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Carlos Ghosn: “lascerò prima del 2022”

14 giugno 2018

In un’intervista al Financial Times il capo dell’alleanza Renault Nissan Mitsubishi ha affermato che non resterà altri quattro anni alla guida del gruppo.

Carlos Ghosn: “lascerò prima del 2022”

LEADER DI UNA GALASSIA COMPLESSA - Arrivato alla Renault nel 2005, Carlos Ghosn (nella foto) è stato confermato alla guida del gruppo che comprende anche Nissan, Mitsubishi, Dacia, Alpine e Lada. Il contratto in corso è di quattro anni, quindi la scadenza naturale è prevista per il 2022. Ieri però il top manager franco-libanese-brasiliano ha fatto intendere chiaramente che non intende rimanere al suo posto per l’intera durata del contratto. Lo ha fatto in una intervista al Financial Times di cui sono stati diffusi alcuni stralci, per essere poi pubblicata interamente sabato prossimo. Le frasi che hanno fatto riferimento alla sua permanenza al vertice dell’Alleanza non sono esplicite ma non lasciano dubbi. “non c’è da aspettarsi che io resti al mio posto per altri quattro anni”, e ancora “Si può pensare che prima del 2022 smetterò di essere amministratore delegato della Renault”. In sostanza nessun annuncio di una data precisa, ma una espressione chiara di una intenzione.

MISSIONE COMPIUTA - Ghosn è arrivato a parlare delle sue prospettive partendo dalla situazione del gruppo Renault Nissan Mitsubishi. Ha affermato che gli azionisti gli avevano affidato il compito di rendere forte, stabile e irreversibile l’alleanza. L’obiettivo si può dire raggiunto e dunque Ghosn si sentirebbe libero di lasciare. Questa è la sostanza della sortita del top manager della Renault. È però possibile la cosa nasconda altro. Potrebbe infatti essere un ennesimo segnale dei rapporti non idilliaci con lo stato francese, che detiene il 15% delle azioni Renault, con il 28% dei diritti di voto. Proprio il peso della partecipazione statale è il nocciolo delle frizioni con Ghosn.

DISACCORDI DI FONDO - Lo stato francese ha più volte manifestato chiaramente di non essere disponibile a un ruolo secondario, tanto che l’anno scorso rastrellò ulteriori azioni per poter avere una sorta di potere di veto. Ma questo approccio del governo parigino crea inquietudini nei giapponesi della Nissan, che non gradiscono avere un socio governativo (la Renault detiene il 43,4% delle azioni Nissan). Ghosn è il fulcro dell’equilibrio del castello che ha costruito. C’è dunque chi interpreta le parole di Ghosn come una minaccia di abbandonare se ci saranno iniziative tese a rompere l’equilibrio esistente.

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Ritratto di Giuliopedrali
14 giugno 2018 - 19:23
Guardate la Dacia in particolare, per chi dice che marchi senza appeal non vendono...