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L’ispettore Callaghan celebra la rinascita della Chrysler

07 febbraio 2012

Fa discutere lo spot della casa di Auburn Hills interpretato da Clint Eastwood e andato in onda durante l’intervallo del Super Bowl: un’esaltazione dello spirito combattivo degli Usa che i commentatori hanno voluto leggere in chiave “pro Obama”.

SPOT POLITICO? - Malgrado Sergio Marchionne si sia subito affrettato a dichiarare che “il contenuto politico del messaggio è pari a zero”, i mass media l’hanno subito battezzato “lo spot pro-Obama”. Una cosa, comunque, è certa: la reclame della Chrysler interpretata dal “duro” Clint Eastwood (nella foto sopra) e trasmessa durante l’intervallo dell’ultimo Super Bowl ha lasciato il segno sugli oltre 110 milioni di telespettatori che hanno seguito la finale del campionato di football americano. Si tratta di un vero e proprio cortometraggio della durata di due minuti, in cui l’anziano attore si lancia in un accorato panegirico della città (Detroit) e della nazione (gli Stati Uniti) che sono in grado di rialzarsi e reagire davanti alle difficoltà.


Chrysler spot super bowl clint eastwood 4


LA RINASCITA DI DETROIT (E DEGLI USA)
- “È l’intervallo e entrambe le squadre sono negli spogliatoi discutendo di quello che possono fare per vincere la partita nel secondo tempo”, esordisce Eastwood, passeggiando per le strade della città. “Pure in America è l’intervallo: la gente è senza lavoro e sta male”. A un certo punto, lo spot si fa celebrativo: “Quelli di Detroit ne sanno qualcosa. Per poco non hanno perso tutto. Però ci siamo impegnati tutti insieme e ora la Motor City lotta ancora”. Insomma, gli States prendano esempio da Detroit; oppure, è il messaggio sottointeso, prendano esempio dalla Chrysler, tornata a macinare utili (183 milioni di dollari) per la prima volta dal 1997 (leggi qui la notizia). Un panegirico dell’America che lavora e non s’arrende che fa il paio con quello dell’Italia “capace di grandi imprese” mostrato nello spot della nuova Panda (lo vedi qui).



IN VISTA DELLE PRESIDENZIALI
- Il discorso affidato alla reclame è suonato alle orecchie di molti come un ringraziamento al presidente Barack Obama che, proprio per aver consentito il salvataggio della Chrysler a colpi di finanziamenti pubblici nel 2009, si era attirato feroci critiche dall’ala più liberista della società a stelle e strisce. Se a questo si aggiunge che le presidenziali statunitensi sono dietro l’angolo (si voterà il sei novembre), si capisce come mai lo spot sia stato letto come una sorta di endorsement della casa di Auburn Hills verso il presidente uscente, che proprio sull’idea di rinascita degli Stati Uniti, con slogan come “Yes, we can” (si, possiamo farcela), aveva impostato la campagna che l’ha portato alla Casa Bianca.


Chrysler spot super bowl clint eastwood 6


INVESTIMENTO DA CAPOGIRO
- Un messaggio rafforzato dal fatto di essere affidato a un personaggio di idee conservatrici come Eastwood, percepito più vicino al partito Repubblicano che a quello Democratici cui appartiene Obama. Letture “politiche” a parte, lo spot mira esplicitamente a galvanizzare gli operai della Chrysler in un paese, come gli Stati Uniti, dove tutto diventa una questione patriottica. Per fare questo, Sergio Marchionne non ha badato a spese. Cifre ufficiali non ce ne sono, ma se le tariffe per mandare in onda uno spot di 30 secondi durante il Super Bowl viaggiano sui 3,5 milioni di dollari e il corto della Chrysler è durato due minuti, il conto è presto fatto: 14 milioni di dollari. Oltre alle spese, top secret, relative alla produzione del filmato e al cachet di Eastwood, che ha comunque dichiarato di voler devolvere la somma in beneficenza. Del resto l’attore 81enne, consacrato dalla serie di film sull’ispettore Callaghan e raffinato autore di pellicole come Gran Torino, è legato a doppio filo all’Italia: fu il regista romano Sergio Leone, infatti, a farlo conoscere negli anni Sessanta come interprete dei suoi mitici spaghetti western.

C’ERA PURE LO SPOT DELLA 500 ABARTH - Più banale l’altro spot del Lingotto andato in onda durate la notte del Super Bowl. Questa volta, la reclame, della durata di un minuto, si concentra su un prodotto in particolare: la Fiat 500 Abarth. Il filmato mostra la “solita” bomba sexy (si chiama Catrinel Menghia, è romena ma vive a Milano) che prima schiaffeggia e poi si struscia contro il “povero” passante americano, attizzandolo con la panna montata e con frasi ammiccanti pronunciate in un italiano stentato: “Mi stai spogliando con gli occhi... Non puoi farne a meno, eh?”. Salvo poi rivelare il trucco: non era una donna, era una macchina (indovinate quale?). Si è trattato di un “viaggio mentale” del povero americano, che pensava di avere a che fare con una donna e invece era un’auto, nel più classico (e maschilista) dei parallelismi. Questo sì, molto made in Italy.



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Ritratto di probus78
7 febbraio 2012 - 17:46
non eri un patito sfegatato della FORD GRAN TORINO??? Sei passato alla Chrysler? Magari alla Dodge Dart? Che caduta di stile!!! Scherzi a parte un testimonial come lui è quanto di meglio ci possa essere. Mito intramontabile sia come attore che come regista. Chapeau.
Ritratto di AyrtonTheMagic
8 febbraio 2012 - 15:09
1
!!!!
Ritratto di Cinque porte
7 febbraio 2012 - 17:55
Proprio Lunedì ho visto il film "Gran Torino"
Ritratto di Bmw Xdrive
7 febbraio 2012 - 18:16
questo è uno spot rappresentativo non quello della nuova panda questo è tutta un altra cosa.
Ritratto di Bmw Xdrive
7 febbraio 2012 - 18:20
ma quello della 500 abarth è andato in onda anche in america in italiano?
Ritratto di mustang89
7 febbraio 2012 - 18:42
Si, per sottolineare l'italianità dell'auto. Comunque è vecchio, l'avevo visto diversi mesi fa...
Ritratto di armyfolly
7 febbraio 2012 - 18:42
C’ERA PURE LO SPOT DELLA 500 ABARTH - Più banale l’altro spot del Lingotto andato in onda durate la notte del Super Bowl. Questa volta, la reclame, della durata di un minuto, si concentra su un prodotto in particolare: la Fiat 500 Abarth. Il filmato mostra la “solita” bomba sexy (si chiama Catrinel Menghia, è romena ma vive a Milano) che prima schiaffeggia e poi si struscia contro il “povero” passante americano, attizzandolo con la panna montata e con frasi ammiccanti pronunciate in un italiano stentato: “Mi stai spogliando con gli occhi... Non puoi farne a meno, eh?”. Salvo poi rivelare il trucco: non era una donna, era una macchina (indovinate quale?). Si è trattato di un “viaggio mentale” del povero americano, che pensava di avere a che fare con una donna e invece era un’auto, nel più classico (e maschilista) dei parallelismi. Questo sì, molto made in Italy. MI SA TANTO CHE LEI AL CINEMA NON C'E' MAI STATO..QUESTO SI MOLTO MADE IN ITALY..MA LE HA MAI VISTE LE RIDICOLE COMMEDIE AMERICANE CHE INCENTRANO ANCHE DUE ORE DI PELLICOLE SOLO SU SCEMENZE SIMILI?? COSE DA PAZZI ORA ANCHE I "GIORNALISTI D'AUTO" ATTACCANO IL MODO DI FARE DEGLI ITALIANI!!
Ritratto di Bmw Xdrive
7 febbraio 2012 - 18:54
ahahahahha
Ritratto di gig
7 febbraio 2012 - 20:00
Ahahahahahah! ;)
Ritratto di AyrtonTheMagic
8 febbraio 2012 - 15:11
1
fosse una donna..
Ritratto di money82
7 febbraio 2012 - 20:50
1
Spero che gli introiti superino le spese sostenute...
Ritratto di Mech
7 febbraio 2012 - 21:47
che non ci capisco niente di quello che dice?
Ritratto di francesco alfista
8 febbraio 2012 - 02:34
ma quello dell abarth...e' molto piu' bello..con una bella...cosi...!!
Ritratto di algherdes
8 febbraio 2012 - 11:04
Ma perchè all'estero ogni volta che si pensa all'italiano (come lingua parlata intendo) lo si accosta sempre allo spagnolo? Vivo in una città molto turistica, tutti i turisti dicono gracias e altre parole spagnole convinti di parlare italiano...e pure su questa adv abarth...un inglese con forte accento spagnolo che si spaccia per italiano...cos'è? risparmiano pure sulla tipa che costa meno una messicana invece di un'italiana?
Ritratto di monodrone
8 febbraio 2012 - 11:04
Non ci trovo niente di politico nello spot. Tipicamente americano, una cosa del genere in italia è impensabile. Semplicemente perché l'Italia e italiani non esistono ancora... e poi,gente, qui non si scherza con il grande Clint! Chi avremmo usato noi? Scamarcio? puahahahaha!!!! meglio Pappalardo. Non capisco i neretti come a sottolineare lo sgomento dell'articolista. Sono le stesse cifre che si pagano per uno spot durante san remo o le finali di calcio. Fino a 10 anni fà la pellicola da cinema veniva 2.500 euro ogni 1.5 metri e per girare uno spot di 2 minuti ne servono (take errati inclusi) decine e decine di metri. Questi spot non vengono girati in digitale. E poi c'è da pagare l'intero entourage e qui si parla di almeno 200 persone tra tecnici, trucco e parrucco, catering, attori e regista.
Ritratto di Gino2010
8 febbraio 2012 - 12:24
dello spot della 500 personalmente allora capisce di donne sicuramente più di quanto capisca di automobili,(non che ci voglia molto per la verità.....)
Ritratto di prinz4ever
8 febbraio 2012 - 15:24
3
un economista, non un appassionato di auto.
Ritratto di AyrtonTheMagic
8 febbraio 2012 - 15:13
1
tutto il mondo è paese?? :)

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