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La Maserati in crisi non ce la fa sola: ha bisogno di partner

Pubblicato 18 giugno 2026

Stellantis cerca alleati tecnologici per rilanciare la Maserati e realizzare due nuovi modelli di lusso entro il 2030.

La Maserati in crisi non ce la fa sola: ha bisogno di partner

TRATTATIVE IN CORSO

Dopo aver delineato la geografia degli stabilimenti italiani per i prossimi anni (qui per saperne di più), il ceo di Stellantis Antonio Filosa ha anticipato il futuro della Maserati durante un’audizione al Parlamento italiano. Nonostante le recenti difficoltà commerciali, il manager ha ribadito con fermezza che il marchio non è in vendita, smentendo categoricamente le voci di una possibile cessione a colossi come la cinese BYD o della chiusura dello stabilimento di Cassino.

Tuttavia, la casa modenese si trova in questo momento a un bivio strategico: Filosa ha confermato che sono in corso trattative avanzate con due potenziali partner internazionali per stringere un accordo di cooperazione.

L’obiettivo è di selezionare in tempi brevi il candidato ideale che possa garantire “tecnologia, sviluppo e idee eccellenti” per rinvigorire il brand. Questa mossa non punta solo a migliorare i prodotti, ma vuole avere un impatto vitale per saturare le linee produttive di Modena e Cassino, che attualmente lavorano al di sotto del loro potenziale.

SI GUARDA ALLA CINA

Sebbene i nomi dei partner rimangano ufficialmente riservati, le indiscrezioni provenienti dall’Oriente sono sempre più insistenti e indicano contatti con la Huawei e la JAC, focalizzati sullo sviluppo di veicoli a nuova energia (elettrici ed elettrificati). Una delle ipotesi avanzate con maggiore insistenza vedrebbe la nascita di un modello venduto in Cina sotto il brand Maextro e distribuito globalmente come Maserati.

L’integrazione tecnologica con partner esterni è considerata essenziale per raggiungere l’obiettivo del gruppo di portare l’utilizzo della capacità produttiva europea sopra l’80% entro il 2030, ottimizzando il know-how e condividendo i costi di sviluppo delle nuove piattaforme elettriche. Per farlo, ha spiegato Filosa al Parlamento, servirà aumentare i volumi anche grazie al lancio di nuovi modelli.

OBIETTIVO RILANCIO

Stellantis scommette tutto sul ruolo della Maserati come unico brand di puro lusso del gruppo, facendo leva su un’eredità storica unica per sfidare i competitor globali nel nuovo mercato dell’elettrico. Il piano industriale dettagliato della casa modenese verrà svelato ufficialmente a dicembre, ma durante la presentazione della strategia del gruppo (qui per saperne di più) sono stati annunciati due nuovi modelli di segmento E, in arrivo entro il 2030.

Tra questi spicca una grande suv, naturale erede della Levante, e una seconda vettura più misteriosa, dalle linee sinuose, che potrebbe essere la nuova Quattroporte. Nel frattempo, la gamma attuale è stata rinfrescata con importanti facelift per la Grecale, la GranTurismo e la GranCabrio (qui la notizia).



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Ritratto di Clementina Milingo
18 giugno 2026 - 14:42
La Maserati non ce la fa? Allora quel cogli1 di Elkann acquisti la Lucid Motor e ci metta su il tridente, Lucid vende già 5 volte di più di Maserati.
Ritratto di giocchan
18 giugno 2026 - 14:58
Siamo arrivati alla "Maselati"
Ritratto di alex_rm
18 giugno 2026 - 14:59
Era scontato come le poche vendite che ha Maserati.se la vendono ai cinesi sposteranno la produzione in Cina per fare auto elettriche come hanno già fatto con Lotus.il partner commerciale come dicono loro vuol dire farsi fare le auto in Cina e metterci su il logo Maserati e non cambierebbe molto rispetto alla prima ipotesi
Ritratto di Alexspc79
18 giugno 2026 - 15:03
13
Fa fatica a fare le auto, peccato, io avevo una Quattroporte del 2006. I cinesi mi dispiace però no, un marchio prestigioso lo devono fare come una schifezza. Lucid e bella ma non puó per mettere Maserati.
Ritratto di maty17
18 giugno 2026 - 15:05
10
rilancio come Itala? no grazie
Ritratto di MXcinquista
18 giugno 2026 - 16:03
Sono almeno 20 anni che è un morto che cammina quest'azienda, avessero dato una certa continuità ai loro modelli, avessero aggiornato la gamma, avessero quantomeno una qualità costruttiva decente, e invece si son tirati addosso melma su melma negli anni per poi arrivare a chiedere l'elemosina in Cina. Ormai è tardi pure per venderlo bene questo brand, chi vorrà potrà comprarlo a "pochi spiccioli", dato che nessuno vuole più produrre in Italia.

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