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Alonso, un uomo un genio

28 settembre 2010

Lo spagnolo tra Monza e Singapore è stato perfetto cancellando gli errori anche pacchiani commessi nel corso della stagione. E sta finalmente dimostrando tutte le sue qualità.

ALONSO COME SCHUMI - “Un uomo di genio non fa mai errori. Perché i suoi sbagli sono la soglia di nuove scoperte”. Se Fernando Alonso avesse letto James Joyce, avrebbe potuto rispondere così a chi, alla vigilia del GP di Singapore, gli rinfacciava i punti persi per strada dalla Ferrari in questa stagione, anche per colpa sua. “Ne ho fatti tanti di errori”, ha invece replicato ironico con il mascellone protruso dei momenti di grande irritazione o grande gioia. “E ne farò ancora, state sicuri”. Ma gli errori dei geni, ed è ormai evidente che Alonso è un genio della guida, non sono come gli errori dei comuni mortali, o dei piloti che hanno – semplicemente – talento. Un genio non si limita ad analizzare il problema: ti fornisce anche la risposta. La risposta di Alonso, fra Monza e Singapore è stata semplicissima: vincere. Due gare perfette, spietate, inavvicinabili. “Ho provato a mettergli pressione, ma non ha commesso errori”, ha detto domenica sera Sebastian Vettel, il bello e incompiuto di questo mondiale. Pole, partenza lancia in resta per rintuzzare l’attacco del tedeschino, poi una serie di giri veloci senza una sbavatura, fino alla vittoria, come se il riflesso della Red Bull costantemente presente nello specchietto non fosse una minaccia, ma un trampolino. Una gara alla Schumi dei bei tempi. Qualcuno ha detto, anche, che il genio non è altro che attenzione continua.

Alonso 2 ferrari singapore 2010
Una fase della gara di Singapore che Alonso ha dominato dall'inizio alla fine.


UN VERO MOTIVATORE
- Alonso quest’anno di errori ne ha commessi, ma è sempre riuscito a trasformarli in benzina per il successo. Si è installato a modo suo a Maranello, spiegando all’ex-beniamino Felipe Massa che doveva farsi più in là. Non ha mai pianto nei momenti difficili, ha sempre sostenuto, coperto, pungolato la squadra. Ha riconosciuto le proprie lacune e aiutato la squadra a colmare il gap tecnico con la Red Bull. Come il suo grande connazionale Rafael Nadal sa fare alla perfezione nel tennis, è riuscito a trasformare la difesa in attacco. A motivare la Ferrari quando forse nemmeno la Ferrari credeva più in questo Mondiale, mirando a un obiettivo che gli altri neppure vedevano. E colpendolo in pieno (“Il genio è colui che vede dieci cose dove gli altri ne vedono una”, Ezra Pound).

F1 ferrari alonso stella silverstone
Alonso a colloquio con Andrea Stella, suo ingegnere di pista.


REMONTADA POSSIBILE
- Ha intuito che la remontada era possibile quando tutti piangevano sulle sue partenze ciccate. E adesso continua a guardare avanti, mentre tutti stappano felici lo spumante. Perché chi ha talento fa ciò che può fare, il genio fa sempre quello che bisogna fare. “La lotta è ancora dura, siamo ancora in cinque ad avere le stesse chance. Webber è ancora davanti, bisogna continuare a recuperare. Nelle prossime quattro gare chiunque può vincere, ma basta un errore e sei fuori. Dobbiamo restare concentrati e sperare di non farne. Non so se basterà per vincere il titolo ad Abu Dhabi, ma statene certi, lotteremo fino alla fine”. Gli davano del patetico o del visionario, quando mesi fa, dal basso della depressione ferrarista, urlava “We can”, gridava che questo Mondiale si poteva ancora acchiappare. Sembrava una follia, prima di Monza e Singapore. Non sapevano, come ha detto una volta un vecchio signore danese, che “il genio non desidera mai ciò che non esiste”.

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Ritratto di Chicolatino
29 settembre 2010 - 12:45
che la Forza sia con Te!!!!! e con Obi wan......la tua si che é una vera guerra stellare di nervi !!!!!!

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