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Formula 1 2015: il punto dopo i test in Spagna

14 maggio 2015

La due giorni del Montmelò conferma la supremazia Mercedes, ma sono molti i fattori che tolgono significatività ai tempi registrati.

Formula 1 2015: il punto dopo i test in Spagna
COME PATRESE - A stretto giro di posta dal Gran Premio di Spagna di Formula 1, sul tracciato del Montmelò, la due giorni di test non ha fatto che confermare la superiorità della Mercedes: va ricordato, tuttavia, che - con pochi piloti titolari (su tutti Nico Rosberg, che sembra candidarsi al ruolo di macina chilometri che aveva Riccardo Patrese quando alla Williams era Nigel Mansell a fare il bello e il cattivo tempo, un po' come accade ora in Mercedes con il ben più mondano Lewis Hamilton) - non c'è stata la spasmodica ricerca della prestazione, quanto quella dell'acquisizione dei dati.
 
QUE VIVA MEXICO - Lo stakanovista Rosberg ha dominato la prima giornata con un notevolissimo 1'24”374, distaccando il più immediato degli inseguitori (Ericsson sulla Sauber) di più di 2”. Il tedesco ha coperto 146 giri. Valido solo per le statistiche il terzo posto di Raffaele Marciello con la Ferrari: il ventunenne italiano nato a Zurigo si è concentrato, con la consapevolezza di non dovere fare danni, sul nuovo pacchetto aerodinamico che in gara è stato portato al debutto da Vettel; nel secondo giorno, Marciello ha ceduto il volante a Esteban Gutierrez. Il messicano, quest'anno defenestrato dalla Sauber, ha svolto diligentemente il proprio compito sulla falsariga di quanto svolto da Marciello, ma con motivazioni ben più precise: pare sia lui il maggior candidato a uno dei due seggiolini messi a disposizione da Gene Haas per il team che debutterà in Formula 1 l'anno prossimo. Molteplici le implicazioni: un sudamericano in un team statunitense può garantire un forte ritorno d'immagine - senza dimenticare peraltro che Gutierrez è classe '91, quindi decisamente giovane. Va da sé che, oltre al già citato Hamilton, non abbiano girato né Vettel, né Raikkonen per la Ferrari.
 
MASSA CRITICA - Senza grandi problemi, ma con un passo di 2”5 più alto rispetto a Rosberg, i 101 giri inanellati da Kvyat, che è andato a caccia di affidabilità sulla power unit Renault tanto criticata dalla Red Bull. Non positivo, infine, il primo giorno di Felipe Massa sulla Williams: non tanto per il distacco (3”5 non sono comunque pochi), quanto per i soli 54 giri messi insieme. Anzi, il brasiliano ha criticato la scelta di tornare a Barcellona, sottolineando a una rete brasiliana come il prossimo appuntamento, quello di Monaco, sia atipico - e quindi difficile da preparare.
 
PALMER JR. INCALZA - Sono due le facce allegre dei test: la prima è quella della Pirelli, che ha provato a Barcellona evoluzioni per gli pneumatici del 2016; la seconda quella del terzo pilota Lotus, Jolyon Palmer. Quest'ultimo è uno dei non pochi figli d'arte, visto che il padre Jonathan (anzi, il dottor Palmer, com'era chiamato per via della laurea in medicina conseguita) aveva corso con dignità nell'affollata Formula 1 degli anni Ottanta. Palmer jr., con le supersoft, è stato il più veloce della seconda giornata davanti al collaudatore Mercedes Pascal Wehrlein. La sua presenza nella Lotus è stabile, ben più di quanto accaduto a Davide Valsecchi (che pure poteva vantare un curriculum di ottimo livello, visto che era campione uscente in GP2) nel 2013 e a Charles Pic nel 2014, i suoi predecessori: Palmer jr. porta sponsor, ha il piede pesante e un padre che sa come muoversi nella jungla di chi cerca un posto al sole per il prossimo anno. Per converso, tocca al venezuelano Maldonado - che a Palmer non ha voluto cedere la propria auto per le prove del venerdì relative al Gran Premio di Spagna - lo scomodo ruolo di pilota nel mirino: non è un mistero che sia munifico in termini di sponsor, ma è ben difficile che nel 2016 la Lotus si lasci scappare un Romain Grosjean sempre meno sfasciamacchine (come nel 2012) e sempre più pilota di talento.


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Ritratto di PongoII
15 maggio 2015 - 20:14
7
Come ben detto nell'articolo, meno prestazioni e più acquisizioni (dati), vuoi anche perché i test driver in pista hanno girato con l'incubo di danneggiare anche una semplice appendice aerodinamica. L'importante era esserci e farsi notare e, visto l'arrembante ingresso delle "seconde generazioni", i "figli/nipoti di...", la battaglia pare stia spostandosi dal tempo cronometrato al contratto a tempo indeterminato.. I punti e la Storia si registrano nei GP, ed indubbiamente l'appuntamento più ghiotto è tra 10 giorni nel Principato.

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