STAGIONE DIFFICILE - A Lewis Hamilton non è capitato spesso in carriera di finire un Gran Premio con oltre 1 minuto di ritardo dal vincitore. L'anonimo quarto posto nel Gp del Messico occuperà per sempre un posto speciale nel suo album dei ricordi, visto che il pilota inglese ha avuto bisogno di questi dodici punti per laurearsi campione in Formula 1 per la quinta volta in carriera, al termine di una stagione non facile in cui Sebastian Vettel sembrava potesse rubargli lo scettro. Hamilton e la Mercedes però si sono riconfermati (per la scuderia tedesca è il quinto titolo di fila) e hanno regalato al tedesco un'altra delusione, a maggior ragione considerando la grande rivalità fra i due, appaiati fino a ieri con quattro titoli in Formula 1 a testa: Hamilton li ha vinti nel 2008 (con la McLaren) e nel 2014, 2015, 2017 e 2018 (con la Mercedes). Con cinque titoli il pilota inglese eguaglia Juan Manuel Fangio al secondo posto fra i più iridato.

MONZA, LO SPARTIACQUE - Il momento chiave della stagione 2018 per Hamilton è in occasione del Gp d'Italia, una settimana dopo il perentorio successo di Vettel in Belgio. Con quella vittoria il ferrarista si era portato a meno cinque punti in classifica e sembrava aver riaperto i giochi in ottica campionato, tanto da pregustare a Monza un weekend perfetto: le Rosse sono imprendibili e Hamilton deve accontentarsi del terzo miglior tempo. L'inglese però ribalta i pronostici e vince a sorpresa il Gp (complice l'errore al via di Vettel), riportandosi a +30 in classifica e dando una "mazzata" alle aspirazioni di Vettel e della Rossa, che da questo momento in poi vedono scappar via il "filo" della stagione e non riescono più a tenere il passo delle Mercedes: nelle tre gare successive Vettel arriva al traguardo sempre dietro al rivale.

GESTIONE PERFETTA - Dopo la gara di Monza infatti Hamilton fa sue tre pole position sulle quattro seguenti e coglie tre successi di fila, complice una gestione del team talvolta criticata ma sempre efficace. Hamilton infatti sa di avere alle sue spalle una scuderia che raramente commette errori e un compagno pronto ad aiutarlo, come avvenuto nel Gp di Russia, quando Valtteri Bottas si fa da parte e cede a Hamilton il comando della gara, nonostante l'inglese avesse in quel momento 43 punti di vantaggio su Vettel (a fine gara sarebbero diventati 50). La Ferrari invece va in crisi e non ha la fermezza e la determinazione delle Frecce d'Argento. Hamilton inoltre ha vinto il titolo grazie ad una monoposto sembrata non imbattibile a inizio stagione, ma che a differenza della Ferrari è migliorata con il tempo.








