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Free2Move eSolutions costruirà una rete di ricarica

Pubblicato 23 luglio 2021

Entro il 2030 verranno create oltre 9.000 stazioni con 35.000 punti di rifornimento per auto elettriche in Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

Free2Move eSolutions costruirà una rete di ricarica

UNA RETE DA COSTRUIRE - Free2Move eSolutions è la società formata da Nhoa (ex Engie EPS) e Stellantis nata con lo scopo di fornire servizi di ricarica per le auto elettriche. Oggi annuncia il progetto Atlante, che ha come obiettivo quello della creazione di una rete di ricarica rapida nei paesi del sud Europa (Italia, Spagna, Francia e Portogallo). In essi, infatti, circa il 90% della rete di ricarica veloce deve essere ancora costruita, inoltre, secondo uno studio della McKinsey, il numero di auto elettriche dovrebbe crescere in questa regione fino a 13 milioni di unità entro il 2030, e di 3 milioni entro il 2025, con una richiesta di ricarica veloce che dovrebbe raggiungere gli 1,9 TWh entro il 2025 e i 9 TWh nel 2030. La rete sarà aperta a tutti, tuttavia i clienti di vetture del gruppo Stellantis potranno contare su particolari agevolazioni.

NEL SOLCO DELLA UE - Questo progetto si inserisce nel solco di “Fit for 55”, il pacchetto di misure dell’UE per ridurre le emissioni di gas serra, che prevede lo stop alla vendita delle auto con motore termico entro il 2035, e la contestuale crescita dell’infrastruttura di ricarica per le auto elettriche sulla rete autostradale (ogni 60 km per le EV e ogni 150 km per l’idrogeno). 

STAZIONI AD ALTA POTENZA - La particolarità del progetto Atlante è quella di prevedere stazioni di ricarica con tettoie dotate di pannelli solari (nell'immagine qui sopra) e colonnine con una potenza di 200 kW, quindi sarà così possibile fare “il pieno” in 15-30 minuti. Inoltre, a seconda del tipo di sito, le stazioni di ricarica saranno integrate nelle “microgrids” (gruppo localizzato di fonti di elettricità e accumulo interconnesso con la rete elettrica), con soluzioni di stoccaggio con batterie da oltre 100 kWh (alcune di quelle utilizzate potranno essere anche ricavate da batterie riciclate delle auto).

SI PARTE CON L’ITALIA - Il progetto Atlante prevede diverse fasi di sviluppo. Entro il 2025, si prevede la realizzazione di stazioni in oltre 1.500 siti, con circa 5.000 punti di ricarica VGI (Vehicle-to-grid) integrati con storage e pannelli solari. Nel 2030 le stazioni raggiungeranno 9.000 siti con oltre 35.000 punti di ricarica. La buona notizia per il nostro Paese è che lo sviluppo della rete inizierà con Italia e Francia nel 2022, estendendosi poi a Spagna e Portogallo a partire dal 2023. Tutte queste stazioni saranno collegate tra loro così da andare a costituire un’unica “centrale elettrica virtuale”, controllata e gestita centralmente. Nel periodo 2021-2030 sono previsti investimenti tra i 100 e 140.000 euro per ogni punto di ricarica rapida integrato con stoccaggio di energia.





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Ritratto di bebbo
23 luglio 2021 - 19:27
Bellissima la stazione di ricarica con tettoie dotate di --pannelli solari-- e colonnine con una potenza di --200 kW--.
Ritratto di Vincenzo Mastrangeli
26 luglio 2021 - 18:12
Chissà se gli sceicchi dal greggio passeranno alle centrali nucleari? Altrimenti loro ritorneranno alle 4 zampe
Ritratto di Meandro78
23 luglio 2021 - 19:48
140.000 euro per impianto? Spero siano simili ai Supercharger di Tesla come numero di stalli. Comunque spero sia chiaro siano investimenti pagati dalla collettività, poiché tali strutture non rientreranno mai degli investimenti sostenuti. Anche perché l'energia elettrica la devono a loro volta comprare, stoccare, e conservare.
Ritratto di RubenC
23 luglio 2021 - 21:05
1
La collettività paga anche cospicui sussidi per le fonti fossili: miliardi di euro l'anno. Quindi cosa vuoi che siano 140.000 per una stazioncina di ricarica.
Ritratto di Trattoretto
23 luglio 2021 - 19:52
Stellantis, che è partita in ritardo, si è messa d'impegno. Non mi sorprenderei di vedere innovazioni tecnologiche per l'auto elettrica realizzate proprio da loro.
Ritratto di RubenC
23 luglio 2021 - 21:06
1
Che ottimismo. Speriamo.
Ritratto di Vincenzo Mastrangeli
26 luglio 2021 - 18:18
Stellantis che in Fiat continua a trarre la maggior parte dei suoi guadagni vendendo una Panda a 10 mila €, un costo che la clientela di quel settore può affrontare con resa auto vecchia, piccolo anticipo e5000€ di Finanziamento, non so come faccia a spenderne 20.000 per l’elettrico che oltretutto non può ricaricare in casa perché il suo box è sotto le stelle
Ritratto di Trattoretto
27 luglio 2021 - 09:09
No. Stando ai bilanci il grosso dei guadagni lo fanno in USA e in piccola parte in Brasile. Qua in Europa son stati quasi sempre in perdita. Adesso con la fusione cominciano a far buoni utili anche qua grazie a PSA e a Tavarez che sta razionalizzando tutto.
Ritratto di studio75
24 luglio 2021 - 08:52
5
Devono ricaricare auto elettriche e mi aspetterei una configurazione della stazione di servizio ottimizzata (innovativa) per questo tipo di vetture e ricarica, non semplicemente la sostituzione delle pompe con colonnine elettriche. Probabilmente quello è solo uno schizzo pubblicitario.
Ritratto di Andre_a
26 luglio 2021 - 17:41
9
Non saprei come cambiarla, sinceramente: è una configurazione che è andata bene per svariati decenni. Io piuttosto mi concentrerei sulla loro posizione: negozi, ristoranti, parcheggi, aree di servizio... zone in cui la gente si fermerebbe comunque per almeno una decina di minuti. Stazione di ricarica in stile benzinaio, dove puoi ricaricare e basta, secondo me hanno poco senso.
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