I marchi cinesi puntano al mercato europeo e per conquistarlo vogliono portare una quota sempre maggiore della produzione nel Vecchio Continente. Tra le aziende più determinate c’è la BYD, la cui vicepresidente esecutiva Stella Li, secondo l'agenzia Bloomberg, ha confermato di essere in trattativa con Stellantis e altri produttori europei per rilevare o gestire fabbriche attualmente sottoutilizzate.
L’obiettivo del colosso cinese è sfruttare la capacità residua degli impianti europei per sostenere la propria espansione. In questo scenario, l’Italia è stata inserita nella ristretta rosa dei paesi candidati per potenziali accordi. Alla domanda specifica su una possibile visita allo stabilimento di Cassino, Li ha risposto di aver già visionato “molte fabbriche” nel Vecchio Continente. La manager ha inoltre precisato che la BYD preferirebbe operare in modo indipendente all’interno di questi siti, piuttosto che formare joint venture, per semplificare i processi gestionali.

Oltre agli stabilimenti, la BYD sta monitorando con attenzione la situazione di alcuni marchi storici europei che attraversano fasi di riorganizzazione. Stella Li ha definito la Maserati un marchio “molto interessante”, pur specificando che, al momento, non è stata intrapresa alcuna azione formale per l’acquisizione: “Continueremo a studiare la situazione, ma non abbiamo intrapreso alcuna azione a riguardo”, ha sottolineato Li.
Nel frattempo, la casa cinese sta potenziando le proprie strutture di ricerca e sviluppo locali in Europa e ha avviato una campagna di assunzioni da marchi concorrenti per rafforzare la presenza dei propri brand premium. Inoltre, il costruttore sta per aprire una nuova fabbrica nel sud dell’Ungheria, dove prevede di costruire la citycar elettrica Dolphin Surf e la crossover compatta Atto 2 insieme ad altri due modelli, fino ad arrivare a una produzione annuale di 300.000 veicoli.

L’interesse della BYD per gli impianti e per i marchi europei potrebbe sposarsi con la nuova strategia tracciata da Antonio Filosa, ceo di Stellantis, il quale, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, ha dichiarato che le partnership saranno “integrate nella strategia futura” del gruppo. L’obiettivo è ambizioso: recuperare quote di mercato in Europa e negli Stati Uniti, garantendo al contempo la tenuta dei posti di lavoro e la creazione di modelli accattivanti per marchi come la Fiat. Secondo Filosa, questi accordi devono essere “vantaggiosi per entrambe le parti” e non mettono necessariamente a rischio l’indipendenza del gruppo.
Un esempio concreto è già in atto in Spagna, dove due fabbriche Stellantis produrranno auto elettriche per la cinese Leapmotor. La riorganizzazione del gruppo è attualmente in corso, con un’accelerazione dell’efficienza operativa nelle sedi europee e investimenti mirati nel mercato nordamericano. Ulteriori dettagli sui futuri assetti del gruppo verranno presentati ufficialmente negli Stati Uniti il prossimo 21 maggio, quando sarà svelato il piano industriale di Stellantis: in quell’occasione si potrà comprendere meglio se e come l’interessamento della BYD per le fabbriche europee si tradurrà in accordi operativi concreti.


































































