La Ferrari Luce è la prima elettrica della storia della casa. E la sua prima auto con cinque posti: una quattro porte con uno stile che non la rende immediatamente riconoscibile in quanto Ferrari (ma l’obiettivo era esattamente questo) e, di sicuro, non lascerà indifferenti. Guardandola, risaltano subito il muso corto e l'arco che collega l'estremità anteriore e il lunotto: il tre quarti anteriore risulta equilibrato, mentre il posteriore è piuttosto massiccio.
In mezzo alla coda “tronca”, alta e squadrata, una fascia nera ingloba i fanali, che da spenti non si vedono e sono circolari come in molti modelli del passato della casa. Molto curata l’aerodinamica; questa è l’auto con il coefficiente di resistenza aerodinamico di gran lunga più basso nella storia delle vetture stradali della Ferrari: il Cx è di 0,254.

Da che Ferrari è Ferrari, il protagonista è sempre stato il motore. Qui ce ne sono addirittura quattro (progettati dalla casa, di tipo sincrono a magneti permanenti e con flusso radiale), due per assale e completamente indipendenti l’uno dall’altro. I 1.050 CV combinati dobvrebberp garantire uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima di 310 km/h. Impressionante, forse più dello “0-100”, è lo 0-200 km/h: 6,8 secondi.
L’autonomia? Secondo la casa, la batteria da ben 122 kWh permette di fare 530 km in media (il dato è ancora da omologare, ma non sarà molto differente da questo). I motori anteriori raggiungono il regime massimo di 30.000 giri/min, quelli posteriori di 25.000. L’auto ha un’architettura a 800 V e la batteria accetta fino a 350 kW in corrente continua.
Per gestire così tanta potenza e garantire la tenuta di strada e il coinvolgimento alla guida che ci si aspetta da una Ferrari, i tecnici hanno utilizzato le sospensioni attive derivate da quelle della F80 (l’auto che, con 1.200 CV, è la stradale più potente della storia del marchio).
Come nella 12Cilindri, l’assale posteriore è sterzante. Debutta inoltre, nella Ferrari Luce, la Vehicle Control Unit: una “centrale” che gestisce congiuntamente motori e telaio, aggiornando i parametri 200 volte al secondo, lavorando su una rete a tre linee, con difefrenti tensioni: 800 V per i motori, 48 V per le sospensioni attive e 12 V per i sistemi ausiliari. Capitolo freni: i dischi anteriori misurano 390 mm di diametro, quelli posteriori sono di 372 mm.

Nuovo è anche il Side Slip Control X: la trazione integrale elettrica, prima assoluta per una Ferrari, consente una gestione precisa e istantanea della potenza su ogni ruota. L’obiettivo è di rendere la vettura rapida e “facile” in ogni fase, facendola girare non solo con l’azione sterzante di tutte e quattro le ruote, ma anche con la ripartizione della potenza.
Si tratta del torque vectoring, che ha due funzioni: la prima è di differenziale “virtuale”, al retrotreno, e serve per assicurare che l’auto vada dritta, anche ad alta velocità, indipendentemente dal manto stradale: se è sconnesso, l’auto potrebbe deviare dalla traiettoria rettilinea.
La seconda funzione è il Ferrari Lateral Optimization Wheeltorque (FLOW), cioè il torque vectoring vero e proprio, attivo su entrambi gli assi: in uscita di curva gestisce l’invio della potenza ruota per ruota, per migliorare la trazione, l’agilità e la stabilità. Il sistema interviene anche in ingresso, ripartendo la coppia motrice “negativa” (il freno motore) per stabilizzare la vettura e, contemporaneamente, recuperare energia.

La gestione della potenza in accelerazione è stata messa a punto per modificare la tipica spinta delle elettriche più potenti: così energica da essere brutale nei primi istanti, per poi diventare meno grintosa all’aumentare dell’andatura. Vedremo in futuro test se la progressione sarà più omogenea ed entusiasmante. Inoltre, con la levetta di sinistra al volante viene aumentato il recupero di energia e, quindi, la sensazione di decelerazione, proprio come quando, scalando le marce, aumenta il freno motore (qui si arriva fino al valore molto elevato di 0,68 g: quasi un’”inchiodata”).
La Ferrari Luce introduce poi una logica che consente di aumentare la potenza disponibile con l’azionamento della paletta destra volante, mantenendo la sensazione di progressione, ma rendendo la risposta dell’acceleratore “proporzionata” al raggio di curva. Se, per esempio, in ingresso si porta la rigenerazione al massimo, la potenza disponibile in uscita sarà ridotta in modo conseguente (si presume che la curva affrontata sia lenta).
Quando si torna sull’acceleratore, i motori erogheranno circa il 70% del massimo disponibile. Man mano che si esce dalla curva, volendo, si può premere la levetta di destra per “liberare” spinta aggiuntiva; in alternativa, la si tiene premuta a lungo e si ottiene subito il massimo della potenza (per fare una sbandata in pista, per esempio). A detta della casa, questa strategia non simula un cambio di rapporti, serve piuttosto a instaurare un feeling di guida naturale con l’auto.

Che la Luce sia “diversa” da tutte le altre Ferrari lo dimostra anche il fatto che la casa si sia concentrata tanto sul comfort: chi l’ha sviluppata sostiene che è l’auto più comoda mai uscita da Maranello. Il rumore di rotolamento, per esempio, è stato “imbrigliato” utilizzando il primo sottotelaio elasticizzato della storia della Ferrari, capace di smorzare le vibrazioni degli assali.
Come scritto sopra, la Luce è la prima Ferrari a cinque posti. Le GT del presente e del passato del Cavallino (e la crossover Purosangue), caratterizzate dallo schema transaxle (motore termico anteriore-centrale e cambio al posteriore) non hanno lo spazio per il quinto posto. La libertà concessa dall’architettura elettrica, con la batteria sotto il pavimento e i motori compatti, ha permesso questa prima assoluta. All’interno, pulsanti, manopole e selettori meccanici convivono con display digitali multifunzione sviluppati insieme alla Samsung Display.

Tra i materiali, quello che più ci ha convinto è l’alluminio anodizzato (riciclato) utilizzato per il volante, le cornici degli schermi e le levette: freddo quando fa freddo, caldo quando fa caldo, regala una sensazione di “autenticità” ormai rara. Quanto al cruscotto, di 12”, è una struttura rettangolare (in alluminio, appunto) con tre quadranti.
A sinistra sono visualizzate potenza e frenata rigenerativa; al centro ci sono velocità (con una vera lancetta) e livello batteria (display); a destra, si possono visualizzare sette parametri, selezionabili tramite una levetta meccanica sotto la razza destra del volante.
Da segnalare inoltre il sistema audio, con 21 altoparlanti e amplificazione a 24 canali da ben 3.000 W, che non serve “solo” a riprodurre la musica, ma è anche parte integrante della guida. Un accelerometro cattura le vibrazioni generate dagli organi rotanti.
Il sistema di generazione del suono, sviluppato internamente dalla Ferrari, filtra ed equalizza il segnale amplificandone le componenti ritenute più appaganti. Il livello del suono si basa sulla posizione dell’e-Manettino e sulla modalità di uso delle palette al volante, per consentire a chi guida di spegnerlo o di metterlo al massimo volume. Il sound viene diffuso sia all’esterno sia dentro.

Sul volante si trovano sia il Manettino, a cinque posizioni, sia l’e-Manettino, a tre posizioni. Quest'ultimo, sotto la razza sinistra, gestisce potenza, tipo di trazione e prestazioni massime. Non influisce invece sul livello di rigenerazione. Nella posizione ‘Range’ la potenza è limitata a 435 CV, il funzionamento è a trazione posteriore (salvo slittamenti delle ruote), la velocità massima è 260 km/h e le strategie di funzionamento riducono al minimo il consumo di energia.
In posizione ‘Tour’ la potenza sale a 626 CV e si attiva anche il motore anteriore (quindi la trazione è integrale); la velocità massima resta 260 km/h, ma l’auto risponde con più prontezza ai comandi.
986 sono i cavalli in ‘Performance’, con il 4x4 sempre attivo e la velocità massima che raggiunge 310 km/h; la risposta ai comandi diventa ancora più reattiva. Altri 64 CV si aggiungono nella modalità Launch Control, per partenze assistite che sfruttano tutto il potenziale della vettura.
A garantire il contatto con l’asfalto sono pneumatici sviluppati appositamente per questa auto: 265/35 R 23 davanti e 315/30 R 24 dietro. I cerchi di 23 e 24” rispettivamente sono i più grandi di sempre, per una Ferrari di serie. Il Manettino, sotto la razza destra del volante, ha cinque posizioni, che vanno da ‘Ice’ a ‘ESC Off’, e introduce la nuova posizione Dry, pensata per la guida di tutti i giorni.

Lo schermo centrale, di 12,9”, è un elemento autonomo che può essere ruotato da pilota e passeggero utilizzando l’impugnatura sottostante. Dei tasti fisici gestiscono climatizzazione, impostazioni della vettura e dei media; temperatura dell’abitacolo, velocità della ventilazione, riscaldamento e ventilazione dei sedili sono controlli fisici.
Il display “touch” è utilizzato per le impostazioni più approfondite di climatizzazione, audio e navigazione. Il tunnel centrale è un modulo a sua volta autonomo che integra l’alloggiamento della chiave, il selettore delle marce, il poggiagomito, dei vani portaoggetti e i comandi per la parte posteriore dell’abitacolo.
Una funzione fondamentale, nelle elettriche, è quella della pianificazione del viaggio: la Ferrari si è affidata a Google Maps e Apple Maps, integrando i dati della vettura in tempo reale (tra cui lo stato della batteria e gli algoritmi di carica/scarica) per una programmazione del percorso che include anche le soste di ricarica, se necessarie.

La Ferrari Luce è già ordinabile, con un prezzo di partenza di 550.000 euro, e le consegne inizieranno alla fine del 2026. I colori di lancio della Ferrari Luce sono Azzurro la Plata, Giallo Luce, Rosso Dino, Bianco Artico e Rosso Fiammante. Completa la dotazione di aiuti alla guida di serie: cruise control adattativo, centraggio nella corsia, sensori angolo cieco, allarme in caso di vecioli in arrivo in retromarcia, telecamere a 360° e tanto altro. Non manca la modulazione della rigenerazione in frenata, che sfrutta il radar anteriore per modulare l’intensità della frenata rigenerativa (con pedale dell’acceleratore rilasciato) e permettere, se possibile, il rallentamento senza l’utilizzo dei freni idraulici.
| Dati Complessivi | Numero di motori elettrici | 4 (uno per ruota) |
| Potenza massima | 772 kW (1050 CV) | |
| Coppia massima ai motori | 990 Nm | |
| Coppia massima alle ruote | 11.150 Nm | |
| Assale Anteriore | Potenza all’asse | 210 kW |
| Coppia alle ruote | 3.400 Nm | |
| Coppia ai motori | 280 Nm | |
| Densità di potenza | 3,23 kW/kg (93% efficienza) | |
| Giri motore | 30.000 giri/min | |
| Peso | 65 kg | |
| Assale Posteriore | Potenza all’asse | 620 kW |
| Coppia alle ruote | 7.750 Nm | |
| Coppia ai motori | 710 Nm | |
| Densità di potenza | 4,80 kW/kg (93% efficienza) | |
| Giri motore | 25.500 giri/min | |
| Peso | 129 kg |
| Batteria | Tipo batteria | Ioni di litio |
| Tensione - capacità | 800 V - 122 kWh | |
| Ricarica | Potenza max in corrente alternata (AC) | n.d. |
| Potenza max in corrente continua (DC) | 350 kW | |
| Tempo di ricarica | 6 ore a 11 kW | |
| Meccanica | Trazione | Integrale |
| Freni anteriori e posteriori | Dischi autoventilanti | |
| Prestazioni (dichiarate) | Velocità massima (km/h) | 310 |
| Accelerazione 0-100 km/h (s) | 2,5 | |
| Autonomia (km, ciclo WLTP) | 530 (da omologare) | |
| Dimensioni e Spazio | Lunghezza/larghezza/altezza cm | 503 / 200 / 154 |
| Passo cm | 296 | |
| Posti | 5 | |
| Capacità bagagliaio litri | 597 | |
| Peso e Pneumatici | Peso in ordine di marcia kg | 2.260 |
| Pneumatici (di serie) |
Ant. 265/35 R 23 - Post. 315/30 R 24 |















































































