RITORNO AL PASSATO? - L’esito negativo dei test pre-campionato di Formula 1 hanno accentuato la gravità dei problemi che la McLaren si trova a risolvere, a causa del motore Honda che rimane il più vulnerabile del lotto. La scuderia inglese non ha mai dato l’impressione di poter raggiungere i livelli di Ferrari e Mercedes, ad oggi i team con le monoposto più veloci, complici le numerose rotture e la scarsa affidabilità della power unit Honda: dal 27 febbraio al 2 marzo la McLaren ha effettuato regolarmente meno giri delle scuderie più competitive, stabilendo un miglior tempo superiore di quasi 3 secondi al record di Kimi Raikkonen. In squadra si respira un certo malcontento e affiorano ipotesi di cambiamenti radicali, a partire dal ritorno alle power unit della Mercedes, che la McLaren aveva utilizzato fino al 2015 e al suo accordo con la Honda: oggi il team è l’unico nel circus ad utilizzare i motori della casa giapponese.
QUESTIONE ECONOMICA - La clamorosa indiscrezione è stata riportata da Sport Bild. Secondo quanto raccolto dalla testata, uno fra i principali azionisti della McLaren Technology Group (l’azienda che controlla il team di Formula 1), Mansour Ojjeh, avrebbe contattato la Mercedes per valutare la possibilità di utilizzare le sue power unit, ovvero il complesso gruppo motore a benzina-sistema ibrido che muove le Formula 1. La Mercedes, sempre stando alle indiscrezioni, non avrebbe risposto in maniera negativa. Se l'accordo dovesse andare in porto non sarebbe operativo prima della stagione 2018. Nel frattempo il team inglese dovrà elaborare una strategia d’uscita, dal momento che l’accordo con la Honda è molto strutturato: la casa giapponese fornisce gratuitamente i propri motori e contribuisce a finanziare il bilancio del team, che rimane privo di uno sponsor principale dal 2013. La McLaren, nel caso di un’intesa con la Mercedes, dovrà trovare anche i fondi per acquistare le power unit.


















