Le automobili nuove costano sempre di più e la corsa al rialzo dei prezzi pare inarrestabile. Un bel grattacapo, per chi intende cambiare macchina e ne vorrebbe una fresca di fabbrica. Colpa dell’inflazione? Dell’aumento costo del lavoro? Senza dubbio, ma la crisi economica c’entra fino a un certo punto: le vetture di ultima generazione, infatti, sono più costose rispetto al passato anche per via di un maggior livello di sofisticazione e di una dotazione di accessori più ricca. Ma tutti quei dispositivi che fino a qualche anno fa non esistevano, o erano appannaggio esclusivo delle auto di lusso, sono davvero necessari nella guida di tutti i giorni? Semplificare gli equipaggiamenti delle auto, potrebbe consentire ai costruttori di dare una sforbiciata ai listini?

Domande che traggono spunto da una notizia giunta la scorsa settimana dagli Stati Uniti: State, giovanissima startup in cui c’è anche lo zampino di Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, vuole lanciare sul mercato un grande pick-up elettrico al prezzo di 20.000 dollari (qui per saperne di più). Al cambio attuale (naturalmente tenendo da parte ogni eventuale discorso relativo ai dazi), sono meno di 18.000 euro, che in Italia, per fare un confronto, è più o meno la cifra da mettere in conto per portarsi a casa una Fiat Grande Panda ibrida nell’allestimento “base” Pop. Che non prevede dispositivi oggi dati praticamente per scontati, come il sistema multimediale con schermo touch-screen, il cruise control e gli alzavetro posteriori elettrici.

Se agli accessori appena citati è difficile rinunciare per la gran parte degli automobilisti, nelle auto di oggi molti altri sono quantomeno superflui e, in ogni caso, inutili ai fini della sicurezza e del comfort. Una plancia con strisce di luci soffuse che si estendono nei pannelli delle porte e possono cambiare diversi colori fa sicuramente scena, così come quei maxi schermi che troneggiano su consolle in cui, fino a non molto tempo fa, erano presenti dei semplici tasti. Fuori moda, in tempi in cui la gara sembra essere a chi ha il display più grande, personalizzabile e reattivo? Può anche darsi, ma c’è una contropartita che non tutti gradiscono: per gestire operazioni quotidiane come la regolazione del climatizzatore, per esempio, bisogna distogliere lo sguardo dalla strada, e i costi di sviluppo dei software, sempre più avanzati, si ripercuotono sul prezzo finale dell’auto.

Merita un discorso a parte la sicurezza: dispostivi come l’avviso anti-colpo di sonno, il mantenimento in corsia e la frenata automatica d’emergenza, divenuti obbligatori dall’estate scorsa per tutte le auto nuove vendute nei paesi europei, si sono sì tradotti in un aumento dei prezzi di listino, ma riducono il rischio di incidenti. Peccato che questi pur utilissimi sistemi equipaggino vetture in cui, ormai, le fonti di distrazione non si contano sulle dita di due mani. Certo, le auto di oggi sono progettate per mettere una pezza sugli errori umani “in tempo zero”. Ma, molto banalmente, il fatto di poter contare sulla guida semiautonoma, che consente di regolare la velocità in base a quella dei veicoli che precedono, restando al centro della carreggiata, non dovrebbe autorizzare nessuno a togliere le mani dal volante, mangiare un panino o usare il telefonino. Così non solo si perde il piacere di guidare, ma si diventa un pericolo per sé e per gli altri. Con buona pace del progresso tecnologico incondizionato e delle più evolute intelligenze artificiali.




















































































