Il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri ha esentato dal pagamento del bollo per le auto con potenza inferiore o uguale a 80 kW (qui la notizia). La misura, che per ora riguarda è limitata al 2027, stando a quanto annunciato dalla premier Giorgia Meloni, dovrebbe diventare strutturale con la prossima Legge di Bilancio, cancellando il bollo per le auto meno potenti anche per gli anni successivi.
L’agevolazione interessa molti veicoli in circolazione in Italia, in particolare utilitarie, compatte e alcune piccole suv, oltre che diversi modelli ibridi a patto che il loro motore termico resti sotto la soglia indicata dei 109 CV. Ma come deve comportarsi chi potrà evitare di pagare il bollo il prossimo anno ma in passato ha scelto di pagare la tassa automobilistica tramite domiciliazione bancaria?
Al momento non è ancora chiaro se gli automobilisti con addebito automatico dovranno intervenire per evitare il pagamento del bollo nel 2027. La gestione concreta dell’esenzione potrebbe essere affidata alle singole Regioni, che dovranno fornire indicazioni sulle modalità di applicazione.
Per questo, è consigliabile non revocare subito il mandato di domiciliazione, ma attendere comunicazioni ufficiali, anche in considerazione della conversione in legge del decreto, che dovrà avvenire entro 60 giorni.
In linea teorica, non dovrebbe essere necessario modificare le impostazioni del conto: le amministrazioni regionali dispongono già dei dati relativi alla potenza dei veicoli e non dovrebbero richiedere un pagamento non dovuto. Resta comunque importante verificare le istruzioni della propria Regione prima dell’entrata in vigore dell’esenzione.
Disattivare l’addebito automatico in anticipo potrebbe creare problemi. Infatti i pagamenti del bollo con scadenza fino al 31 dicembre 2026 devono essere effettuati, anche quando si riferiscono a una tassa con periodo di validità nel 2027. La scadenza del pagamento è determinante: se cade nel 2026, l’importo non rientra nell’esenzione prevista per l’anno successivo.
Il rischio, in caso di mancato versamento, è quello di incorrere in sanzioni. Inoltre, il decreto prevede che i dettagli relativi ai meccanismi di compensazione a favore delle Regioni, per un importo complessivo di 2,3 miliardi di euro, siano definiti da un successivo provvedimento del MEF entro il 31 marzo 2027. Un termine che arriva dopo l’avvio teorico dell’agevolazione, fissato al 1° gennaio, e che potrebbe creare difficoltà operative nel periodo iniziale.
Per ora, quindi, la soluzione più prudente è mantenere attiva la domiciliazione e aspettare le disposizioni ufficiali, ricordando che l’esenzione riguarda esclusivamente i pagamenti dovuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027.
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