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Ferrari: boom di guadagni nel terzo trimestre 2017

2 novembre 2017

Raggiungono i 141 milioni (+24%) e portano il Cavallino a modificare a rialzo i conti del 2017.

Ferrari: boom di guadagni nel terzo trimestre 2017

SU I GUADAGNI, GIÙ IL DEBITO - Dopo gli ottimi numeri di bilancio registrati nei trimestri gennaio-marzo e aprile-giugno, la Ferrari mantiene lo stesso ritmo di crescita anche nel periodo luglio-settembre 2017 e si appresta a chiudere un anno migliore rispetto alle previsioni. La stima è contenuta nella relazione di bilancio per i mesi da luglio a settembre, presentata oggi, arco di tempo in cui la Ferrari ha consegnato 2.046 vetture (+68 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e incassato 836 milioni di euro (+6,7%). Il guadagno netto è cresciuto del 24% a 141 milioni. Grazie a queste entrate, il Cavallino ha saputo ridurre anche l’indebitamento: è sceso a 485 milioni dai 627 milioni di giugno 2017.

STIME RIVISTE - La Ferrari ha consegnato 6.381 vetture fra il 1 gennaio e il 30 settembre (+307 rispetto ai primi 9 mesi del 2016), incassato 2,577 miliardi di euro (+308 milioni) e guadagnato 113 milioni di euro in più, passando dai 288 milioni del 30 settembre 2016 ai 401 milioni di quest’anno. Una crescita così significativa ha portato i vertici dell’azienda a rivedere le stime per il bilancio 2017, aggiustando al rialzo il volume d’affari (da 3,3 miliardi a 3,4 miliardi) e anche i guadagni, in crescita da 950 milioni a 1 miliardo. Le consegne resteranno nell’ordine delle 8.400 unità, come previsto a inizio anno, mentre il debito scenderà al di sotto dei 500 milioni dopo una stima di circa 550 milioni.

BENE LE V12 - L’aumento delle consegne è stato trainato dalle auto con motore V12, ovvero le 812 Superfast e GT4 Lusso, in aumento del 27% rispetto a questo periodo del 2016: basti sapere che la nuovissima 812 Superfast ha una lista d’attesa superiore ai 12 mesi. La crescita delle V12 ha bilanciato la flessione delle V8, che scontano l’uscita dal mercato della California T: la sua erede, la Ferrari Portofino, sarà consegnata a partire dal 2018. Fra luglio e settembre la Ferrari ha venduto 903 auto in Europa, 736 nelle Americhe, 152 in Cina, Hong Kong e Taiwan e 255 in Medio Oriente.

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Ritratto di The Krieg
2 novembre 2017 - 18:59
Speriamo che ciò possa far evitare alla Ferrari di fare il suv...
Ritratto di The Krieg
2 novembre 2017 - 20:51
Lo so bene che il loro obiettivo è guadagnare, però ci spero sempre in un ripensamento riguardo il SUV ahah
Ritratto di Fr4ncesco
2 novembre 2017 - 19:04
Non ho capito se la Ferrari è olandese, inglese o americana, oppure non c'azzecca con FCA. Però visto che sono buone notizie sicuramente non ha nulla a che fare con Fiat (per chi avesse la corteccia cerebrale poco integra sono ironico...).
Ritratto di Dirk
2 novembre 2017 - 19:25
Ferrari è italiana, infatti ha sede legale a Maranello, provincia di Modena che se non erro è in Italia. FCA invece ha sede legale ad Amsterdam che è in Olanda mentre quella fiscale a Londra che è in Inghilterra sempre se non erro. Scherzo, ovviamente. Però hanno il CEO in comune.:-))
Ritratto di Fr4ncesco
2 novembre 2017 - 19:36
Ormai con tutti questi indipendentisti la geografia europea è in discussione, fa bene a dire "se non erro", lol
Ritratto di Davelosthighway
2 novembre 2017 - 20:31
Invece volkswagen anche se pubblica, partecipata al 20 per cento da un governo regionale, ha allestito una struttura estera La Volkswagen Finance Luxembourg (VFL) per non pagare le tasse.
Ritratto di Dirk
2 novembre 2017 - 20:37
Volkswagen ha sede legale e fiscale in Germania, tanto per precisare ulteriormente il mio precedente commento.
Ritratto di Davelosthighway
2 novembre 2017 - 20:54
Si esatto e a Lussemburgo vanno a farsi un poker con i dividendi perché l'Europa é quella che é. A che belle favole che credi.
Ritratto di Dirk
2 novembre 2017 - 23:16
Già come FCA in Olanda ed in Inghilterra e credere che sia italiana. Che bella favola a cui crede lei.
Ritratto di lucios
5 novembre 2017 - 10:28
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Bisogna distinguere gli aspetti fiscali e legali con quelli produttivi, progettuali e storici. Se le aziende se ne vanno dall'Italia non è colpa dei privati che abbandonano (anche se nel passato hanno avuto tanto), ma di chi (il pubblico) non fa niente per farli rimanere. Vi chiedete perché in Italia non investe nessuno? E non è solo un problema di costo del lavoro o sindacati, ma è il resto: burocrazia, incertezze politiche, mancanza di strutture, persone poco affidabili su cui contare a livello locale, polemiche ovunque. Un provato (anche estero) dice: " ma hi mo fa fa?" E intanto: IL PAESE MUORE!
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