Il gruppo Stellantis possiede il 20% delle azioni della cinese Leapmotor e ne vende e assiste le vetture in Europa. La T03 è una minuscola elettrica che costa relativamente poco: quanto certe citycar a benzina. Eppure è ricca di accessori, specie per la sicurezza; di serie ha perfino il cruise control adattativo e un ampio tetto in vetro. Per contro, mancano Android Auto e Apple CarPlay. Semplici ma di discreta qualità le finiture e valido il comfort. Adeguata anche l’autonomia rilevata (leggi qui come realizziamo le prove).
| Posizione di guida | (1 vote) |
| Cruscotto | (1 vote) |
| Visibilità | (1 vote) |
| Comfort | (1 vote) |
| Motore | (1 vote) |
| Ripresa | (1 vote) |
| Ricarica | (1 vote) |
| Frenata | (1 vote) |
| Sterzo | (1 vote) |
| Tenuta di strada | (1 vote) |
| Aiuti alla guida | (1 vote) |
| Qualità/prezzo | (1 vote) |
Questa citycar cinese a cinque porte è fra le elettriche più economiche e in 362 cm di lunghezza (sette in meno di una Fiat Panda) ospita bene anche quattro adulti. Dove manca lo spazio è nel bagagliaio, davvero minuscolo e con una bocca d’accesso irregolare. Ha un aspetto per nulla aggressivo, con i fari (automatici) di forma ovale che somigliano a dei grandi occhi. La dotazione è ricca: per esempio, dispone del il tetto panoramico con tendina motorizzata, del cruise control adattativo, del monitoraggio dell’angolo cieco, della retrocamera e del controllo di alcune funzioni (come il “clima”) a distanza, con la chiave o con una app da scaricare sul cellulare. Sottotono però l’infotainment, che ha il navigatore ma è privo di Android Auto, Apple CarPlay e piastra di ricarica per i cellulari. E dal pur reattivo display di 10,1” si gestiscono troppe funzioni: scomodo.

Grazie alla buona visibilità, agli ingombri ridotti, allo scatto pronto, all’efficace molleggio e ai tanti aiuti elettronici, in città è comoda e facile da guidare. Nel traffico la casa promette quasi 400 km con una ricarica: un valore realistico, dato che la media da noi rilevata (fuori città e in autostrada) è in partica uguale a quella dichiarata. La batteria, da 37 kWh, è del tipo Lfp (litio-ferro-fosfato). A pari capacità è più pesante (qui siamo a 295 kg) di una delle Nmc (nichel-manganese-cobalto) usate in molte altre elettriche, ma anche meno costosa, infiammabile e incline a degradarsi se ricaricata spesso al 100%.

Con la corrente alternata (quella di casa, ma anche delle colonnine pubbliche più diffuse) si arriva a 6,6 kW: non un granché, tanto che servono circa sei ore per un “pieno”. Nei punti di ricarica più rapidi (e costosi) a corrente continua si sale fino a 48 kW. Qui, in condizioni ideali, serve poco più di un’ora per un “pieno”. Come nelle elettriche più evolute (e costose), tutto il software, compreso quello degli aiuti alla guida e del sistema multimediale, riceve “a vita” aggiornamenti software gratuiti: così, si possono risolvere dei problemi e aggiungere (o togliere…) delle funzioni senza passare in officina. Lunga infine la garanzia: di 36 mesi (12 in più del minimo di legge) o 100.000 km; 8 anni o 160.000 km sulla batteria.

Plancia e comandi
Avvicinandosi, le porte si sbloccano riconoscendo il cellulare su cui è installata l’app della casa: comodo. Il tasto a losanga sulla chiave si può programmare in modo che apra i vetri, avvii il “clima” o faccia lampeggiare le luci (per individuare dove l’auto è stata parcheggiata). Le superfici nere lucide e le plastiche bicolore “alzano il tono”; curati i montaggi ed eleganti i tessuti. Pratica la levetta al volante che gestisce la trasmissione, che libera tanto spazio per le gambe: non c’è infatti il tunnel centrale.
Molti comandi sono però nel display di 10,1”, compresi quelli degli aiuti alla guida, del retronebbia e del “clima” (di tipo manuale); i tasti virtuali della velocità della ventola rimangono comunque sempre in vista, sebbene siano piccoli, mentre il ricircolo dell’aria va cercato in un sottomenù. Fortunatamente alcune funzioni, come la disattivazione dell’avviso di superamento dei limiti di velocità e le modalità di guida, possono essere richiamate “strisciando” da sinistra a destra il dito sul display. Digitale anche il cruscotto, che è di 8”: la zona a destra mostra la fonte audio ed eventuali messaggi di errore. Piccole molte delle scritte, ma la grafica è ben studiata (ripete pure le indicazioni del navigatore, sebbene non sia molto configurabile).

Sistema multimediale
Non si va oltre la sufficienza: la schermata principale non è configurabile, sebbene i widget siano utili. Di serie Amazon Music e il navigatore (che, però, non dice dove fermarsi a ricaricare se l’autonomia dell’auto non permette di giungere a destinazione). La radio non mostra i nomi delle stazioni e mancano Android Auto e Apple CarPlay: questi non arriveranno neppure con un aggiornamento del software, perché richiederebbero un differente hardware.


Abitabilità
L’auto è stretta, per cui i sedili anteriori sono vicini fra loro, ed è omologata solo per quattro. Ma lo spazio per gambe e testa è sorprendente, anche dietro, e il soffitto bianco e il tetto in vetro donano luminosità. Le poltrone hanno il poggiatesta integrato e la registrazione in altezza, che non è frequente nelle citycar; come in quasi tutte le rivali, il volante non offre invece la registrazione in profondità. Utili le maniglie di appiglio nel soffitto e il portabibita sul pavimento. Di serie gli alzavetro elettrici posteriori che, come quelli davanti, hanno la discesa e la risalita automatiche: poche auto di questo prezzo possono vantarli.

Bagagliaio
Non molti i 210 litri di capienza, che oltretutto sono poco sfruttabili; ma si tratta pur sempre di una citycar. La bocca si restringe parecchio vicino alla soglia di accesso, che è a ben 77 cm da terra; c’è una luce sulla sinistra, ma niente cappelliera. Lo schienale del divano non è inoltre frazionato e quando lo si reclina (tramite una comoda leva) forma un gradino di 21 cm: scomodo. Alto ben 64 cm e stretto, il bagagliaio presenta rivestimenti in plastica sulle pareti e in tessuto sul retro dello schienale.
In città
L’auto è corta e ha un ridotto diametro di sterzata, i sensori di distanza posteriori e la retrocamera: in manovra è ottima. Inoltre è vispa e ha le funzioni one-pedal (basta rilasciare l’acceleratore perché rallenti fino ad arrestarsi) e autohold (da fermi, con la trasmissione in D, l’auto rimane bloccata senza dover tenere premuto il pedale del freno).

Fuori città
Come in altre citycar lo sterzo non è molto preciso e a volte, dopo una curva, il volante si riallinea bruscamente. C’è la possibilità di variare il “peso” dello sterzo e ci sono tre modalità di guida, ma le differenze fra l’una e l’altra sono limitate. Nei percorsi tortuosi l’auto non si inclina eccessivamente di lato, riprende in fretta e ha freni ben modulabili; gli spazi d’arresto non sono però brevi. Ok tutto il resto: nelle “inchiodate” l’auto resta stabile e non si scompone e il pedale ha una corsa corta e non “spugnosa”. Discrete le percorrenze rilevate: una carica è bastata per 320 km.

In autostrada
La punta di 130 km/h (reali, col cruscotto che indica 140) è sufficiente e non cala neanche nei falsipiani, ma lascia poco margine in caso di sorpasso. A questa velocità l’autonomia è ridotta (153 km rilevati), ma scendendo a 110 km/h si arriva a 196 km. Utile il cruise control adattativo, che mantiene la giusta distanza da chi ci precede, e non male l’insonorizzazione.
ABITABILITÀ
A dispetto delle dimensioni compatte, quattro adulti hanno agio per testa e gambe. E le poltrone, regolabili in altezza, risultano piuttosto comode.
AUTONOMIA
Parlando di una citycar, non si fa poca strada: secondo i nostri rilevamenti strumentali, la ben più diffusa Dacia Spring fa in media quasi 100 km in meno con una carica.
DOTAZIONE
Non è cara, ma ha accessori che in certe auto di lusso si pagano, come il tetto in vetro e il cruise control adattativo.
BAGAGLIAIO
Il vano è piccolo e con bocca di carico stretta. Lo schienale del divano non è frazionato.
COMANDI
Troppe funzioni, come gli aiuti alla guida, si gestiscono solo dal display. È così perfino per il “clima” (sul quale occorre agire spesso perché è manuale) e il ricircolo dell’aria.
SISTEMA MULTIMEDIALE
Mancano Android Auto, Apple CarPlay e la piastra di ricarica per i cellulari. Inoltre, la radio mostra solo la frequenza della stazione selezionata, non il suo nome.
| Motori elettrico | anteriore trifase |
| Potenza massima kW (CV)/giri | 70 (95)/12.000 |
| Coppia max Nm/giri | 158/n.d. |
| Tipo di batteria | ioni di litio |
| Tensione-capacità | 358 V - 37 kWh |
| Pot. max ricarica da colonnine | |
| in corr. alternata | 6,6 kW |
| in corr. continua | 48 kW |
| Tempo max di ricarica | Circa 6 ore (a 6,6 kW) |
| Trazione | anteriore |
| Freni anteriori | dischi autoventilanti |
| Freni posteriori | dischi |
| Traino | non consentito |
| Quanto è grande | |
| Lunghezza/larghezza/altezza cm | 362/165/158 |
| Passo cm | 240 |
| Posti | 4 |
| Peso in ordine di marcia kg | 1175 |
| Capacità bagagliaio litri | 210/880 |
| Pneumatici (di serie) | 165/65 R 15 |
| VELOCITÀ MASSIMA | Rilevata | Dichiarata | |
| 130,2 km/h | 130 km/h | ||
| ACCELERAZIONE | Secondi | Velocità di uscita | Dichiarata |
| 0-100 km/h | 11,4 | 12,7 secondi | |
| 0-400 metri | 18,2 | 123 km/h | non dichiarata |
| 0-1000 metri | 34,8 | 130,2 km/h | non dichiarata |
| RIPRESA | Secondi | Velocità di uscita | Dichiarata |
| 1 km da 40 km/h | 32,1 | 130,2 km/h | non dichiarata |
| da 40 a 70 km/h | 2,9 | non dichiarata | |
| da 80 a 120 km/h | 9,7 | non dichiarata | |
| AUTONOMIA | Rilevata | Dichiarata | |
| fuori città | 320 km | non dichiarata | |
| in autostrada | 153 km | non dichiarata | |
| media | 264 km | 265 km | |
| CONSUMO | Rilevato | Dichiarato | |
| Medio | 6,9 km/kWh | 6,1 km/kWh | |
| FRENATA | Rilevata | Dichiarata | |
| da 100 km/h | 37,9 metri | non dichiarata | |
| da 130 km/h | 68,5 metri | non dichiarata | |
| ALTRI VALORI | Rilevati | Dichiarati | |
| A 130 km/h effettivi il tachimetro indica | 140 km/h | non dichiarata | |
| Diametro di sterzata tra due marciapiede | 9,8 metri | 9,7 metri |




























































































