Ford rivede radicalmente la propria strategia sull’elettrificazione. Il futuro sarà elettrico, ma anche ibrido e a benzina. Con un approccio pragmatico, il colosso dell’Ovale Blu ha annunciato un'importante virata all’interno del suo piano industriale Ford+, puntando su modelli accessibili, propulsioni miste e nuovi business, come lo stoccaggio energetico.
La Ford ha previsto che entro il 2030 il 50% della gamma sarà composta da modelli ibridi, elettrici o a autonomia estesa, rispetto al 17% attuale. Il cuore della nuova strategia è la Universal EV Platform, una piattaforma flessibile destinata a supportare una famiglia di veicoli elettrici compatti, efficienti ed economici. Il primo modello sarà un pick-up elettrico di medie dimensioni, atteso nel 2027. Per il mercato europeo la Ford ha recentemente siglato una partnership tecnologica con il Gruppo Renault per l’impiego della piattaforma elettrica AmpR per la realizzazione di due modelli compatti (qui per saperne di più).

Ma l’elettrico puro non sarà più la priorità assoluta. Ibrido sì, ma intelligente. La Ford americana svilupperà versioni economiche, prestazionali e con funzioni di alimentazione esterna, ideali per i professionisti. La prossima generazione del Ford F-150 Lightning sarà basata su un’architettura che consentirà l’impiego di sistemi EREV (cioè con range extender), con oltre 1.100 km di autonomia e capacità di traino ai vertici del segmento.
Dal punto di vista industriale, il nuovo Tennessee Truck Plant, nel campus di BlueOval City, assemblerà i pick-up del futuro a partire dal 2029. In Ohio, invece, nascerà un nuovo furgone commerciale disponibile in versione benzina e ibrida. Vengono accantonati i piani per un van elettrico europeo e altri EV di grandi dimensioni giudicati troppo costosi e poco richiesti dalla clientela.

Altro pilastro della strategia è il lancio di una divisione per la produzione di batterie, che sfrutterà impianti esistenti in Kentucky e Michigan. Secondo le previsioni, dal 2027 la Ford produrrà fino a 20 GWh di sistemi di accumulo all’anno, per alimentare data center, reti elettriche e industrie.
Le scelte strategiche saranno accompagnate oneri straordinari stimati in 19,5 miliardi di dollari e impatti di cassa per 5,5 miliardi distribuiti tra il 2026 e il 2027. L’Ovale Blu prevede già i primi miglioramenti economici nel 2026 e punta alla profittabilità per la divisione Model e entro il 2029. L’utile operativo atteso per il 2025 è stato rivisto al rialzo a circa 7 miliardi di dollari.





























































