NEWS

Addio fedeltà automobilistica: ecco perché gli italiani tradiscono

Pubblicato 17 luglio 2026

Un italiano su due è pronto a comprare un marchio mai sentito prima. E tra chi guida elettrico, la "fedeltà" è ormai un ricordo del passato.

Addio fedeltà automobilistica: ecco perché gli italiani tradiscono

UNA VOLTA ERANO FEDELI

Ricordate i nostri nonni? Comprare un’auto non era solo una scelta pratica, era una sorta di patto di sangue. Negli anni d’oro della motorizzazione, tra i '60 e i '70, l’identità tecnica di una casa era il suo biglietto da visita: il ruggito di un bialbero Alfa Romeo o il comfort regale di una Lancia erano mondi distanti e inconciliabili. Una volta scelta una "parrocchia", difficilmente la si abbandonava per tutta la vita, o quasi. Oggi, però, quel romanticismo meccanico ha lasciato il posto a una pragmatica volatilità.

I NUMERI DEL "TRADIMENTO"

Secondo i dati dell’ultimo New Brand Observatory 2026 di Quintegia, il panorama automobilistico italiano è diventato un affollato mercato dove i marchi storici (i cosiddetti "legacy brand") devono sgomitare sempre di più. Nel 2026, i nuovi marchi emergenti presenti nel nostro Paese sono già 22, un numero destinato a salire ad almeno 33 entro il 2030.

Ma il dato che più fotografa il cambio di mentalità è la propensione all’acquisto: il 47% dei consumatori italiani dichiara di essere disposto a prendere in considerazione un brand emergente e ancora poco noto. Un trend in costante crescita, se si pensa che questa percentuale era del 41% solo due anni fa. Insomma, quasi la metà di chi entra in concessionaria non ha più pregiudizi verso nomi come BYD, Omoda, Jaecoo o MG.

L’ELETTRICO ACCELERA LA FUGA

Se nel mercato globale la fedeltà vacilla, nel settore delle auto elettriche (BEV) è letteralmente crollata. Lo studio rileva che tra i possessori di auto a batteria, la disponibilità a cambiare rotta verso nuovi marchi sale vertiginosamente al 73%. Chi sceglie l’elettrico sembra dare più importanza al software, all’autonomia e alla tecnologia di bordo che allo stemma sul cofano.

I nuovi costruttori, spesso nati "nativi digitali", riescono a intercettare questa domanda con un’offerta aggressiva, concentrata soprattutto nei segmenti che piacciono agli italiani: i suv compatti (c-suv) e medio-grandi (d-suv), dove i modelli elettrificati dei nuovi brand arrivano a essere oltre 20 per segmento.

ANCHE I CONCESSIONARI CAMBIANO PELLE

Non sono solo i clienti a guardarsi intorno. Anche chi le auto le vende ha capito che il vento è cambiato. Su oltre 900 imprenditori concessionari attivi in Italia, ben il 58% oggi rappresenta almeno un nuovo marchio emergente, un balzo netto rispetto al 46% dell’anno precedente. Diminuisce drasticamente la quota di chi rimane fedele esclusivamente ai marchi storici: dal 54% al 42% in un solo anno. 

Molti dealer hanno scelto la strada del "multibrand 2.0": il 40% delle strutture oggi ospita sotto lo stesso tetto sia i giganti della tradizione sia le agguerrite startup asiatiche o europee. Addirittura, il 18% dei concessionari ha deciso di tagliare i ponti con il passato, vendendo esclusivamente marchi di nuova generazione.

COSA CI ASPETTA?

La frammentazione è la nuova parola d'ordine. Se una volta i marchi storici dominavano il campo con quote bulgare, oggi i 22 nuovi brand già presenti in Italia hanno rosicchiato una fetta di mercato complessiva del 7,6%. Con l'arrivo previsto di altri 11 marchi entro il 2030 (tra cui nomi pesanti come Geely, Xpeng o la coreana Genesis), la competizione diventerà feroce.

Per i consumatori è un'epoca d'oro di scelta e prezzi competitivi (si parte da circa 25.000 euro per i modelli NEV d'ingresso), ma per chi è cresciuto a "pane e pistoni" resta un pizzico di nostalgia. L'auto non è più un matrimonio celebrato in officina, ma una relazione a breve termine basata sul miglior rapporto qualità-prezzo e sull'ultimo aggiornamento software disponibile.



Aggiungi un commento
Ritratto di Ultimojedi
17 luglio 2026 - 14:17
Come dev'essere SEMPRE quando c'è circolazione di denaro. "Vedere camme1lo, ecco soldi". Ciao.
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:13
Bravo.
Ritratto di Ultimojedi
17 luglio 2026 - 21:19
Grazie
Ritratto di Quello la
17 luglio 2026 - 14:28
Per me non è (ancora) così. Un’auto ha valori che vanno al di là del prezzo, perché di questo si parla. Inutile nasconderlo: per me il marchio vale quel millino di differenza. Perché sono convinto che dietro lo stemma ci sia qualcosa di impalpabile ma anche di solido. E, onestamente, non riesco più a stare dietro non dico ai vari modelli, ma nemmeno ai marchi nuovi. Questo ad oggi e per me. Poi, quando sarà effettivamente il momento di comprare… beh, vedremo.
Ritratto di zottto
17 luglio 2026 - 15:06
C’è ancora tanta gente che compra Fiat quando di Fiat non c’è più niente, e questi pensano di darla a bere con articoli propaganda China.
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 17:39
Ci sono marchi e marchi. Tantissimi marchi oggi sono snaturati. Perchè dovrei essere fedele a Alfa Romeo comprando una Junior se l'auto in questione contraddice tutto ciò che Alfa Romeo ha rappresentato? Non è sportiva, è un furgoncino, non è fatta in Italia, il motore non è italiano... E allora: compro altro!
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:14
Bravo.
Ritratto di GG64
17 luglio 2026 - 20:41
Ottima riflessione...alvolante...ascolta la voce della verità ... prima di scrivere baggianate!!!
Ritratto di Mordecai19
17 luglio 2026 - 14:30
Epoca d'oro per i consumatori? Vendono cinesate a batteria pensati per durare 5 anni a 25k € e sarebbe l'epoca d'oro? L'epoca d'oro era ai tempi delle prime panda, era già sulla via del tramonto nella prima decade del 2000. Follia che si cerchi di far passare per normale far fuori quasi un anno di mensilità per un cassone cinese a pile.
Ritratto di system_error
17 luglio 2026 - 14:43
infatti, epoca d'oro per nessuno casomai con prezzi inventati, servizi post vendita inesistenti e obbligati dalla casa madre, affidabilità e qualità scomparsi dal dizionario, concorrenza sleale, outsourcing di fabbriche e lavoro a paesi del terzo mondo...
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:14
Bravo.
Ritratto di Challenger RT
18 luglio 2026 - 02:46
Medioevo automobilistico, senza offendere il Medioevo! Oggi in base a quello che offre il lunghissimo ma desolante listino italiano per avere un’auto (benzina) decente devi spendere un minimo di 58.000 euro per una Ford Mustang o di oltre 80.000 per una BMW M2. E in più versare la tangente del superbollo ai ladri ignoranti che ci governano! Il resto ridicole 3 cilindri, vere o false inutili ibride e soprattutto elettrodomestici senza arte né parte venuti al mondo come cloni di conigli cinesi giocattolo
Ritratto di Volpe bianca
17 luglio 2026 - 14:36
Sì è fedeli se si mantengono i requisiti per continuare ad esserlo. I marchi storici ormai sono quasi tutti spariti, sono rimasti solo i nomi.
Ritratto di Challenger RT
18 luglio 2026 - 02:47
Anche la Paperari con la Duce si è abbastanza sputtanat@
Ritratto di Il Bavarese
17 luglio 2026 - 14:45
Io leverei quel neretto al "prezzi competitivi" dell'ultimo capoverso. Anzi, leverei proprio competitivi: non e' che visto che altri hanno alzato il listino fino alla follia, allora questi qui sono competitivi. Piuttosto, scrivete "prezzi normali".
Ritratto di zottto
17 luglio 2026 - 15:02
Che fesseria. Articolo mascherato pro China, studiate delle migliori alternative se volete essere credibili!
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:15
Ci sono marchi europei meno costosi (Dacia), oppure basta comprare auto a km 0.
Ritratto di serginolatino
17 luglio 2026 - 15:02
In casa Stellantis sei costretto a cuccarti il solito 1.2 a 3 cilindri tanto discusso, in dotazione alla stessa auto con lievi modifiche a seconda del marchio. Stessa cosa in casa VW & co., dove il motore é il 1.5 benzina 4 cilindri. Motori Diesel ormai troppo delicati e a rischio di prossimi blocchi, visto l'orientamento della classe politica europea. L'ibrido Toyota é sicuramente ottimo, ma è scelta obbligata anche sul loro modello entry level, spingendone il prezzo oltre i 20K. La questione prezzo è comune a tutta la produzione europea, coreana e giapponese. Solo i cinesi oggi propongono prodotti per la massa a prezzi sufficientemente abbordabili. Non mi sembra una gran bazza, né come scelta, né come prezzi.
Ritratto di shpartalloj harabela
17 luglio 2026 - 15:32
1
fanno bene, poi quando si ritroveranno a far parte dei 726mila disoccupati (vedi articolo precedente) si renderanno conto di quello che ha causato a loro stessi questa scelta
Ritratto di Andre_a2
17 luglio 2026 - 15:41
Sicuramente non sono uno di quelli fedeli a vita a un marchio: anche se mi sono trovato bene con una macchina, per la successiva voglio provare qualcosa di diverso. Però nuovi brand anche no, grazie, preferisco che sia qualcun altro a fare da beta tester. Ho avuto una Tesla, ma ormai penso che pure lei possa essere considerata come un marchio tradizionale, o quasi.
Ritratto di Trattoretto
17 luglio 2026 - 17:29
Tesla è il marchio più tradizionale di veicoli elettrici.
Ritratto di PONKIO 78
18 luglio 2026 - 20:27
Trattoretto anche la Lamborghini per i trattori…LACCATTATEVILLO…..
Ritratto di fastidio
17 luglio 2026 - 16:27
10
Sarò un'eccezione, oltre al marchio io sono fedele addirittura al modello: E30 320is, E36 318tds touring, E46 318ti compact, E91 318d touring, F31 320d touring sport e ora G21 320d touring Msport. Oltre a queste sono passate anche E39 520i, Z3 1900, E24 635 csi oltre a Mini Cooper D R56 e Mini Cooper S F56. Difficilmente cambierò marchio in futuro, di certo non mi sfiora il pensiero di prenderne uno emergente.
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 16:34
Ma l'importante è vendere 100.000 Pandina. A chi interessano gli altri 1,45 mln? Avanti così.
Ritratto di fabrizio GT
17 luglio 2026 - 17:04
Chissà cosa succederà quando smetteranno di venderla...
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 18:26
Ma poi la sola Pandina prima che le elettriche superassero la soglia del 10% (e che a sto punto mi sa non torneranno più indietro, vedi in primis x Hormuz) vendeva più di tutte le bev messe insieme :)))
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 18:33
Chiesto all'amico digitale ed è venuto fuori che --Dal suo lancio sul mercato italiano avvenuto a settembre 2022 a oggi (metà 2026), in Italia sono state vendute complessivamente circa 5.000 unità di MG4 EV (incluse le primissime immatricolazioni della nuova variante MG4 Urban).-- Praticamente Pandina quel venduto lo fa in max 3 settimane (spesso più in sole 2) ; oh ma denigriamo pure i numeri della Pandina eh... :))))
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 18:49
Solo che Pandina si ferma al Brennero. MG4 la vendono in altri 30/40 paesi del mondo :-))))
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 19:12
Appunto. Finire per fare gli stessi numeri una coi costi di distribuzione ridotti a proporla ad un bacino di 60mln di abitanti (e senza alcun aiutone da incentivi oltretutto, eh) e l'altra, invece per fare magari gli stessi numeri dover ricorrere a 8mld di persone (gra bisarche, costi di concessionarie, ecc,ecc,)... Tipo come se il (non)blockbuster hollywoodiano a distribuzione mondiale finisse per fare gli stessi spettatori del film che mio cugino ha fatto con lo smartphone e proiettato al garage di casa sua :))))))
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 22:03
Evidentemente MG4 la possono proporre sul mercato mondiale a differenza di Pandina. Una se in un mercato va male può recuperare in altro 20. L'altra stagna nelle sue vendite e bacia per terra che stagna. Se prossimo anno cala ciaone si chiude tutto l'anno dopo e si fa una conferenza stampa per annunciare il museo. È tanta la differenza fra le due cose.
Ritratto di forfElt
18 luglio 2026 - 06:18
E sempre là andiamo a finire: un'auto proponibile (e proposta) pari-pari in tutto il globo, poi di fatto finisce in tutto per raccogliere in vendite quanto (all'incirca) una che praticamente solo in un mercato trova proponibilità, e anzi quasi-quasi manco più in quello quasi :) Ora fra poco vuoi vedere che andremo a finire che tipo "successo mondiale di vendita!" = fare gli stessi numeri di un' (altra) auto che l'hanno persino ufficialmente ritirata da TUTTI i mercati? :)))))
Ritratto di Lodgyone diselone
17 luglio 2026 - 22:58
La mg4 si ferma ben prima per esaurimento pile
Ritratto di Vinbroken
17 luglio 2026 - 17:03
Se sei affezzionato alla portiera cigolante vai su fiat che usa le stesse cerniere da quando è nata e vai sul sicuro
Ritratto di GG64
17 luglio 2026 - 20:46
Però trovi spareparts. X le cinesi con apertura automatica trovi forse la portiera intera. Scherzo!!!
Ritratto di Tistiro
17 luglio 2026 - 17:22
Il consumatore non è del tutto scemo, come fa ad essere fedele a fiat se fiat non esiste piu? Come fa ad essere fedele a un prodotto nazionale se il prodotto è costruito in africa?
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:19
Come si fa ad essere FEDELI alla FIAT con tutti i soldi che ha preso in Italia dai vari governi?
Ritratto di Trattoretto
17 luglio 2026 - 17:34
Mah, io prima definisco le specifiche che l’auto deve avere (e non credo di essere l’uno a farlo). Tra queste c’è sicuramente la disponibilità di ricambi e officine competenti. Quindi i marchi e gli stabilimenti nazionali, europei, e giapponesi (nell’ordine) son sempre favoriti.
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:20
Bravo.
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 17:37
Giusto così. Per esempio, una Alfa Romeo era: costruita in Italia, sportiva, con motore italiano... Poi mi fai la Junior che contraddice TUTTO ciò. E allora diciamocelo: la gente non è più fedele ai marchi perchè, per primi, i marchi non sono fedeli a loro stessi.
Ritratto di Tistiro
17 luglio 2026 - 20:10
Già
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 17:42
A proposito delle concessionarie "non fedeli": da casa mia, la concessionaria più vicina (300 metri) è Dongefeng / BYD (prima era Hyundai? Citroen? una roba del genere...). 20 metri più giù, monomarca Geely (con annessa officina Geely e Zeekr). 30 metri più giù, un multimarca enorme con un pasticcio di brand "noti" dentro (Jeep, Hyundai, ecc... anni fa era uno splendido monomarca VW). A un km da casa, altro monomarca, stavolta MG. Sono letteralmente "assediato" da brand cinesi.
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 20:21
Un antico proverbio cinese dice "se sei assediato da marchi cinesi, magari sei in Cina."
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 20:27
Eheh... Roma sud...
Ritratto di Trattoretto
17 luglio 2026 - 21:31
Se non è la montagna che va da cinesetto, è cinesetto che va alla montagna. Altro verso del libro di proverbi cinesi.
Ritratto di Lodgyone diselone
17 luglio 2026 - 22:59
Abiti in una bella zona di merd@ amico mio
Ritratto di giocchan
18 luglio 2026 - 00:41
Non particolarmente. Evidentemente c'è del vero quando scrivono "Su oltre 900 imprenditori concessionari attivi in Italia, ben il 58% oggi rappresenta almeno un nuovo marchio emergente"
Ritratto di AZ
17 luglio 2026 - 18:42
Ho sempre cambiato marchio perché quello che conta per me è il rapporto qualità/prezzo, oltre alla solidità del marchio stesso. Le nuove startup e simili possono anche essere più innovative, ma non sono affatto solide. Il rischio fallimento è reale. Vale anche per le case tradizionali, ma se fallisse Volkswagen lo sfortunato acquirente avrebbe comunque una Volkswagen (con tutti i pezzi di ricambio facili da trovare), se fallisse Lucid avrebbe un grosso fermacarte con 4 ruote costato decine di migliaia di euro e schifato da tutti.
Ritratto di Trattoretto
17 luglio 2026 - 21:33
Io ho cambiato più per sfizio, ma sempre rispettando le specifiche del prodotto che mi serviva.
Ritratto di Trattoretto
17 luglio 2026 - 21:38
Per esempio, cercavo un’auto piacevole da guidare e presi la Giulia. Una affidabile, che consuma poco, con un minimo di comfort, e presi la Corolla. Prima ancora presi il RAV per il traino della barca. Ora invece cerco una citycar perché non voglio stressarmi in città e faccio quasi sempre tragitti corti in urbano.
Ritratto di alvolanaftonee
17 luglio 2026 - 18:51
4
"Chi sceglie l’elettrico sembra dare più importanza al software, all’autonomia e alla tecnologia di bordo che allo stemma sul cofano".... questo conferma che di auto non capisco un calzo.
Ritratto di GG64
17 luglio 2026 - 20:48
Anche chi lo ha scritto
Ritratto di Alexspc79
17 luglio 2026 - 18:57
13
Continua la frase
Ritratto di Scarpuz_24
17 luglio 2026 - 19:38
Peccato... io resterò fedele, o italiane o italiane. Se proprio tedesche.
Ritratto di Lodgyone diselone
17 luglio 2026 - 23:01
Quindi giri in Ferrari, Lambo o Dr? Perché quali sarebbero le altre italiane?
Ritratto di alex_rm
17 luglio 2026 - 20:35
il potere di acquisto degli italiani e diminuito e le auto cinesi costano molto meno percio vendono, anche se le mg sono pessime cosi come sono pessime tutte quelle importate da dr e rimarchiate con vari marchi.forse sono migliori le geely,link,volvo cinesi e byd
Ritratto di piotreilic
17 luglio 2026 - 21:38
Purtroppo molte case automobilistiche fanno di tutto per farti scappare via, vedi FORD, hanno eliminato tutte le vetture che potevano essere acquistate e messo al loro posto degli obrobri elettrici. Se uno aveva una focus cosa deve prendere per rimanere nella stessa categoria? La Kuga sarà pure la più eceonomica della sua categoria ma è brutta, alla Puma fra un po' tolgono pure il volante. C'erano vetture come Fiesta ed ecosport che avevano la loro fetta di mercato ma tutte via. Dopo Mondeo, Galaxy, Fiesta, Ecosport e Puma mi sa che Ford perderà l'ennesimo cliente.
Ritratto di 19andrea81
17 luglio 2026 - 22:04
Mi sembra ovvio,chi comprava una macchina europea prendeva una motorizzazione diesel - prezzo giusto,pieno in 2 minuti e 1000km di autonomia. Ora se voglio una auto europea la scelta quale è? Prezzo alto, motore 3 cilindri con quasi la metà dell'autonomia,meno affidabile,meno coppia motrice, qualità generale più bassa. E se voglio elettrico? Le europee costano tanto quindi scelta facile/obbligata
Ritratto di TDI_Power
17 luglio 2026 - 22:42
Diesel costava relativamente poco, consumava poco e ti portava ovunque dalla pianura alla montagna e senza Fap Adblu durava 10-20anni con la giusta manutenzione.
Ritratto di CR1
18 luglio 2026 - 06:16
I primi a capire che il mercato non è legato ai vecchi sono i concessionari, che non gli interessa di vendere il marchio e il prestigio ma solo di vendere!
Ritratto di Ennio78
18 luglio 2026 - 06:58
Fedeli al risparmio. Francia o China purché se magna.
Ritratto di Lorenz99
18 luglio 2026 - 07:19
PRIMA CHE IL CONSUMATORE È CAMBIATO IL PRODUTTORE. PRIMA OGNI BRAND SI RITAGLIAVA LA SUA NICCHIA E LA SUA CLIENTELA. OGGI TUTTI FANNO TUTTO E SENZA PERSONALITÀ. PRIMA SE VOLEVI CONFORT PRENDEVI CITROEN E BASTA. SE VOLEVI LUSSO E COMODITÀ PRENDEVI MB, SE VOLEVI ABITABILITÀ PREZZI ACCESSIBILI E MOTORI AFFIDABILI PRENDEVI FIAT, SE VOLEVI IBRIDO TOYOTA,SE VOLEVI SICUREZZA E ROBUSTEZZA VOLVO, SE VOLEVI IL SUV RANGE ROVER, SE VOLEVI UNA GUIDA APPAGANTE ALFA. ADESSO ABBIAMO STELLANTIS CHE FA 15 MARCHI ED UN SOLO MOTORE PER TUTTI.STILI SEMPRE PIÙ SIMILI TRA LORO. PREZZI FOLLI E COSTI DI MANUTENZIONE E RIPARAZIONE ASSURDI CHE SPINGONO AL NLT. E COL NLT L'AUTO DA PRODOTTO DIVENTA SERVIZIO, E PER IL SERVIZIO PUNTO A CHI MI DA LA RATA MIGLIORE E NON MI LEGO NE ALL AITO IN SE NE AL BRAND, COME SE FOSSE IL GESTORE TELEFONICO. POI QUANDO I CARBURANTI COSTAVANO POCO E I VOLI ERANO MENO DIFFUSI L'AUTO ERA COMPAGNA DI VIAGGI ED AVVENTURE CHE TI LEGAVANO AD ESSA.
Ritratto di Lorenz99
18 luglio 2026 - 07:24
MA.ANCHE I CONCESSIONARI ,NON SI ILLUDANO TROPPO CON I CINESI. QUESTI CINSICURO CERCHERANNO DI FARLI FUORI, PUNTERANNO A VENDERLE DIRETTAMENTE ON LINE E ESSENDO ELETTRICHE UNA BOLTA L'ANNO TE LAMRIDANNO NUOVA SBARCATA DALLA CINA E LA MANUTENZIONE LA FANNO IN CINA E LE RIVENDONO SU ALTRI MERCATI, E SE HAI UN GUASTO TE LA CAMBIANO, CREAREANNO UN PORTALE TEMU A 4 RUOTE DOVE PRATICAMENTE IL RAPPORTO SARÀ DIRETTO TRA LORO E IL CONSUMATORE.
Ritratto di Bimmer79
18 luglio 2026 - 16:56
Epoca d'oro quella in cui tocca spendere minimo 20k per un'utilitaria dalla dotazione scarna? Ok.
Ritratto di ziobell0
18 luglio 2026 - 18:21
La fedeltà, un marchio se la deve meritare. I tedeschi ancora ancora, bene i giapponesi e i coreani, sempre coerenti, il resto delle europee sarà spazzato via dalle cinesi

VIDEO IN EVIDENZA