata anche fra la monocalandra tedesca e la sdoppiata svedese le differenze si affievolisce
Ritratto di Leonal1980
23 ottobre 2018 - 20:55
3
Tutti i led sono copiati da Audi nelle europee, perché è una moda di desing introdotta da loro.
Ritratto di gjgg
23 ottobre 2018 - 21:07
1
Veramente quelli di Bmw mi sembrano del tutto differenti da Audi. Idem Mercedes (che al limite tendo a confondere con Peugeot)
Ritratto di marcoveneto
23 ottobre 2018 - 22:04
Per me dietro assomiglia leggermente a Audi a5.. Se levate i baffi a led sotto il farò principale, sono i fari della sport back tedesca.. Comunque mi piace questa volvo.. Molto meno pesante della s90,che dietro è più pesante e sgraziata di una Ford scorpio...
Ritratto di Boys
24 ottobre 2018 - 10:16
1
I fari a martello di Thor li ha inventati la Volvo ...Audi è arrivata dopo.
Ritratto di gjgg
24 ottobre 2018 - 11:04
1
Il fatto è che le stanno provando un po' tutte le forme dei fanali (per facilitare meglio il riconoscimento da un modello all'altro presumibilmente); necessariamente con altre marche finiranno per somigliarsi in qualche caso
Ritratto di Boys
24 ottobre 2018 - 11:17
1
Concordo, ma dire che Audi è arrivata prima di tutte...insomma...forse a mettere i fari a led su alto di gamma non certamente nel design, invece i fari a led totali di serie o optional per chiunque probabilmente la prima è stata la Peugeot.
Ritratto di marcoveneto
24 ottobre 2018 - 13:18
Quale Peugeot? Che vuol dire per chiunque?. PS tra le prime ad avere i led posteriori ricordo due berline di lusso italiane: l'Alfa 166 (led nelle freccia posteriore) e Lancia Thesis (full led dietro)
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