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I motori di una volta duravano di più? I test dell'epoca smentiscono

Pubblicato 03 settembre 2026

Tra bielle fuse, testate crepate a pochissimi chilometri e alberi a camme da buttare, il confronto con i tanto criticati motori moderni riserva non poche sorprese.

I motori di una volta duravano di più? I test dell'epoca smentiscono

INDIETRO NEL TEMPO

Oggi siamo abituati a pretendere che una vettura percorra centinaia di migliaia di chilometri senza battere ciglio, tanto che quando un motore moderno mostra un difetto di progettazione - come nei noti casi dei propulsori con cinghia di distribuzione a bagno d'olio di Stellantis (i PureTech) o Ford - gli automobilisti gridano meritatamente allo scandalo. Ma siamo davvero sicuri che in passato le auto fossero più robuste, come qualcuno sostiene?

Per rispondere a questa domanda, il sito francese Caradisiac ha ripreso i test a lungo termine (da 50.000 a 75.000 km) che la storica rivista d'Oltralpe L'Auto-Journal effettuava negli anni '70 e '80. I giornalisti dell'epoca acquistavano le vetture in completo anonimato per evitare trattamenti di favore da parte dei costruttori, le sottoponevano a utilizzi intensivi e poi le smontavano pezzo per pezzo. I risultati emersi da questo archivio storico sono a dir poco sorprendenti e sfatano del tutto il mito della "perfezione retrò".

renault 5 1972

Nella foto qui sopra la Renault 5.

I CASI CONCRETI: QUANDO I MOTORI SI ROMPEVANO SUBITO

Rileggendo i diari di bordo di quelle prove d'altri tempi, emerge una sfilza di guasti gravi che oggi definiremmo semplicemente inaccettabili.

Renault 5 TL (1972)

Una delle utilitarie più amate di sempre ha visto cedere la propria testata ad appena 9.963 km.

Citroën CX 2000 (1975)

Nonostante la fama di vettura comoda e dal motore "indistruttibile", al termine del test di 50.000 km la vettura ha richiesto la sostituzione completa dell'albero a camme e di tutte le fasce elastiche (la segmentazione). All'epoca la rivista non gridò al miracolo negativo, ma si limitò a calcolare freddamente il costo delle riparazioni.

citroen cx 1974

Nella foto qui sopra la Citroën CX.

Peugeot 505 STI (1980)

Equipaggiata con il celebre motore a 4 cilindri "Douvrin", considerato un mostro di robustezza. Eppure, a causa di una perdita d'olio, il motore ha fuso una biella a soli 8.746 km, costringendo a una sostituzione totale del propulsore in garanzia.

Peugeot 505 GTD Turbo (1984)

Sottoposta a un test di 75.000 km. Il suo motore diesel Indenor, ritenuto all'epoca un mulo capace di macinare chilometri all'infinito, ha mostrato i suoi limiti: a 61.463 km ha bruciato la guarnizione della testata. Ma la vera sorpresa è arrivata allo smontaggio finale a 75.000 km, dove i tecnici hanno trovato camere di combustione e teste dei pistoni completamente fessurate. Un danno che avrebbe messo fuori uso il motore di lì a poco.

peugeot 505 1984

Nella foto qui sopra la Peugeot 505.

Renault 21 GTS (1986)

Ha richiesto un intero cambio di motore a circa 8.000 km dall'inizio del test. 

PERCHÉ OGGI I MOTORI SONO MEDIAMENTE PIÙ AFFIDABILI?

Nonostante i problemi attuali legati alle cinghie a bagno d'olio (scelte dai costruttori per rincorrere le severe normative anti-emissioni CO2), i motori moderni sono mediamente molto più affidabili ed efficienti rispetto a quelli del passato. I motivi di questa evoluzione sono principalmente tre:

  1. Precisione industriale: la precisione di lavorazione dei componenti e i margini di tolleranza odierni sono infinitamente più rigorosi rispetto a quarant'anni fa, riducendo drasticamente i difetti di fabbricazione dei singoli pezzi. 
     
  2. Lubrificanti superiori: gli oli motore moderni mantengono le loro proprietà protettive molto più a lungo e non si degradano rapidamente come quelli di una volta. 
     
  3. Manutenzione semplificata: un tempo l'automobilista doveva regolare costantemente l'anticipo dell'accensione, la carburazione e il gioco delle valvole. Oggi l'elettronica gestisce tutto e gli intervalli di manutenzione si sono enormemente dilatati. 

renault 21 txe

Nella foto qui sopra la Renault 21.

LA VERA DIFFERENZA? IL COSTO DEI RICAMBI

Se una volta le rotture erano più frequenti ma considerate quasi "normali", oggi una panne al motore è vissuta come una tragedia. Il motivo è puramente economico: i costi di riparazione sono esplosi. Nel 1975, rimettere a nuovo l'albero a camme e le fasce elastiche della Citroën CX costava l'equivalente di circa 1.242 euro attuali.

Oggi, sostituire un motore moderno (come il tre cilindri Stellantis) può superare facilmente i 10.000 euro, complici la complessità dei componenti non sempre disassemblabili singolarmente e il costo della manodopera. È proprio questa sproporzione economica a rendere intollerabile qualsiasi guasto sulle nostre auto moderne, facendoci rimpiangere - erroneamente - un passato che, dati alla mano, non era affatto così perfetto.



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Ritratto di Sherburn
3 settembre 2026 - 17:26
Il tre cilindri Stellantis, 10.000 euro... uhmm... dove l'ho già sentito...
Ritratto di Alexspc79
3 settembre 2026 - 19:41
14
Ma devi vedere all'epoca
Ritratto di Andre_a2
3 settembre 2026 - 17:54
Concordo con la conclusione dell'articolo (motori vecchi meno affidabili ma molto più economici da riparare) tuttavia mi sarebbe piaciuto vedere anche il risultato di motori non francesi, ad esempio il 5 cilindri diesel della Mercedes W123. Altrimenti sa un po' troppo di "ti piace vincere facile?"
Ritratto di GG64
3 settembre 2026 - 19:33
1
Ricordo l'articolo su 4R di questa vettura dove un tassista pakistano (se non ricordo male,) aveva superato un milione di km e la Mercedes gli aveva regalato, in cambio, un'auto nuova, e l'articolo si concludeva col quesito: durerà quanto la vecchia???
Ritratto di GG64
3 settembre 2026 - 19:34
1
Ricordo l'articolo su 4R di questa vettura dove un tassista pakistano (se non ricordo male,) aveva superato un milione di km e la Mercedes gli aveva regalato, in cambio, un'auto nuova, e l'articolo si concludeva col quesito: durerà quanto la vecchia???
Ritratto di Miti
4 settembre 2026 - 11:22
Volvo Serie "Redblock" (B21, B23, B230), Toyota 22R / 22R-E (2.4), BMW M30 (3.0 / 3.5 6 cilindri in linea), Mercedes-Benz M102 / M103 (4 e 6 cilindri), Jeep 4.0L AMC (6 cilindri in linea).
Ritratto di Miti
4 settembre 2026 - 11:09
Andre_a, c'è l'ombra della Stellantis in questo articolo???
Ritratto di Miti
4 settembre 2026 - 11:18
V6 Busso. Oltre al sound inconfondibile e alle prestazioni straordinarie, c'è un grande dibattito sulla sua vera affidabilità meccanica. Riassumo i punti chiave emersi analizzando questo capolavoro... Longevità meccanica, il monoblocco e il basamento hanno margini generosi. Se trattato con cura, supera facilmente i 250.000 - 300.000 km senza mai aprire il motore. La nota dolente è la distribuzione, il tallone d'Achille è la cinghia. Va sostituita tassativamente ogni 4-5 anni o 60.000 km. Un ritardo qui significa danni catastrofici alle valvole. La lubrificazione e il raffreddamento, odia la guida a freddo e la scarsità d'olio. Richiede controlli frequenti del livello, oli eccellenti e un sistema di raffreddamento perfetto per preservare le teste in alluminio. La elettronica, nelle versioni 24V più recenti, qualche sensore o le bobine possono dare rogne con l'età, ma senza intaccare la robustezza pura del propulsore. Poi costano poco. In sintesi, non è un motore "usa e getta". È affidabilissimo, ma solo a patto di rispettare rigorosamente la manutenzione preventiva e farlo scaldare a dovere prima di affondare il piede.
Ritratto di endurist
3 settembre 2026 - 17:58
Potrei fare vari esempi di alcune auto aziendali e anche personali che ho avuto . Mi limito solo ad alcune : 500 giardinetta ( prima auto aziendale ) indistruttibile . Fiat 127 a 50mila Km il cambio ha ceduto . Renault 4 indistruttibile . Panda 30 pessima in tutto sempre in officina e guidandola spacca reni ( con le balestre al retrotreno ) . Fiat uno bella auto ma freni troppo potenti bloccava le ruote anche nelle piccole frenata ( fatta vedere in officina ma nulla risolto ) il resto auto onesta . Renault Clio prima serie 1400cc auto comodissima e prestazionale . Fiat tipo prima serie ( 1400 agt ) bella auto ma senza servosterzo in città e nei tanti posteggi che facevo era pesantissima . Auto grandi sempre aziendali : Regata SW diesel super Prestazioni da utilitaria ma 200.000 Km senza problemi . Saab 900 bene . Finito leasing e acquistata da un collega a 90.000 Km motore fuso. BMW serie 525 diesel acquistate due aziendali Una mai un problema , l'altra lasciava spesso a piedi il dirigente . Il tutto dagli anni '70 a inizio anni '90 . Auto personali : Simca 1000 , viaggio da 1600 Km senza soste più ritorno e molti altri , poi messo gancio traino e vacanze anche con roulotte . Poi citroen Visa 650 Tanti viaggi anche all'estero, mai problemi . Citroen Ax , mediocre mai problemi tecnici ma alll'interno vibrava tutto . Poi Skoda Favorit 1300 con gancio e roulotte al seguito . poi Opel Astra SW gancio e roulotte . Ho ovviamente tralasciato varie altre auto e mi sono fermato a inizi anni '90.
Ritratto di Quello la
3 settembre 2026 - 19:03
Concordo con il caro endurist in merito ad AX. Ma... Simca? Davero-davero?
Ritratto di endurist
3 settembre 2026 - 19:06
ahahah , Simca 1000 , strano ma vero . PS , La roulotte che citavo era una piccolissima 3 metri
Ritratto di Ikke mere bil
3 settembre 2026 - 19:29
Nel mio piccolo posso ricordare : Fiat Ritmo 105tc del 1981, cambio macinato dopo soli 45 mila km, problemi con questo gia all'acquisto (auto usata). Ritmo 130, problematica con centralina, carburatori e impianto elettrico, spesi un sacco di soldi e la vettura rimase in officina per il 50% del tempo che l'avevo posseduta. Fiat Panda 30, rottura del supporto motore dopo soli 8 anni che mia madre la guidava, per fortuna accadde a velocita molto bassa. Peugeot 308 diesel del 2015, percorso 190 mila km 4 anni e mezzo, cambiator serbatoio adblue, intero climatizzatore, e fatto sistemare una piccola perdita di olio. Ultima auto nulla, ma ha solo 1 anno e solo 40.000 km ed e' elettrica, quindi eliminato i problemi che potrebbero esserci con le auto moderne.
Ritratto di Ikke mere bil
3 settembre 2026 - 19:30
Unica spesa con quest'ultima vettura, solo tagliando e al rientro dalle ferie il secondo tagliando, spesa totale dei due tagliandi 390€ (al cambio moneta).
Ritratto di endurist
3 settembre 2026 - 21:12
Anche con le termiche ci sono esempi virtuosi di tanti Km fatti senza problemi . Io personalmente cambio spesso auto , circa 30/36 mesi . L'ultima che ho tenuto per 8 anni era una Fabia SW da 70 cv con circa 140.000 Km , senza mai un problema , solo tagliandi e sempre in concessionaria . Chi l'ha acquistata mi ha detto il concessionario ne ha fatti altrettanti .
Ritratto di TheMatt1976
3 settembre 2026 - 18:11
I problemi odierni nascono da un eccesso di sensori e di elettronica, oltre ai conosciuti problemi meccanici di alcuni motori causati dalla progettazione in economia per risparmiare qualche spicciolo (come le parti plastica dove sarebbe invece opportuno il metallo).
Ritratto di GG64
3 settembre 2026 - 19:29
1
Un articolo basato su un veicolo d'epoca per tipo d'auto che non durava, mi sembra eccessivo. Ho venduto 10 GG fa la mia Civic 2.2 diesel con 495.000km senza aver mai fatto ne frizione ne altri componenti importanti (con 19anni). E allora? Facciamo una statistica su un'auto? Mah. Buon rientro dalle ferie
Ritratto di Spock66
3 settembre 2026 - 20:28
Argomento molto interessante e da approfondire. Da appassionato di automobili da sempre e "dall'alto" della mia veneranda età, posso portare una certa esperienza diretta. Innanzitutto, la mia sensazione è che in passato (anni 70-80) la differenza in qualità fosse molto più marcata tra auto "nobili" e generaliste. I motori BMW e Mercedes anni 70-80 erano dei muli indistruttibili (e io oggi posseggo una W124 ancora pari al nuovo) mentre marche più popolari, come le francesi dell'articolo, pagavano l'economicità del progresso. Oggi tra un motore Mercedes o Stellantis non vedo più differenze tecnologiche, anzi, i motori "nobili" spesso sono diventati molto inaffidabili. Gli stessi BMW ci hanno impiegato almeno 20 anni per tornare ad essere affidabili con la serie B48, colpa delle folli norme antinquinamento che sono state una mazzata e hanno castrato 20 anni di progressi motoristici. Stesso per Audi, dove gli anni 2010 sono stati un'ecatombe di rotture. Poi certo il costo delle riparazioni fa tutta la differenza, se negli anni 80 poteva essere una seccatura la bruciatura della testata, adesso è un dramma economico. Inoltre non dimentichiamo il ridotto numero di componenti delle oldtimer..tutto quello che non c'è non si può rompere e questo dava una sensazione di maggio affidabilità. Oggi con mille sensori e centraline, ogni inconveniente diventa un'ansia da migliaia di euro. Infine, la rincorsa al massimizzare il profitto ha ammazzato ogni "over-engineering" che era fatto in passato dalle case tedesche, se adesso una biella deve reggere X Nm di sforzo, di sicuro la si progetta oggi per X-1, non per X+10. Sui grandi numeri la differenza economica diventa grande, anche a costo di perdere un po' in reputazione. Ma ai giovani CEO importa il ritorno a fine anno, non l'immagine della casa nei secoli a venire. Insomma, direi che oggi stanno peggio le marche nobili, più care e meno affidabili di una volta, e molto meglio le generaliste, ormai cresciute al livello delle grandi come affidabilità.
Ritratto di Sherburn
4 settembre 2026 - 10:09
Considerazioni molto interessanti, ottime direi.
Ritratto di Rav
3 settembre 2026 - 21:37
4
Credo che i problemi ci siano oggi e ci son sempre stati, ci sono però delle differenze. La prima è di certo il fatto che nelle auto di una volta si riusciva a mettere le mani. Per cui magari saltava fuori un problema ma lo risolvevi più o meno facilmente, magari con fil di ferro e spago, e ci macinavi altri kilometri. Oggi per ogni minimo problema sono centinaia di euro. L'altra cosa è che costruzione e tolleranze erano ben diverse dalle attuali e i motori erano meno "strozzati". Ne consegue che un 4 cilindri 2.0 con 102cv come quello della CX girava ben basso e sulle lunghe percorrenze non poteva che giovare, rispetto al 1.2 turbo benzina da 136cv pensato per superare tutte le attuali restrizioni. E questo discorso vale per qualsiasi motore, non necessariamente francese. La domanda secondo me è un'altra: oggi si vedono ancora diverse auto di 30/40 anni per strada, ma un'auto nuova acquistata oggi, tra 30anni, se ci arriva, come ci arriva?
Ritratto di ssensi
4 settembre 2026 - 07:42
Vero ma c’è da dire che oramai sono 35 anni che un meccanico generico non può più riparare un’auto a colpi di martello
Ritratto di PONKIO 78
3 settembre 2026 - 22:35
MERCEDERS 190 D DEL 1984 PERCORSI 525.000 KM PORTATA SOLO DUE VOLTE DAL MECCANICO ESCLUDENDO I VARI TAGLIANDI….
Ritratto di zottto
3 settembre 2026 - 22:50
“Un passato che, dati alla mano, non era affatto così perfetto”. Forse per le francesi, ma le italiane? E le tedesche? E tutte le altre? Non ci casco, articolo fuffa per progressisti.
Ritratto di Gianni.ark
3 settembre 2026 - 23:05
Il mio babbo aveva una Renault 5 GTL del 1983 che in 14 anni aveva fatto poco meno di 90.000 Km. Si rompeva almeno una volta all'anno... forse anche di più. Con la mia 208 diesel di oggi in 115.000 Km segnalo solo una perdita d'olio dal cambio che comunque non ne impediva l'utilizzo. Ovviamente l'ho fatta riparare subito.
Ritratto di shpartalloj harabela
4 settembre 2026 - 07:50
1
non vedo negli esempi la Mercedes W124....
Ritratto di Stefano_76
4 settembre 2026 - 08:05
Guarda caso tutte francesi. Non è cambiato niente....motori di m*rda facevano e motori di m*rda continuano a fare
Ritratto di GiaZa27R
4 settembre 2026 - 08:42
1
oramai i costi delle riparazioni sono veramente fuori da ogni criterio e logica economica (lo scorso anno ho fatto distribuzione e cambio olio+filtro olio su multijet 95 cv, ho speso 1050 euro... e dal mio meccanico, non in officina della concessionaria). Non so dove arriveremo !!!
Ritratto di Sherburn
4 settembre 2026 - 10:10
Arriveremo che chi può cerca di non usare la macchina. Sarà il caldo ma ormai conto più scooter e moto che macchine.

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