I prezzi dei carburanti continuano a preoccupare gli automobilisti: in base alle rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy, un litro di benzina in modalità self service oggi costa 2,155 euro, mentre il diesel è a quota 2,338 euro al litro.
Quest’ultimo beneficia ancora di uno sconto voluto dal governo, che fino al 25 settembre è di circa 12,2 centesimi al litro e verrà ridotto a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre: dopodiché non ci saranno più tagli, ma si dovrebbe passare al meccanismo delle accise mobili (qui per saperne di più).
“È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell'energia, né quello per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi o ti rassegni o ti attrezzi”, ha commentato ieri il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Ma, secondo alcune previsione degli esperti del settore pubblicate da Bloomberg, il prezzo dei carburanti alle stelle potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova grande crisi energetica che colpirà l’Europa durante l’inverno.
Nelle ultime ore preoccupa il caso della Saudi Aramco, che ha annunciato la decisione di non inviare più petrolio alle raffinerie europee a ottobre in seguito agli attacchi di milizie filo-iraniane. L’azienda saudita finora ha rappresentato una strada alternativa per la distribuzione del greggio dopo i problemi nello stretto di Hormuz.
Ciò si aggiunge al fatto che gran parte delle raffinerie stanno concentrando il proprio lavoro nella produzione del gasolio, più redditizio in quando più utilizzato nel settore industriale. Secondo Goldman Sachs, le raffinerie guadagnano quasi 100 dollari per ogni barile di petrolio greggio convertito in diesel, mentre con la benzina raggiungono a malapena i 70 dollari.
Questa differenza potrebbe ridurre la disponibilità della benzina nelle prossime settimane. E, per una semplice legge di mercato, quando un prodotto scarseggia si alza inevitabilmente anche il suo prezzo.





















































































