Lo scorso 4 luglio il governo aveva chiuso il periodo di sconti sulle accise dei carburanti, riportando la tassazione per benzina e diesel a 0,6729 euro al litro e a 0,14727 euro al litro per il GPL (qui la notizia). Da quel momento il grafico dei prezzi ha ricominciato a puntare verso l’alto: stando del ministero, il costo medio della benzina in Italia ha raggiunto quota 1,986 euro al litro, mentre quello del gasolio è salito fino a 2,180 euro al litro.
A pesare sui prezzi alla pompa non sono soltanto le accise tornate a pieno regime, ma anche l’intensificazione delle tensioni internazionali che hanno fatto alzare il valore della materia prima. Per questo il governo è intervenuto nuovamente sul fronte fiscale, riducendo di 17 centesimi le accise sul gasolio.
Il provvedimento riguarda unicamente il diesel (non sono previsti per il momento sconti sulle accise della benzina) ed è valido fino al 6 agosto. La misura riguarda soltanto il gasolio in quanto “è il carburante che pesa maggiormente sui trasporti, sull’agricoltura e sui prezzi che paga ogni famiglia”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni.
Per il 4 agosto è già in programma un nuovo Consiglio dei ministri che servirà a valutare l’evoluzione della situazione e prendere decisioni. Come ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’operazione ha un costo complessivo di circa 125 milioni di euro, risorse che “vengono in parte dalle accise mobili, in parte dalle sanzioni dell’Antitrust e in parte dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica”.
Secondo il Codacons, il taglio delle accise sul diesel si tradurrà in un risparmio di circa 8,5 euro per un pieno. L’associazione reputa però lo sconto deludente, perché non riuscirà a evitare la stangata sulle partenze estive. Dello stesso avviso è anche Massimo Dona, presidente dell’Unione Nazionale dei Consumatori: “Taglio insufficiente.




























































