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Volvo V60: comfort sì, qualche dettaglio così così

La nuova Volvo V60 cresce in dimensioni, prezzo e dotazioni. Molleggio e insonorizzazione sono di qualità e il 2 litri da 310 CV spinge con decisione, ma non tutte le finiture convincono. E il cambio automatico non ha le “palette”.

31 maggio 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 55.520
  • Consumo medio

    13,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    164 grammi/km
  • Euro

    6
Volvo V60
Volvo V60 T6 Inscription AWD Geartronic
Più lunga (e cara)

Cambia in tutto, tranne che nel nome. Rispetto al modello che sostituisce, la nuova Volvo V60 è più lunga di ben 13 cm, arrivando ad appena 18 cm dalla V90 (con la quale condivide la meccanica, tranne le sospensioni ad aria, che sulla V60 non sono disponibili). Anche il prezzo, però, è lievitato: se prima per una D3 a gasolio da 150 CV si partiva da 35.100 euro, ora ne servono 3.310 in più. L’aumento, comunque, è giustificato anche da dalle finiture (decisamente migliorate e praticamente al livello di quelle delle “solite” tedesche, che costano circa la stessa cifra) e dei sistemi di sicurezza. Per questi ultimi, la V60 offre di serie l’avviso anti-colpo di sonno, i fari full led, il sistema di mantenimento di corsia, la telecamera di riconoscimento dei segnali stradali e la frenata automatica d’emergenza. Gli aiuti alla guida più evoluti, come il cruise control adattativo che lavora col mantenimento attivo di corsia (la casa lo chiama Pilot Assist), sono nei pacchetti IntelliSafe Assist (da 1.650 euro).

Il baule vince… a metà

La crescita delle dimensioni è andata di pari passo con quella del baule, che ora è di 529 litri con tutti i sedili in uso, e di 1441 col divano giù (nella precedente generazione erano 430/1241). Se prima era uno dei più piccoli, oggi risulta di gran lunga il più ampio, nel primo caso, a paragone con quelli di Audi A4 Avant, BMW Serie 3 Touring e Mercedes Classe C SW. Al contrario, però, rispetto alle rivali la Volvo V60 è di circa 50 litri più piccolo abbassando lo schienale del divano. Il vano, poi, è ampio, ben rifinito e di forma regolare, ma delude per il doppio fondo, di forma irregolare, e che solo in alcuni punti raggiunge i 17 cm di altezza massima. Inoltre, il piano di carico che normalmente lo nasconde rimane sollevato solo grazie a una cinghietta con un uncino che si aggancia alla guarnizione superiore della bocca di carico: una soluzione piuttosto “povera”. Ed è rivestito solo da un leggero preformato in feltro non perfettamente tagliato, che lascia in bella vista alcuni cavi e le due centraline per il sistema di comunicazione e assistenza a distanza Volvo OnCall e per gli ammortizzatori elettronici (€ 920).

Comoda e ben rifinita

Al pari delle altre Volvo recenti, l’abitacolo della Volvo V60 è un bel posto dove passare il tempo: materiali e montaggi convincono e le forme non imitano quelle di rivali tedesche. Le linee sono minimaliste e i colori chiari, mentre i comandi sono quasi tutti raggruppati nello schermo di 9’’, reattivo e facile da usare. Per il climatizzatore, però, avremmo preferito disporre di comandi fisici, individuabili anche al tatto, che distraggono meno dalla guida. Abbondante l’agio per gli occupanti, anche dietro e sopra la testa: grazie al generoso passo di 287 cm, sul divano lo spazio per le ginocchia è a prova di spilungone.

2 litri vigoroso

I motori della Volvo V60 sono tutti a 4 cilindri, ma dispongono di soluzioni raffinate per cercare di non far rimpiangere quelli a 6 delle rivali. Il T6 dell’auto provata, per esempio, abbina un compressore volumetrico a un turbo: il primo invia aria compressa ai cilindri fino ai 3000 giri, quando una frizione magnetica lo disconnette. Da qui in poi “lavora” solo il turbo, che può così essere di dimensioni maggiori senza rischi di eccessivi ritardi di risposta ai bassi regimi. Il risultato è un tiro vigoroso fin dai primi giri, mentre la trazione integrale a gestione elettronica aiuta a scaricare a terra tutti i 310 cavalli. A cercare il pelo nell’uovo, la rotondità di funzionamento non è quella dei 6 cilindri (specie di quelli in linea) che le rivali offrono, ma le prestazioni ci sono. 

Cambio: ok, ma senza lode

Promosso anche il cambio automatico a otto marce della Volvo V60 (di serie, prodotto dalla giapponese Aisin), che coniuga rapidità e dolcezza di cambiata. Per contenere i consumi, però, tende a tenere il motore nella zona bassa del contagiri, col risultato che (tranne che in modalità Dynamic) c’è da premere molto sul pedale destro per fargli scalare una marcia. Non viene in aiuto la modalità manuale, comandabile solo muovendo la leva: le palette al volante sono riservate alle versioni sportiveggianti R-Design, che arriveranno nel corso dell’estate.

Ti aiuta, non ti sostituisce

A dispetto della potenza, la Volvo V60 non è comunque un’auto da guidare “col coltello fra i denti”: lo sterzo è preciso quanto basta e del corretto peso, ma è da prediligere la guida senza “spigoli”, pena un Esp che entra in funzione abbastanza presto, anche in modalità Dynamic (quando l’erogazione si fa più pronta, il cambio sfrutta di più le marce basse e gli ammortizzatori a controllo elettronico si irrigidiscono). Come su altri modelli della casa, il Pilot Assist è poi di grande aiuto per ridurre lo stress alla guida, ma è tutt’altro che perfetto. Nel nostro test, l’auto ha “letto” una uscita dell’autostrada come una corsia di destra, imboccandola senza ridurre la velocità che avevamo impostato a 120 km/h (il limite sulle autostrade spagnole). Se non altro, rispetto ad altre recenti Volvo provate, l’elettronica permetteva alla V60 di seguire le linee sull’asfalto in maniera più “dolce”, senza arrivare ad attraversarle prima di intervenire sullo sterzo…

Secondo noi

PREGI
> Comfort. Le sospensioni a controllo elettronico, i sedili comodi, la buona insonorizzazione e il motore silenzioso assicurano viaggi in pieno relax.
> Finiture. L’abitacolo convince per materiali e montaggi.
> Sicurezza. Molto è di serie, anche sulle versioni d’accesso. E non mancano sistemi più evoluti (optional).

DIFETTI
> Comandi virtuali. Almeno per quelli principali del “clima”, avremmo preferito tasti e rotelle, che distraggono meno alla guida.
> Palette al volante. Sono riservate alle più costose versioni R-Design: che, per ora, non sono neppure ordinabili.
> Doppio fondo. Elettronica e metallo a vista e il misero laccetto che tiene alzato il piano stonano con le finiture curate dell’abitacolo.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 1969
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 228 (310)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 350/1700-5000
Emissione di CO2 grammi/km 164
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,8
Consumo medio (km/l) 13,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 476/185/143
Passo cm 287
Peso in ordine di marcia kg 1749
Capacità bagagliaio litri 529/1441
Pneumatici (di serie) 235/45 R18
Volvo V60
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Ritratto di gjgg
31 maggio 2018 - 11:31
1
Esteticamente ad oggi la sw premium preferita. Parere personale
Ritratto di MAXTONE
31 maggio 2018 - 14:36
"Le finiture non tutte convincono" e poi tra i pregi "l'abitacolo convince per materiali e montaggi". Qualcuno mi spieghi meglio sta cosa.
Ritratto di FG
31 maggio 2018 - 15:08
Quelle che non convincono sono quelle del baule: ci sono cavi e centraline a vista ;)
Ritratto di Fr4ncesco
31 maggio 2018 - 16:48
Il turbo abbinato al compressore è una chicca meccanica. Una valida alternativa al 6 cilindri così moderno e sofisticato. Anche se il 5 cilindri per una versione performante... Come ci vorrebbe una versione Polar.
Ritratto di alex_rm
31 maggio 2018 - 20:01
Anche se quest auto e a trazione anteriore e motore trasversale Per fare quest estetica e per simulare le linee di una TP con motore longitudinale hanno arretrato molto il montante anteriore e l’abitacolo riducendo lo spazio interno come su una auto a Trazione posteriore.In questo modo hanno rinunciato ad uno dei vantaggi di una TA che di solito ha più spazio interno per avere solo i difetti di una TP che ha meno spazio in eterno.
Ritratto di Fr4ncesco
31 maggio 2018 - 21:18
Nella prova però c'è scritto che c'è molto agio anche per gli spilungoni..
Ritratto di ELAN
31 maggio 2018 - 11:42
1
A questi livelli preferisco un motore 6 cilindri e longitudinale. Forse il 2 litri più affidabile è il D3... questi pompaggi o depotenziamenti (D2) mi puzzano un pò. Bellissima linea.
Ritratto di Alfiere
31 maggio 2018 - 11:49
1
Il problema delle finiture sarebbe il metallo a vista nel doppio fondo, dove di solito c'è la ruota, kit e crick e varie altre cose? Vabbe
Ritratto di FG
31 maggio 2018 - 15:09
Sì, poca roba: si vede che è fatta bene e non c'era altro da criticare... cmq l'uncino di plastica al posto dei pistoni idraulici per tenere su il baule fa proprio schifo
Ritratto di ema76
1 giugno 2018 - 13:43
Uncino in plastica è per tenere sollevato il ripiano che copre il vano ruota di scorta sotto al bagagliaio.... è così da anni anche su modelli più vecchi ad esempio anche v50 e vecchia V60
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