L’attuale delicata situazione geopolitica europea che ha visto la Russia invadere l’Ucraina sta avendo delle ripercussioni in più ambiti, tra cui anche quello del motorsport. Negli ultimi giorni ha suscitato molto clamore il licenziamento del pilota russo della Haas, Nikita Mazepin, che è stato appunto escluso dal team in seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
La FIA aveva concesso ai piloti russi e bielorussi di correre senza bandiera, tuttavia, l’americana Haas ha comunque deciso di procedere alla rescissione del contratto. Mazepin, che chiaramente non ha mandato giù la decisione presa dalla scuderia, ha dichiarato che intende procedere per vie legali, e che, alla luce di quanto accaduto, intende aprire una fondazione con lo slogan “We Compete As One” che ha l’obiettivo di sostenere gli atleti discriminati per ragioni politiche.
Congiuntamente la Haas ha “tagliato” anche lo sponsor Uralkali, la società del padre di Mazepin che finanziava la carriera del figlio in Formula 1. La Uralkali, compagnia russa produttrice ed esportatrice di potassio, in un comunicato stampa diffuso oggi, ha sottolineato che la irragionevole decisione di rompere il contratto è stata presa esclusivamente dalla Haas F1. Per lo stesso motivo, la società intende avviare un procedimento giudiziario chiedendo i danni e la restituzione delle somme già versate per la stagione 2022 di Formula 1.
La Uralkali ha comunicato che il ricavato del rimborso della Haas non sarà utilizzata dall'azienda, ma devoluto per l’istituzione della fondazione di Nikita Mazepin “We Compete As One” in supporto degli atleti.









