Nel sempre più affollato segmento delle suv medie, dove ogni dettaglio può fare la differenza, è strano trovare due modelli così simili nel nome ma così distanti nella filosofia. La Citroën C5 Aircross e la Mazda CX-5 sono però accomunate soltanto da quella cifra, che sta a indicare anche un posizionamento analogo, perché tutto il resto le separa in modo netto e sorprendente.
Da un lato la francese, arrivata nel 2025 alla sua seconda generazione con una trasformazione radicale: nuova piattaforma, nuovo design spigoloso e deciso, gamma di motori che spazia dall’ibrido leggero all’elettrico puro.
Dall’altro la giapponese, giunta alla terza generazione con un approccio più conservatore nell’estetica ma coraggioso nelle scelte meccaniche, a partire da un motore aspirato di 2,5 litri che, in un’epoca dominata dal downsizing e dai tre cilindri turbo, per molti può sembrare quasi anacronistico.

La nuova Citroën C5 Aircross rompe con il passato senza rimpianti, salutando le forme morbide della prima generazione per adottare una carrozzeria squadrata e decisa, con linee orizzontali che tagliano la fiancata. Il frontale riprende la firma luminosa degli ultimi modelli del marchio, con le luci diurne composte da due listelli affiancati da elementi quadrati che danno all’anteriore un’identità riconoscibile. Dietro, i fanali escono dalla sagoma della carrozzeria svolgendo anche la funzione di piccoli profili aerodinamici per staccare i flussi d’aria: una scelta al tempo stesso funzionale e esteticamente azzeccata.

La Mazda CX-5, invece, rimane fedele a se stessa e riconoscibile, evolvendo con la terza generazione il linguaggio stilistico Kodo. Il cofano è più alto rispetto al passato, il che conferisce al frontale un aspetto più imponente, con uno sguardo frontale che richiama le sorelle maggiori CX-60 e CX-90. I gruppi ottici a led sono sottili e affilati, raccordati con la calandra da una linea continua che richiama la sezione di un'ala. Le fiancate sono muscolose, con i passaruota che segnano la carrozzeria in modo deciso, e la coda porta per la prima volta la scritta Mazda per esteso tra i fanali, al posto del tradizionale logo.

Sul piano delle misure, le due protagoniste si collocano nello stesso segmento ma con differenze significative. La Mazda CX-5 è la più generosa: lunga 469 cm, larga 188 cm e alta 169 cm, con un passo di 282 cm, cresce di ben 11,5 cm in lunghezza rispetto alla generazione precedente, avvicinandosi alle proporzioni della sorella maggiore CX-60.
La Citroën C5 Aircross si ferma a 465 cm di lunghezza, con un passo di 278 cm, ed è leggermente più larga (190 cm), mentre l’altezza è identica al centimetro (169 cm). In pratica, la giapponese è più lunga e ha un passo maggiore di 4 cm, il che dovrebbe tradursi in un vantaggio soprattutto per i passeggeri posteriori.

Sul fronte del bagagliaio, la sfida è molto equilibrata. La Citroën offre 565 litri di capacità con i cinque posti in posizione, che diventano 1.668 litri abbattendo il divano posteriore. La Mazda risponde con 583 litri di base (contando anche il doppiofondo) che salgono a ben 2.019 litri con gli schienali abbattuti. Il bagagliaio della CX-5 è quindi molto più generoso nella configurazione massima, ma con tutti i sedili occupati la capienza delle due rivali è molto simile.

L’abitacolo della Citroën C5 Aircross vuole essere un salotto, un luogo di benessere prima che un cockpit di guida. La plancia è dominata dallo schermo touch di 13 pollici, con sezioni fisse in alto e in basso e un’ampia area centrale personalizzabile fino a 16 widget.
I sedili hanno la seduta e la parte inferiore dello schienale imbottite con schiuma di spessore generoso, e sulle versioni più ricche sono disponibili le funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio. Per la prima volta su una Citroën, fanno la loro comparsa le luci ambiente, con otto colori disponibili che seguono le linee orizzontali della plancia. I materiali sono piacevoli al tatto e gli assemblaggi curati.

La Mazda CX-5, dal canto suo, è cresciuta in modo sensibile anche nell’abitacolo. Con l’obiettivo di valorizzare spazio, equilibrio e armonia, i designer della casa giapponese hanno costruito una plancia pulita e ordinata, con i comandi fisici ridotti al minimo e quelli delle modalità di guida spostati alle razze del volante.
Al centro campeggia uno schermo di 15,6 pollici (12,9 nelle versioni meno ricche) basato su Android Automotive: intuitivo e veloce, è compatibile con le app Google tra cui Maps e Gemini. Il cruscotto è digitale di 10,3 pollici. I materiali nelle versioni top di gamma sono di ottima qualità (plastiche morbide nelle parti in vista, sedili in pelle con riscaldamento e ventilazione) e l’insonorizzazione è uno dei punti di forza della suv di Hiroshima, con i vetri anteriori doppi già dalla versione base.

È sul fronte dei motori che le due crossover si separano in modo più netto, rivelando filosofie industriali profondamente diverse. La Citroën C5 Aircross è la regina del downsizing: tutta la gamma termica si basa su motori turbo di piccola cilindrata, con elettrificazione di vario grado a compensare la modestia dei cilindri. Ad aprire la gamma c’è un tre cilindri 1.2 turbo da 136 CV abbinato a un motore elettrico da 28 CV e a una batteria da 0,9 kWh: il sistema eroga 145 CV complessivi gestiti da un cambio robotizzato a doppia frizione a 6 rapporti.
L’ibrida plug-in da 226 CV complessivi abbina un quattro cilindri 1.6 turbo da 150 CV e un motore elettrico da 125 CV, per un totale di 225 CV combinati: la batteria da 21,5 kWh netti promette fino a 96 km di autonomia in modalità elettrica nel ciclo misto e oltre 1.100 km di autonomia complessiva. Completa la gamma la versione totalmente elettrica da 213 CV con batteria da 73 kWh e 520 km di autonomia dichiarata.

La Mazda CX-5, al contrario, va volutamente controcorrente. In un panorama dominato da motori sempre più piccoli e turbocompressi, la casa giapponese sceglie di puntare su un quattro cilindri aspirato di 2.5 litri abbinato a un sistema ibrido leggero a 24 volt per un totale di 141 CV e 238 Nm.
Niente turbo, niente iniezione diretta aggressiva: il risultato è un motore che non offre la spinta immediata dei tre cilindri turbo della concorrente francese, ma che si guida con un ritmo diverso, più fluido e progressivo, e che brilla per linearità, silenziosità e piacere d’uso.
La disattivazione automatica di due cilindri in condizioni di carico ridotto consente di arrivare a percorrere 14,3 km/l, stando ai dati dichiarati. Il cambio è automatico a sei rapporti con convertitore di coppia, la trazione può essere anteriore o integrale. Nel 2027 arriverà una variante full hybrid sviluppata internamente, che sfrutterà stesso motore termico.

Sul fronte del listino, la sorpresa più grande arriva dalla Mazda: la CX-5, nonostante la crescita in dimensioni e la profonda evoluzione dell’abitacolo, mantiene un posizionamento di prezzo accessibile che parte da 35.900 euro per la versione Prime-Line con trazione anteriore. La più ricca Homura supera i 45.000 euro, ma è generosamente equipaggiata: sedili in pelle, ventilazione e riscaldamento, fari con fascio luminoso variabile automatico, schermo centrale da 15,6 pollici e luci ambiente inclusi di serie. Per la trazione integrale, a parità di allestimento, servono 2.300 euro in più.

La Citroën C5 Aircross parte da 33.990 euro nella versione ibrida leggera da 145 CV in allestimento You, quasi 2.000 euro in meno della rivale giapponese. La variante elettrica apre invece a 37.690 euro e possono arrivare a 43.690 euro per la Max. Non è prevista alcuna versione a trazione integrale: tutte le C5 Aircross sono hanno le ruote motrici unicamente sull’asse anteriore.





































































