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Formula 1: guai in vista per la Haas

Pubblicato 09 marzo 2022

Dopo la scissione del contratto con il pilota Mazepin e la società russa Uralkali, title sponsor del team, questi intendono procedere per vie legali.

Formula 1: guai in vista per la Haas

L’attuale delicata situazione geopolitica europea che ha visto la Russia invadere l’Ucraina sta avendo delle ripercussioni in più ambiti, tra cui anche quello del motorsport. Negli ultimi giorni ha suscitato molto clamore il licenziamento del pilota russo della Haas, Nikita Mazepin, che è stato appunto escluso dal team in seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. 

La FIA aveva concesso ai piloti russi e bielorussi di correre senza bandiera, tuttavia, l’americana Haas ha comunque deciso di procedere alla rescissione del contratto. Mazepin, che chiaramente non ha mandato giù la decisione presa dalla scuderia, ha dichiarato che intende procedere per vie legali, e che, alla luce di quanto accaduto, intende aprire una fondazione con lo slogan “We Compete As One” che ha l’obiettivo di sostenere gli atleti discriminati per ragioni politiche.

Congiuntamente la Haas ha “tagliato” anche lo sponsor Uralkali, la società del padre di Mazepin che finanziava la carriera del figlio in Formula 1. La Uralkali, compagnia russa produttrice ed esportatrice di potassio, in un comunicato stampa diffuso oggi, ha sottolineato che la irragionevole decisione di rompere il contratto è stata presa esclusivamente dalla Haas F1. Per lo stesso motivo, la società intende avviare un procedimento giudiziario chiedendo i danni e la restituzione delle somme già versate per la stagione 2022 di Formula 1. 

La Uralkali ha comunicato che il ricavato del rimborso della Haas non sarà utilizzata dall'azienda, ma devoluto per l’istituzione della fondazione di Nikita Mazepin “We Compete As One” in supporto degli atleti.



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Ritratto di Quello la
9 marzo 2022 - 23:13
Non riesco a dare ragione alla Haas. Mazepin non mi è mai piaciuto come pilota e il fatto che forse un pilota con la valigia me l'ha fatto detestare ancora di più. Ma non condivido queste scelte dichiaratamente politiche contro una persona che altro torto non ha se non quello di essere russo. Cosa pretendiamo? Un'abiura? Ma siamo matti? Il giudice darà torto alla Haas, perché da noi vale il diritto. Dimostriamo di essere superiori: noi non discriminiamo sulla base del sesso, della religione, della lingua, del credo politico, della razza. E nemmeno della nazionalità. Augh! Ho detto! :-)
Ritratto di Oxygenerator
10 marzo 2022 - 08:55
@ Quello la Lei ha ragione. Purtroppo però il paese di provenienza del pilota e dello sponsor ha invaso una nazione pacifica e sta prendendo in giro il suo popolo e tutti noi facendo finta che non sia una guerra. Put-in dev’essere condannato all’oblio dalla storia, per i danni che sta perpretando nei confronti del popolo ucraino e del popolo russo. Democraticamente, trovo giuste tutte le decisioni che portano una pressione al popolo russo che spero si ribellerà al dittatore ritardatario, se non ritardato. Non ultimo anche al vergognoso patriarca kirill che afferma che la guerra è giusta perchè combattono le lobby gay. Questa gente va condannata, in ogni momento e in ogni situazione. Prendono in giro il mondo con pretesti ridicoli da bambini e fanno danni più della tempesta. Vanno eliminati dalla faccia della terra e dalla storia. Sono feccia. Legalmente certo, è ovvio che l’americana Hass abbia torto e pagherà i danni. Ma nonostante ciò, concordo con la decisione della Haas. E con tutte le altre esclusioni, a qualsiasi livello sotto qualsiasi aspetto del popolo russo e del loro paese da qualsiasi forma democratica vigente. Che sia sportiva, economica, sociale. Il popolo russo deve capire e difendere i valori della democrazia, e non permettere più che capiti ciò che spesso gli è capitato, con i vari dittatori che ha poi, imposto al mondo.
Ritratto di fabrizio GT
10 marzo 2022 - 12:23
La Haas non doveva licenziarlo hai ragione! Ma il karma...... Diciamoci la verità se il paparino non fosse quello che è, lui avrebbe guidato lo stesso una formula1? Probabilmente no....
Ritratto di Trattoretto
10 marzo 2022 - 08:29
Scelta dolorosa ma inevitabile. La Russia del dittatore prepotente ha obbligato i Paesi democratici a girare la lancetta della storia indietro di 50 anni almeno. Si torna ai tempi dell'URSS. Loro da una parte a fare da capofila delle dittature nel mondo. Noi dall'altra a difendere le democrazie. Due mondi separati, isolati uno dall'altro. Arriveremo a chiudere le frontiere. Piloti, sponsor e circuiti russi diventeranno un ricordo. E lo stesso capiterà per la Cina. Il dado è tratto.
Ritratto di Mp13
10 marzo 2022 - 09:15
In termini di diritto, in tribunale avrebbe quasi sicuramente la peggio, quindi penso sia corretto prevedere tempi economicamente difficili per la (quasi "italiana") Haas
Ritratto di nik66
10 marzo 2022 - 09:48
probabilmente nei panni della scuderia avrei forse fatto la stessa cosa (a torto o a ragione solo il tribunale lo dirà), è anche vero secondo me che le colpe di una testa di pazzo non devono ricadere su uno sportivo, che però ancora non ho capito se aveva accettato o no di correre senza bandiera e poi ho visto tante persone famose schierarsi pubblicamente contro l'invasione dell'ucraina, ma mazepin proprio non l'ho visto fare nessuna dichiarazione di pace, forse me lo sono perso io... certo è che schierarsi contro un dittatore di questi tempi è un rischio, ma bisogna anche avere il coraggio di esporsi per una giusta causa, considerando anche che quasi tutto il mondo sarebbe dalla tua parte
Ritratto di Gordo88
10 marzo 2022 - 12:59
1
Chiaramente Mazepin ha ragione, ma pensiamo che escludere atleti e piloti dalle competizioni possa far risalire Putin sulle sue posizioni oppure che possa far insorgere il popolo russo come nella rivoluzione di ottobre? Ridicolo oltre che immorale perciò Mazepin ( più precisamente la società del padre) in tribunale spullerà un bel pò di soldi dalle tasche della Haas..
Ritratto di Ridolfo Giuseppe Ignotus
10 marzo 2022 - 14:27
Sinceramente non doveva essere licenziato per questioni politiche, anche se, come pilota, direi che sia una schiappa, se paragonato ad altri drivers; ma questa è un'altra storia.
Ritratto di Velocissimo
10 marzo 2022 - 21:25
Hanno fatto bene a farlo fuori: era uno fermo, non era idoneo alla F1. Poi sul fatto che sia russo o meno, poco importa. Lo sport dovrebbe comunque starne fuori da tutto, anche se, a ben guardare è sempre stato così. Olimpiadi di Mosca 1980 boicottaggio USA; Olimpiadi Los Angeles 1984 boicottaggio URSS.
Ritratto di Lorenz99
10 marzo 2022 - 21:52
SOLITE MEZZE VERITÀ DI FACCIATA. MAZEPIN PADRE ERA DISPOSTO A PAGARE LO STIPENDIO DEL FIGLIO,PUR RINUNCIANDO ALLA SPONSORIZZAZIONE (BRICIOLE PER LUI). MA HAAS HA SUBITO PRESSIONI DAL DIPARTIMENTO DI STATI USA PER NON AVERE UN PILOTASENZA BANDIERA, MA PUR SEMPRE RUSSO. ORA SAREBBE BELLO SAPERE DA HAAS, CHI METTE I SOLDI RESTANTI DI MAZEPIN CHE NON INCASSERANNO. NON CREDO MAGNUSSEN POSSA PORTARE GROSSI SPONSOR. SPIACE PER IL PAGANTE,MA NON CREDO SIA POTUTO DURARE TANTO IN F1, A MENO DI NON RILEVARE IL TEAM.

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