Un intervento provvidenziale arrivato sul filo di lana. Il Consiglio dei Ministri ha approvato l'estensione del mini-taglio da 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, evitando che la misura scadesse alla mezzanotte di oggi e provocasse un immediato rincaro alla pompa. La proroga sposta la nuova scadenza al 5 settembre 2026 per un costo stimato attorno ai 130 milioni di euro per le casse dello Stato. Si tratta tuttavia di una misura temporanea: dieci giorni presi dall'Esecutivo per guadagnare tempo mentre si studiano possibili interventi strutturali contro il caro-vita.
Anche con la conferma dello sconto fiscale, fare il pieno si conferma un'impresa onerosa per milioni di automobilisti. Stando agli ultimi dati ufficiali del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), il prezzo medio in modalità self-service si attesta a 2,017 euro al litro per la benzina e a ben 2,137 euro per il diesel lungo la rete stradale ordinaria. In autostrada la situazione si fa ancora più pesante: la benzina viaggia a 2,092 euro/litro e il gasolio a 2,208 euro/litro, toccando persino picchi record da oltre 3 euro al litro in alcune stazioni della A22. Si consolida così il pesante sorpasso del diesel sulla verde, un'anomalia che penalizza duramente chi lavora su quattro ruote e l'intero comparto dei trasporti.
| Rete | Benzina (self-service) | Diesel (self-service) |
| Rete stradale ordinaria |
2,017 €/l |
2,137 €/l |
| Rete autostradale |
2,092 €/l |
2,208 €/l |
La proroga evita il balzo immediato ai distributori, ma i nodi verranno al pettine con il rientro dalle vacanze e la riapertura completa delle attività a inizio settembre. La permanenza di prezzi del carburante così elevati rischia di riflettersi sui costi di trasporto delle merci e di spingere in alto i prezzi al consumo.























































































































